{"id":15851,"date":"2022-03-08T14:30:59","date_gmt":"2022-03-08T13:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=15851"},"modified":"2022-03-08T15:55:15","modified_gmt":"2022-03-08T14:55:15","slug":"computer-e-intelligenza-umana-comprensione-e-sottomissione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/computer-e-intelligenza-umana-comprensione-e-sottomissione\/","title":{"rendered":"COMPUTER E INTELLIGENZA UMANA COMPRENSIONE E SOTTOMISSIONE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Kevin Warwick<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti possiamo cadere in piccole trappole quando studiamo l\u2019AI &#8211; l\u2019intelligenza artificiale, <em>ndr <\/em>&#8211; e il cervello umano. Si consideri per esempio un comportamento casuale. Potremmo sostenere che i computer pensano in un modo programmato e meccanicistico, mentre gli esseri umani possono farlo in maniera casuale. <strong>Questo non \u00e8 corretto: tutti i pensieri umani sono generati nel nostro cervello e si basano quindi sulla sua composizione genetica e su ci\u00f2 che abbiamo imparato nella nostra vita.<\/strong> Per quanto una determinata azione possa apparire casuale a un osservatore esterno, ci\u00f2 avviene semplicemente perch\u00e9 l\u2019osservatore non comprende il ragionamento che vi sta dietro.<\/p>\n<p>Tutto quello che fate o dite nasce dai vostri impulsi cerebrali. A mo\u2019 di semplice test, fate qualcosa di casuale, dire qualcosa a caso. Qualunque sia la vostra azione o espressione, sarete stato comunque <em>voi <\/em>a deciderla. <strong>Il fisico matematico Roger Penrose soleva dire: \u201cC\u2019\u00e8 grande casualit\u00e0 nel circuito del cervello (umano)\u201d. <\/strong>Il che \u00e8 semplicemente falso. Un cervello umano \u00e8 certamente una rete estremamente complessa di cellule cerebrali altamente connesse, ma i collegamenti sono dovuti alla crescita biologica, in parte diretta dal nostro patrimonio genetico e in parte dovuta alle esperienze di apprendimento, che modificano fisicamente la robustezza delle connessioni.<\/p>\n<p>Solo perch\u00e9 qualcosa \u00e8 complesso e difficile da capire non significa che sia casuale. Per esempio, il funzionamento di un centralino telefonico pu\u00f2 apparire complesso a un osservatore che non lo comprende, ma non per questo opera secondo linee casuali, altrimenti non saremmo quasi mai in grado di fare una telefonata, e ci ritroveremmo collegati con altri utenti in maniera del tutto fortuita.<\/p>\n<p>Prendiamo un\u2019altra tesi di Roger Penrose che si riallaccia ai pregiudizi umanocentrici. Confrontando solo esseri umani e computer, per prima cosa esamineremo la tesi di Penrose: vediamo un po\u2019 se la condividete! Iniziamo considerando una qualche forma di comunicazione e\/o istruzioni:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cL\u2019autentica intelligenza richiede che l\u2019autentica comprensione sia presente\u201d o, pi\u00f9 semplicemente, \u201cl\u2019intelligenza richiede comprensione\u201d. In altre parole, se non capisci le cose non puoi essere intelligente.<\/li>\n<li>\u201cL\u2019effettiva comprensione non pu\u00f2 essere ottenuta da un computer\u201d. In altre parole, i computer non saranno mai in grado di capire.<\/li>\n<li>Di conseguenza: \u201cI computer saranno sempre asserviti a noi (umani), non importa quanti progressi facciano\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La tesi generale contenuta nei punti 1 e 2 sembra essere quella per cui gli umani <em>capiscono le cose, <\/em>che si tratti sia di comunicazione, sia di un\u2019indagine sul mondo che ci circonda, e che questo sia l\u2019elemento essenziale necessario all\u2019intelligenza. La tesi procede affermando che i computer possono effettivamente essere in grado di fare le cose, per esempio comunicare, ma che non capiscono quello che fanno, e dunque non possono essere intelligenti<strong>. Il punto 3 conclude quindi che i computer saranno sempre asserviti all\u2019uomo, sulla base del fatto che l\u2019intelligenza umana \u00e8 superiore all\u2019AI, <\/strong>dal momento che quest\u2019ultima non raggiunger\u00e0 mai il grado di comprensione che possono vantare gli umani.