{"id":16511,"date":"2022-06-01T09:36:25","date_gmt":"2022-06-01T07:36:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=16511"},"modified":"2022-06-01T11:31:51","modified_gmt":"2022-06-01T09:31:51","slug":"levasione-fiscale-in-italia-un-buco-sempre-piu-ampio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/levasione-fiscale-in-italia-un-buco-sempre-piu-ampio\/","title":{"rendered":"L\u2019EVASIONE FISCALE IN ITALIA<br> UN \u201cBUCO\u201d SEMPRE PI\u00d9 AMPIO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Carlo Cottarelli*<\/strong><\/p>\n<p><em>Vite basse consacrate alle tasse<\/em><\/p>\n<p><em>Fanno l\u2019occhiolino a Belzeb\u00f9<\/em><\/p>\n<p>(Francesco Gabbani)<\/p>\n<p>Benjamin Franklin un giorno sentenzi\u00f2: \u201cIn questo mondo, non c\u2019\u00e8 niente di certo, tranne la morte e le tasse\u201d. Avrebbe forse riconsiderato questo suo aforisma se fosse vissuto in Italia. L\u2019evasione fiscale resta un vizio comune nel nostro paese, un vizio che per\u00f2 non tutti si possono permettere. C\u2019\u00e8 chi le tasse le paga e chi non le paga. O, forse dovremmo dire, c\u2019\u00e8 chi le tasse non pu\u00f2 evaderle e non lo fa e chi pu\u00f2 evaderle e lo fa. S\u00ec, perch\u00e9 la differenza tra chi paga e chi non paga non riguarda solo l\u2019onest\u00e0 delle persone: riguarda anche la possibilit\u00e0 di evadere. Ma non generalizziamo troppo e procediamo passo per passo.<\/p>\n<p>Cosa vuol dire \u201cevadere le tasse\u201d? In senso stretto, vuol dire porre in essere consapevolmente dei comportamenti illegali per non pagare quanto \u00e8 dovuto. L\u2019evasione comporta la violazione di una legge. Possono esserci altri motivi per cui non si pagano le tasse dovute, per esempio per errore. Quindi il concetto di tasse non pagate (in inglese spesso si parla di <em>tax gap<\/em>) \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 ampio di quello di tasse evase. La stragrande maggioranza delle tasse non pagate \u00e8 per\u00f2 rappresentata dalle tasse evase, cio\u00e8 tasse per cui intenzionalmente si \u00e8 deciso di non pagare, magari spinti dalle circostanze, ma non per errore.<\/p>\n<p>Oltre che di evasione fiscale, si parla spesso di \u201celusione fiscale\u201d e di \u201cerosione fiscale\u201d. Che differenza c\u2019\u00e8 tra evasione, elusione ed erosione? Come ho detto, l\u2019evasione comporta la violazione della legge. L\u2019elusione indica invece un comportamento pi\u00f9 ambiguo: cercare di risparmiare su quanto si paga senza violare formalmente le leggi, ma sfruttandone le ambiguit\u00e0 interpretative. \u00c8 un\u2019area grigia, che spesso esiste perch\u00e9 le norme fiscali lasciano spazio a interpretazioni. E che cosa si intende per \u201cerosione fiscale\u201d? Qui la perdita di gettito per lo stato non deriva da comportamenti illegali o ambiguit\u00e0 nella scrittura e interpretazione delle leggi, ma dalla decisione del legislatore di esentare certe attivit\u00e0 o certi soggetti dalla tassazione, per perseguire finalit\u00e0 di interesse generale (per esempio quando si esentano dalle tasse le aree terremotate) o, talvolta \u2013 e forse spesso \u2013 per fare gli interessi di qualche lobby. (\u2026)<\/p>\n<h3><strong><em>Quanto si evade in Italia<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>A quanto ammontano le tasse e i contributi sociali che dovrebbero essere pagati e non lo sono? Non si sa esattamente, ma ci sono delle stime per l\u2019Italia e per l\u2019estero. Queste stime sono di solito basate su informazioni inerenti l\u2019attivit\u00e0 economica complessiva di un paese, e quindi sulla base imponibile, di fonte non tributaria. Date le aliquote di tassazione si arriva poi a una stima del gettito teorico. Per esempio, semplificando, se l\u2019Istat stima che i consumi degli italiani sono 100 e se l\u2019aliquota Iva, che \u00e8 una tassa dei consumi, \u00e8 del 20 per cento, allora il gettito teorico \u00e8 20. Se quello effettivo \u00e8 15, allora l\u2019evasione \u00e8 di 5. Il metodo di calcolo \u00e8 solitamente ben pi\u00f9 complicato che in questo esempio, ma l\u2019idea \u00e8 quella.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo rapporto ufficiale che ci d\u00e0 una stima di quanto viene evaso in Italia, basata sull\u2019approccio descritto, \u00e8 quello della commissione guidata da Enrico Giovannini e costituita in base a una legge del settembre 2015, comprendente docenti universitari, rappresentanti di vari ministeri, dell\u2019Agenzia delle entrate, dell\u2019Istat, della Banca d\u2019Italia, ecc. Questo rapporto calcola che l\u2019evasione in Italia sia stata pari a 111 miliardi nel 2014. Il rapporto ci dice anche che, per le sole tasse (il dato non \u00e8 riportato per i contributi sociali) la percentuale di evasione (quanto \u00e8 evaso rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare) \u00e8 di quasi il 24 per cento. Insomma, in media non si paga quasi un euro su quattro.