{"id":15531,"date":"2022-02-15T09:12:33","date_gmt":"2022-02-15T08:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=15531"},"modified":"2022-02-23T21:05:44","modified_gmt":"2022-02-23T20:05:44","slug":"nuove-tecnologie-e-demografia-ecco-i-limiti-dello-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/nuove-tecnologie-e-demografia-ecco-i-limiti-dello-sviluppo\/","title":{"rendered":"NUOVE TECNOLOGIE E DEMOGRAFIA ECCO I LIMITI DELLO SVILUPPO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IAN MORTIMER <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Karl Marx avrebbe di che essere amareggiato. Durante la sua vita critic\u00f2 ferocemente <em>Il saggio sul principio di popolazione <\/em>di Malthus, eppure alla fine la sua utopia si appresta ad essere demolita dalle forze che Malthus descriveva.<\/p>\n<p><strong>Se molti, incluso lo stesso Marx, consideravano sostanzialmente errate le teorie maltusiane, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019economista e demografo inglese non pot\u00e9 prevedere l\u2019impatto che la tecnologia avrebbe avuto sulla disponibilit\u00e0 di cibo a livello mondiale<\/strong>. Oggi \u00e8 palese che l\u2019innovazione tecnologica sta solo ritardando l\u2019avvento dei limiti maltusiani, ma non li ha eliminati. Se le trasformazioni nel campo tecnico ci permetteranno di migliorare esponenzialmente la produttivit\u00e0 dei terreni coltivati per altri duecento anni, la popolazione aumenter\u00e0 in proporzione finch\u00e9 il rapporto tra il numero di individui e le risorse disponibili non raggiunger\u00e0 il limite critici; a quel punto tutti quegli atteggiamenti di auto protezione e di esclusione provocheranno rapidamente un allargamento del divario esistente fra i ricchi da un lato e i poveri e gli affamati dall\u2019altro. Se anche la popolazione mondiale si stabilizzasse al punto che \u00e8 ora, appena oltre i 7 miliardi di abitanti, continuerebbe comunque a crescere rispetto alla nostra diminuita capacit\u00e0 di trasportare il surplus alimentare da una parte all\u2019altra del globo.<\/p>\n<h2><strong><em>Mezzi di produzione<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Ma a livello demografico il pianeta \u00e8 tutt\u2019altro che stabile: secondo le previsioni, la popolazione mondiale raggiunger\u00e0 i 9,5 miliardi entro i prossimi quarant\u2019anni. E non siamo capaci di fermare il trend demografico: la Cina, l\u2019unico fra i grandi paesi che in epoca contemporanea ha cercato di frenare la crescita demografica attraverso la politica del figlio unico introdotta nel 1979, da allora ha visto crescere la propria popolazione del 30% passando da meno di 1 miliardo a 1,355 miliardi di abitanti. Ci\u00f2 ci fa capire che \u2013 escludendo una qualche grave epidemia a livello mondiale \u2013 \u00e8 ragionevole aspettarsi che la pressione demografica continuer\u00e0 ad aumentare, che i mezzi di produzione si concentreranno in un numero proporzionalmente minore di mani e che la stratificazione sociale assumer\u00e0 caratteri pi\u00f9 pronunciati. Probabilmente scoppieranno delle rivolte, ma si tratter\u00e0 di rivolte dettate dalla disperazione e non dall\u2019ambizione, intese a ridistribuire le ricchezze. Mentre il petrolio diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 caro e i prezzi dei generi alimentari continueranno a salire, i cittadini meno fortunati non riusciranno ad alimentarsi in maniera adeguata, non potranno viaggiare e non potranno affittare una casa, tanto meno illuminarla e scaldarla.<\/p>\n<p>Forse avranno conservato il diritto di voto e a molti non importer\u00e0. Se non riuscir\u00e0 a garantire standard di vita decenti, la democrazia non conter\u00e0 pi\u00f9 nulla. (\u2026) Prima del 1968 si poteva parlare di andare, crescere e moltiplicarsi all\u2019infinito. Poi, un po\u2019 alla volta, si \u00e8 fatta strada la consapevolezza che cos\u00ec non poteva essere, che la limitatezza del nostro pianeta ci consentiva di fare alcune precise previsioni sul futuro. Non avremo pi\u00f9 di quanto abbiamo oggi. La crescita economica reale non torner\u00e0 ai livelli elevati a cui abbiamo assistito nel corso del XX secolo. <strong>Quando guardiamo al futuro in noi non deve esserci spazio per l\u2019idealismo sperimentale, ma dobbiamo avere in mente una strategia d\u2019azione contro la crisi. Il pensiero utopistico \u00e8 una reliquia del passato.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 bisogno che vi dica che tutto questo mi suscita una grande tristezza. Ma preferisco di gran lunga l\u2019idea che siamo diretti verso il Futuro Sostenibile \u2013 anche se non riusciremo a raggiungerlo nella sua pienezza \u2013 piuttosto che l\u2019idea che ci stiamo lasciando sprofondare verso l\u2019altro estremo, la Crisi Universale, dove l\u2019energia solare, eolica, idrica e i biocombustibili non rimpiazzeranno in buona parte l\u2019ineludibile deficit energetico. Se cos\u00ec non fosse, invece dell\u2019emergere graduale di una stratificazione ordinata, sarebbe il caos.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-15532 alignleft\" src=\"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IAN-MORTIMER.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"154\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Brano tratto dal volume <em>\u201cIl libro dei secoli \u2013 Mille anni di storia e innovazioni\u201d <\/em>pubblicato da Bollati Boringhieri, Torino, anno 2016 (pagg. 435 \u2013 437).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ian Mortimer <\/strong>\u00e8 nato a Petts Wood, nel Kent, nel 1967. Membro della Royal Historical Society \u00e8 autore di diversi saggi dedicati al Medioevo e all\u2019epoca Elisabettiana. Nel 2004 ha vinto il prestigioso Alexander Prize per le sue ricerche sulla storia sociale delle innovazioni tecnologiche in medicina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IAN MORTIMER \u00a0 Karl Marx avrebbe di che essere amareggiato. Durante la sua vita critic\u00f2 ferocemente Il saggio sul principio di popolazione di Malthus, eppure alla fine la sua utopia si appresta ad essere demolita dalle forze che Malthus descriveva. 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