{"id":11097,"date":"2021-03-04T09:24:27","date_gmt":"2021-03-04T08:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=11097"},"modified":"2021-03-04T14:39:43","modified_gmt":"2021-03-04T13:39:43","slug":"il-luogo-da-luce-alla-parola-riscoprire-il-senso-di-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/il-luogo-da-luce-alla-parola-riscoprire-il-senso-di-unita\/","title":{"rendered":"IL LUOGO DA\u2019 LUCE ALLA PAROLA RISCOPRIRE IL SENSO DI UNIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><strong>La lingua \u00e8 legata ai luoghi, nasce da coordinate che sono spaziali, oltre che temporali. La filologia e l\u2019analisi storico-geografica vanno di pari passo per comprendere i discorsi di un paese in un dato secolo o l\u2019opera letteraria di un autore.<\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019oggetto di riflessione \u00e8 il rapporto della lingua di Dante con i luoghi dell\u2019epoca allora l\u2019impresa di ricostruzione appare improba, per la vastit\u00e0 del materiale e per la ricchezza dei riferimenti che sono insieme culturali, filosofici, poetici. Del sommo poeta si hanno confusi riferimenti biografici. Diversi critici hanno ipotizzato che abbia fatto viaggi anche a Parigi, oltre che a Verona e Genova. Nel difficile ma non impossibile ricamo dei posti citati, e forse visitati, da Dante ci ha aiutato Giulio Ferroni, nel volume \u201c<strong>L\u2019Italia di Dante<\/strong>\u201d. E cos\u00ec, attraverso la lettura e la contemplazione di quelle pagine erudite, abbiamo compiuto un viaggio esplorativo da nord a sud, dalle bestie di Fiesole alla Sicilia di Scilla e Cariddi, dalla Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, dalla gente vanesia di Siena a Roma, Ravenna, Napoli: seguire l\u2019itinerario dell\u2019Italia di Dante significa riconoscere l\u2019esistenza di un\u2019Italia prima ancora che nascesse l\u2019idea di nazione, vuol dire recuperare il senso di un\u2019unit\u00e0 e di una coerenza contro chi oggi ne mette in dubbio l\u2019identit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica si comprende allora quanto sia preziosa e utile l\u2019opera di approfondimento che Giovanni Toso ha compiuto con la sua riflessione sui rapporti tra Dante, Noli e il Purgatorio, nell\u2019elegante e raffinato volume pubblicato da Marco Sabatelli Editore. Toso non \u00e8 un linguista, ma \u00e8 di cultura classica ed \u00e8 un amante di Noli e della sua storia. Ripercorrendo quei luoghi e meditando sulle quartine del Purgatorio ha \u201caccumulato indizi\u201d per avanzare un\u2019ipotesi che diventa sempre pi\u00f9 convincente, mano a mano che ci si avventura, pagina dopo pagina, nella lettura del libro<strong>: Dante si sarebbe ispirato per una parte dei suoi versi del Purgatorio alle zone liguri, con precisi riferimenti.<\/strong><\/p>\n<p>Viene cos\u00ec incastonata una nuova perla densa di stimoli e di contenuti nella gi\u00e0 vastissima bibliografia di interpretazioni della Divina Commedia. Secondo l\u2019autore, che vanta un ricco curriculum con esperienze manageriali in grandi gruppi editoriali italiani e che non ha mai smesso di leggere e meditare le Cantiche, \u201cDante non solo discese in Noli (Canto IV, 25) ma vi soggiorn\u00f2 per alcuni anni, operandovi su molti fronti, in particolare nella composizione del Purgatorio e di altre importanti opere\u201d.