{"id":12126,"date":"2021-04-27T07:36:23","date_gmt":"2021-04-27T05:36:23","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=12126"},"modified":"2021-04-28T09:11:19","modified_gmt":"2021-04-28T07:11:19","slug":"tra-deflazione-e-inflazione-ma-la-ripresa-puo-essere-solida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/tra-deflazione-e-inflazione-ma-la-ripresa-puo-essere-solida\/","title":{"rendered":"TRA DEFLAZIONE E INFLAZIONE MA LA RIPRESA PU\u00d2 ESSERE SOLIDA"},"content":{"rendered":"<p>Sotto la cenere della crisi c\u2019\u00e8 una brace pronta a divampare. <strong>La recessione economica che \u00e8 seguita alla pandemia da Coronavirus ha portato a un drastico calo della domanda. I processi produttivi si sono fermati o hanno rallentato al minimo. Le chiusure di negozi hanno fatto s\u00ec che una massa di prodotti finiti si accumulasse nei magazzini in attesa di un collocamento<\/strong>. Le costrizioni che hanno relegato impiegati e funzionari a lavorare da casa hanno impedito la corretta dinamica del <strong>mercato automobilistico e del settore dei trasporti<\/strong>. La ristorazione \u00e8 stata frustrata dalle chiusure totali e parziali, consolata solo in parte dagli asporti. Risultato: deflazione, contrazione dell\u2019economia, rischio di depressione economica.<\/p>\n<p><strong>Ma le cose da qualche tempo sono cambiate<\/strong>. E l\u2019origine della trasformazione \u00e8 geograficamente collocata proprio nel Paese dove il virus \u00e8 apparso. <strong>La Cina ha ripreso a marciare tanto che il suo Pil nel mese di marzo ha fatto registrare un +18%, un segnale inequivocabile di inversione di tendenza. La domanda di materie prime, di energia e di chip in Asia \u00e8 cresciuta vertiginosamente, con gli uffici acquisti dei grandi gruppi che si sono mossi per accaparrarsi tutto quanto possibile. Risultato: rame ai massimi storici, ripresa dei corsi del petrolio e del gas, acciaio e carbone richiestissimi in ogni parte del mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Queste attenzioni da parte di Pechino verso ogni materia e ogni tipo di bene che siano utili all\u2019industria manifatturiera hanno cominciato ad avere effetti anche in Occidente, ancora stretto nella morsa della crisi. Mentre gli Stati Uniti cercano di uscire dalla palude e la Gran Bretagna si muove sui nuovi binari del dopo-Brexit, il Vecchio Continente \u00e8 ancora immerso nell\u2019incertezza, poco sotto o intorno al livello di galleggiamento.<\/p>\n<p>Gli operatori comunque scommettono sulla possibilit\u00e0 di una ripresa la cui natura viene ipotizzata robusta. Sull\u2019onda di questa impressione, industriali e operatori finanziari hanno messo le mani avanti. Se ci sar\u00e0 crescita della domanda e dei consumi meglio accumulare scorte, acquistare materie prime e semilavorati e puntare su un mercato dai prezzi in crescita premiando opzioni call.<\/p>\n<p><strong>Il petrolio nell\u2019ottobre 2020 ha oscillato fra i 36 e i 44 dollari il barile. Da aprile di quest\u2019anno si muove stabilmente oltre i 60 dollari con picchi che superano i 65 dollari il barile: un rincaro considerevole che si \u00e8 ripercosso su tanti altri segmenti<\/strong>. Il costo del kilowattora sul mercato \u00e8 salito da 0,40 a 0,60 euro. Ma detti cos\u00ec, questi dati, sono interpretabili solo se si considera ci\u00f2 che producono a valle. Ad esempio, il costo del pallet, il pianale in legno per l\u2019autotrasporto, \u00e8 salito da 9 a 12,3 euro (stime al mercato ortofrutticolo di Bologna); la bulloneria all\u2019ingrosso evidenzia un rialzo dei prezzi a catalogo che sfiora il 40%. Per non parlare del legname pregiato per gli interni delle imbarcazioni, che manifesta rincari anche del 100% per le tipologie esotiche pi\u00f9 raffinate.<\/p>\n<p>Al momento questa lievitazione dei prezzi \u00e8 prevalentemente sulle merci a magazzino. Sono i costi dell\u2019input produttivo ad essersi ingrossati, ma una volta che la dinamica dei processi si riprender\u00e0 a pieno, l\u2019escalation si potrebbe manifestare lungo tutta la filiera, fino al consumatore finale, che sar\u00e0 costretto a pagare molto pi\u00f9 care le mozzarelle, i divani, i motocicli e le auto, solo per fare alcuni tra gli esempi pi\u00f9 banali.<\/p>\n<p>Secondo alcuni economisti il rischio dell\u2019inflazione galoppante non \u00e8 all\u2019orizzonte. Il sistema nel complesso rester\u00e0 calmierato perch\u00e9, cinicamente, potr\u00e0 comprimere \u2013 laddove possibile \u2013 il costo del lavoro. Con tanta manodopera a spasso per la chiusura delle attivit\u00e0, questo livello di spesa tender\u00e0 a non alzarsi, ma piano piano, con le assunzioni e con l\u2019affermazione di un nuovo ciclo, le cose potrebbero cambiare.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che dalla crisi dei mutui sub-prime le banche centrali hanno iniettato migliaia di miliardi di liquidit\u00e0, che prima o poi verr\u00e0 portata a galla e comincer\u00e0 a circolare<strong>. Come quei 1750 miliardi di euro depositati sui conti correnti degli italiani, bloccati dalla paura.<\/strong> Per il momento registriamo l\u2019aumento dei prezzi legati all\u2019accumulo di scorte da parte di quote sempre maggiori di industrie, in attesa degli eventi. Poi si vedr\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Paolo Gila, giornalista e scrittore. Autore di \u201cCosa misura l\u2019economia\u201d, Edizione Vanda<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto la cenere della crisi c\u2019\u00e8 una brace pronta a divampare. 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