<\/p>\n<p>Per confutare la tesi cerchiamo di allargare la discussione all\u2019intelligenza in generale, includendo gli animali. Molte creature sembrano comunicare o impartire istruzioni ai membri della loro specie: \u00e8 una caratteristica che possiamo facilmente osservare nelle mucche, nelle api e nelle formiche, cos\u00ec come negli scimpanz\u00e9, nei pipistrelli e via dicendo. Quando un pipistrello stride all\u2019indirizzo di un altro esemplare, o quando una mucca fa altrettanto, muggendo, \u00e8 presumibile che entrambi abbiano idea di cosa stanno esprimendo; anzi, gli animali sembrano spesso rispondersi e interagire l\u2019un con l\u2019altro. Un pipistrello sembra capire un altro pipistrello; una mucca sembra capire un\u2019altra mucca. Ma noi umani riusciamo a comprenderli? Possiamo comunicare con loro? La risposta \u00e8 no.<\/p>\n<p>Utilizzando gli stessi argomenti addotti da Penrose, non essendo in grado di capire realmente i pipistrelli, le mucche, etc., noi umani non possiamo dirci intelligenti come loro. Di conseguenza, saremo sempre sottomessi: i pipistrelli e le mucche governano la Terra! Evidentemente, una tesi del genere \u00e8 ridicola, allo stesso modo in cui lo \u00e8 appunto quella di Penrose, secondo cui i computer saranno sempre sottomessi all\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>I computer possono comprendere le cose in un modo diverso rispetto all\u2019uomo<\/strong>, cos\u00ec come \u00e8 probabile che lo facciano gli animali e che alcuni umani capiscano determinate cose in maniera diversa rispetto ad altri umani. Questo non rende intelligenti alcuni di loro e altri no. Significa semplicemente che ciascuno \u00e8 intelligente in modo diverso da un altro. Tutto \u00e8 soggettivo.<\/p>\n<p>Quanto al terzo punto di Penrose: be\u2019, questo \u00e8 puramente hollywoodiano, nient\u2019altro che fiction. Magari far\u00e0 sentire bene qualcuno poter <em>dire <\/em>che le macchine saranno sempre sottomesse agli esseri umani, ma in questa affermazione non vi \u00e8 alcuna logica. Quando gli aztechi e i nativi americani furono sopraffatti dagli europei, si sarebbe potuto dire che la cultura \u201cmigliore\u201d, pi\u00f9 intelligente, era quella che giocava in casa. Ci\u00f2 che gli invasori portarono con s\u00e9, malattie a parte, era una tecnologia di gran lunga superiore, che gli assaliti non comprendevano e non potevano padroneggiare. <strong>Dobbiamo perci\u00f2 concludere che solo perch\u00e9 qualcosa non \u00e8 intelligente allo stesso modo in cui lo siamo noi non significa che ci sar\u00e0 sempre sottomessa<\/strong>!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-15852 alignleft\" src=\"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Kevin-Warwick.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"154\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Brano tratto dal libro \u201c<em>Intelligenza artificiale. Le basi\u201d <\/em>pubblicato da Dario Flaccovio Editore, Palermo, anno 2015. (pagg. 110 \u2013 113).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Kevin Warwick<\/strong> \u00e8 professore di Cibernetica all\u2019universit\u00e0 di Reading (UK), dove conduce ricerche in materia di intelligenza artificiale, controlli, robotica e ingegneria medica. \u00c8 autore o coautore di oltre 600 articoli di ricerca e ha scritto o curato 27 libri (tre per lettori generici), oltre a numerosi articoli di riviste e giornali su argomenti scientifici e generali.\u00a0Ha trasmesso e tenuto conferenze in vari modi e ha ricoperto varie cattedre in visita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Kevin Warwick &nbsp; Tutti possiamo cadere in piccole trappole quando studiamo l\u2019AI &#8211; l\u2019intelligenza artificiale, ndr &#8211; e il cervello umano. Si consideri per esempio un comportamento casuale. 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