<\/p>\n<p>E ancora, \u201cla potente diocesi di Luni, a cavallo tra Liguria e Toscana, fu sua probabile dimora per uno o due anni, tra il 1306 e il 1308, dopo l\u2019esilio e vi riprese, forse, a scrivere la Commedia , iniziata in Firenze\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Una perla provocatoria<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tali ricostruzioni sono messe in evidenza con una ricchezza di particolari e di riferimenti che sono insieme molto significativi e avvincenti: sar\u00e0 compito degli esperti di alto lignaggio cogliere tali indicazioni ed esplorare con la validit\u00e0 dei pi\u00f9 aggiornati metodi storici e filologici la corrispondenza tra lingua e luoghi. Ma si viagger\u00e0 anche alla riscoperta di alcune figure come l\u2019allegoria del \u201cGrifone\u201d e l\u2019identit\u00e0 del \u201cVeltro\u201d.<\/p>\n<p>Nel libro di Toso questi argomenti vengono squarciati dalla luce della conoscenza storica dei luoghi che sono natii e che sono diventati oggetto e ragione di studio<strong>: i passaggi di Dante in Liguria allora prendono corpo e spessore, con riferimenti che sono spaziali e temporali.<\/strong> Per tali ragioni questo saggio, di gradevole lettura, \u00e8 una perla provocatoria che illumina e incuriosisce e che non mancher\u00e0 di avere seguito: glielo auguriamo, a tutti i livelli, da quello dei pi\u00f9 esperti a quello degli appassionati e dei fruitori della lezione dantesca.<\/p>\n<p>In questa sede baster\u00e0 ricordare che una lingua non nasce dal caso, n\u00e9 dall\u2019opera alchemica di uno studioso erudito distaccato dal contesto in cui vive. <strong>La lingua \u00e8 sempre la manifestazione di una vitalit\u00e0 che nasce dall\u2019incontro di diverse anime, umane e territoriali<\/strong>. Il genius loci \u00e8 il crocevia di questa confluenza. Anche per questa ragione ci piace pensare che Dante abbia viaggiato, soprattutto dopo l\u2019esilio, e che abbia conosciuto con esperienza diretta uomini, culture e luoghi. La tesi del libro di Toso, per quanto ardita, \u00e8 pur sempre realistica e viva, fresca di immagini e di rimandi. Ci porta a considerare Dante pi\u00f9 da vicino, come un esploratore che ha visitato territori e luoghi, di cui ha respirato lo spirito attraverso la ricognizione linguistica. La lingua che da lui \u00e8 nata, diremmo l\u2019italiano, \u00e8 anche frutto di una compiuta e fruttuosa selezione di termini e di lessici tra i pi\u00f9 comuni e condivisi tra diverse comunit\u00e0 attigue: ma solo un\u2019esperienza diretta e non mediata avrebbe potuto generarla.<\/p>\n<p>Una lezione di vita, di lungimiranza e di sopravvivenza, soprattutto per i nostri tempi, dove i social, i media e le comunicazioni istantanee come <em>twitter<\/em> o <em>facebook<\/em> ci impongono nuovi stili per il consumo immediato delle parole che diventano slogan tanto efficaci quanto vacui, senza quasi pi\u00f9 una seria riflessione a fondamento. In questa babele di termini che \u00e8 facile terreno di crescita per offese gratuite e polemiche ricercate, il ritorno alla meditazione sulla parola e sui luoghi \u00e8 un importante viatico per non dimenticare le nostre origini e la nostra identit\u00e0. Un patrimonio comune che si arricchisce di particolari sempre pi\u00f9 importanti e interessanti come il suggerimento sortito dagli eleganti sforzi di Toso. Piccoli anelli mancanti vengono alla luce e l\u2019insieme aumenta di splendore.<\/p>\n<p><strong><em><sup>*<\/sup><\/em><\/strong><strong><em>Paolo Gila<\/em><\/strong><em>, giornalista e scrittore, ha pubblicato numerosi libri, l\u2019ultimo dei quali, \u201cSubbugli\u201d, per Armando Editore, in libreria da aprile, tratta del rapporto tra lingua, psicologia e luoghi comuni.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lingua \u00e8 legata ai luoghi, nasce da coordinate che sono spaziali, oltre che temporali. La filologia e l\u2019analisi storico-geografica vanno di pari passo per comprendere i discorsi di un paese in un dato secolo o l\u2019opera letteraria di un autore. 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