<\/p>\n<p>In media, ma non tutte le tasse sono evase in modo eguale. La percentuale di evasione per l\u2019Irpef sul lavoro dipendente \u00e8 bassissima (meno del 4 per cento), mentre quella sul lavoro autonomo \u00e8 la pi\u00f9 alta (il 68 per cento). L\u2019evasione delle imposte sulle imprese \u00e8 del 29 per cento, mentre fanno meglio l\u2019Iva (\u201csolo\u201d il 27 e mezzo per cento viene evaso), e l\u2019Imu (il 27 per cento nel 2013, ma solo il 21 per cento nel 2012), forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 difficile nascondere case e fabbricati \u2013 uno dei motivi per cui \u00e8 stato un errore togliere l\u2019Imu sulla prima casa.<\/p>\n<p>Il rapporto Giovannini, per\u00f2, non copre tutte le entrate fiscali: il calcolo di quanto viene evaso non include l\u2019evasione sui contributi per il lavoro autonomo e su alcune tasse relativamente pi\u00f9 piccole: resta escluso in totale un quarto delle entrate. L\u2019evasione in Italia \u00e8 quindi pi\u00f9 alta dei 111 miliardi stimati. Di quanto? Ho fatto qualche calcolo basato su ipotesi che penso siano realistiche. Per esempio, ho ipotizzato che il grado di evasione dei contributi sociali dei lavoratori autonomi sia uguale a quello dell\u2019Irpef degli autonomi. Ho invece ipotizzato che il grado di evasione delle ritenute sugli interessi, versati dalle banche, sia zero, e cos\u00ec via. Cos\u00ec facendo, sono arrivato a una stima dell\u2019evasione totale di almeno 130 miliardi, ossia il 16 per cento delle tasse che si sarebbero dovute pagare e l\u20198 per cento del Pil del 2014.<\/p>\n<h3><strong><em>Come si modifica il Pil<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Per capire quanto sia rilevante questa cifra rispetto alla necessit\u00e0 di far quadrare i conti pubblici occorre considerare che nel 2014 lo squilibrio tra entrate e spese pubbliche \u00e8 stato di circa il 3 per cento del Pil. Quindi, se ipoteticamente tutte le tasse fossero state pagate, ci sarebbe stato un surplus del 5 per cento del Pil. Questo \u00e8 un calcolo meccanico (non si pu\u00f2 per esempio pensare che il Pil resti immutato se la pressione fiscale aumenta di oltre otto punti percentuali), ma d\u00e0 l\u2019idea di quanto anche una piccola riduzione dell\u2019evasione fiscale potrebbe essere importante per far quadrare i conti (il nostro bilancio pubblico non \u00e8 mai stato in pareggio dal 1876\u2026). Se dal 1980 l\u2019evasione fosse stata di solo un punto percentuale di Pil pi\u00f9 bassa, il nostro debito pubblico, tenendo conto del risparmio di interessi, sarebbe ora del 70-75 per cento del Pil invece che di oltre il 130 per cento. Che sarebbe poi successo se le entrate derivanti dall\u2019eliminazione dell\u2019evasione fiscale fossero state destinate a tagliare le tasse di chi le paga, attraverso una riduzione delle aliquote fiscali? Di quanto si sarebbero potute ridurre le tasse? Con qualche approssimazione, si pu\u00f2 calcolare che le aliquote di tassazione degli \u201conesti\u201d si sarebbero potute ridurre di quasi il 20 per cento. Sarebbe un\u2019Italia diversa.<\/p>\n<p>Ora, non esaltatevi troppo. Non \u00e8 poi cos\u00ec facile ridurre l\u2019evasione. In ogni caso, \u00e8 del tutto irrealistico pensare di ridurre l\u2019evasione a zero. Si evade anche all\u2019estero, dappertutto. Si potrebbe per\u00f2 almeno cercare di ridurre l\u2019evasione a livello di quella degli altri paesi. Da noi si evade invece molto di pi\u00f9.<\/p>\n<ul>\n<li>Brano tratto dal libro <strong>\u201cI sette peccati capitali dell\u2019economia italiana\u201d <\/strong>pubblicato da Feltrinelli, Milano, 2018 (pagg. 11 &#8211; 17).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-16513 alignleft\" src=\"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Carlo-Cottarelli-1.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"154\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>*Carlo Cottarelli <\/strong>(Cremona, 1954), laureato a Siena e alla London School of Economics, ha lavorato in Banca d\u2019Italia, Eni e, dal 1988 al 2013, al Fondo Monetario Internazionale. Dopo un anno passato in Italia come Commissario straordinario alla spesa, da ottobre 2013 a novembre 2014, e un ritorno al Fondo Monetario come direttore esecutivo, \u00e8 oggi direttore del nuovo Osservatorio sui conti pubblici italiani dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano e Visiting Professor all\u2019Universit\u00e0 Bocconi. Ha scritto numerosi articoli e saggi accademici. Si ricordano tra le sue pubblicazioni di successo, <em>La lista della spesa (2015) <\/em>e <em>Il macigno (2016).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Cottarelli* Vite basse consacrate alle tasse Fanno l\u2019occhiolino a Belzeb\u00f9 (Francesco Gabbani) Benjamin Franklin un giorno sentenzi\u00f2: \u201cIn questo mondo, non c\u2019\u00e8 niente di certo, tranne la morte e le tasse\u201d. Avrebbe forse riconsiderato questo suo aforisma se fosse vissuto in Italia. 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