{"id":2341,"date":"2017-03-07T08:28:33","date_gmt":"2017-03-07T07:28:33","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=2341"},"modified":"2021-07-11T13:26:01","modified_gmt":"2021-07-11T11:26:01","slug":"la-democrazia-diretta-un-errore-secolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/la-democrazia-diretta-un-errore-secolare\/","title":{"rendered":"LA DEMOCRAZIA DIRETTA, UN ERRORE SECOLARE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Davide Casaleggio<\/strong>, figlio del compianto Gianroberto e prosecutore ideale dei dettami del Movimento 5 Stelle, in un\u2019intervista di giugno del 2016 ha dichiarato: \u201cIntendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 stelle in rete affinch\u00e9 <strong>tutti i cittadini possano fare politica<\/strong>&#8220;.<br \/>\nPur riconoscendo tutti i meriti del caso ad un movimento politico (M5S) che, in questi anni, ha saputo incanalare in modo democratico e civile un\u2019insoddisfazione crescente in ampi strati del paese, non ce ne voglia il brillante Davide se osiamo opporre qualche argomento, storico e di buon senso, in contrapposizione alla sua tesi di \u201cdemocrazia diretta\u201d. In primis, fa sorridere e non poco il loro riferimento al celebre <strong>Jean Jacques Rousseau<\/strong>, al quale hanno dedicato la piattaforma digitale, sistema operativo del movimento . Proprio Rousseau, infatti, nel \u201cContratto sociale\u201d , dopo un\u2019ampia disamina, indica nell\u2019 aristocrazia elitaria la \u201cmiglior forma di governo dove pochi saggi governano la vita di molti\u201d. A prescindere dalla correttezza dell\u2019affermazione il dato di fatto \u00e8 che questa frase rappresenta l\u2019esatto opposto di quello che sostengono i <strong>\u201cnuovi evangelisti\u201d<\/strong> della dottrina partecipativa.<br \/>\nTuttavia, \u00e8 bene procedere con ordine. La tesi di fondo di chi vorrebbe la democrazia diretta \u00e8 permettere la partecipazione di tutti i cittadini alla totalit\u00e0 delle scelte politiche e amministrative, locali e nazionali, del nostro paese. Il web accorcia le distanze, permettendo a chiunque, ovunque, di esprimere la propria opinione con un click, un \u201cs\u00ec\u201d o un \u201cno\u201d. Dunque si potrebbe finalmente realizzare, sempre secondo i sostenitori di questa linea, il mito greco della democrazia ateniese, dove i cittadini votavano le leggi e \u201cuno valeva uno\u201d.Partiamo da questo primo assunto: non \u00e8 mai esistita una democrazia diretta cos\u00ec concepita. Se, infatti, si analizza il periodo storico considerato di massimo splendore della democrazia greca, ovvero quello sotto il <strong>governo di Pericle<\/strong> (430 a.c.), rileviamo che la democrazia periclea cerc\u00f2 di perseguire un equilibrio , una sorta di accettabile compromesso, tra i ricchi, che possedevano le maggiori competenze ed esercitavano sostanzialmente il potere, e i poveri che, principalmente mediante la partecipazione all\u2019Assemblea, disponevano di un minimo potere di controllo. In proposito \u00e8 da tenere presente che in realt\u00e0 il diritto di parola all\u2019Assemblea era esercitato da una minoranza, in quanto in essa si riconosceva la competenza politica e tecnica, mentre a pochi era affidato il compito di elaborare e indicare le alternative politiche tra cui decidere. Il tutto condito dal fatto che n\u00e9 le donne n\u00e9 tantomeno chi non era cittadino ateniese avevano diritto di voto e di parola. Dunque una democrazia s\u00ec, ancorch\u00e9 piuttosto elitaria e circoscritta a chi effettivamente poteva dedicarsi all\u2019analisi politica di quello che si doveva fare, votando a maggioranza rappresentativa le scelte pi\u00f9 opportune. Pericle, considerato a ragion veduta un grande promotore della democrazia, era anche un leader moderno in tutti i sensi, dotato di forte carisma e consapevole del fatto che sia le lobby sia la necessit\u00e0 di gestirle dovevano mirare ad un equilibrio delle scelte intraprese che garantisse la miglior vita agli strati sociali pi\u00f9 poveri. Regole base della democrazia rappresentativa moderna, non diretta.<br \/>\nSenza scomodare tutte le ulteriori ragguardevoli analisi di quasi 2500 anni di pensiero politico per pure esigenze editoriali, \u00e8 possibile giungere a noi, citando due dei massimi pensatori di filosofia politica che si sono soffermati molto sul tema: <strong>Alexis De Tocqueville<\/strong> e <strong>Norberto Bobbio<\/strong>. Entrambi molto critici con qualsiasi forma di interrogazione diretta del cittadino, sintetizzano il loro pensiero sul tema in un piccolo capolavoro dialettico di poche righe di Bobbio, il quale afferma, nel suo libro <strong>\u201cIl futuro della democrazia\u201d<\/strong> che \u201cl\u2019unico modo di intendersi quando si parla di democrazia, in quanto contrapposta a tutte le forme di governo autocratico, \u00e8 di considerarla caratterizzata da un insieme di regole, primarie o fondamentali, che stabiliscono chi \u00e8 autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure.\u201d Queste parole, semplici, sintetizzano davvero la logica alla base dell\u2019ecosistema politico. Esiste chi \u00e8 deputato e autorizzato dal popolo a prendere decisioni, non tutti. Una democrazia diretta, dove ogni cittadino \u00e8 chiamato a votare su ogni argomento, \u00e8 un errore che la storia ci palesa, oltre che una pericolosa deriva. Oggi, infatti, viviamo in una realt\u00e0 addirittura molto pi\u00f9 complessa di quella che maggiormente si avvicinava al pi\u00f9 alto tentativo di coinvolgimento politico cittadino, quella della citata Atene di Pericle appunto, e che gi\u00e0 all\u2019epoca capitol\u00f2 i sogni di gloria di decisioni collettive. Gestire la res publica, nel 2017 pi\u00f9 che mai, significa avere una visione globale e locale al tempo stesso, sapendo analizzare una molteplicit\u00e0 di dati, sentimenti, statistiche e variabili tali da richiedere competenze e conoscenze elevate. Con tutto il rispetto per ogni cittadino italiano, non credo sia ragionevole pensare che ognuno abbia le competenze o le conoscenze necessarie per prendere decisioni importanti, in primis chi scrive questo articolo.<br \/>\nA questo punto, sento gi\u00e0 le voci dei sostenitori della democrazia diretta che potrebbero dirmi come nemmeno i politici rappresentanti della volont\u00e0 cittadina hanno competenze. Anzi, sono corrotti, ignoranti e <strong>\u201crubano i soldi\u201d<\/strong>. E, conseguentemente, almeno i cittadini \u201conesti\u201d (tutti? Davvero?) sapranno prendere le decisioni migliori. In questo caso, bisognerebbe ricordare a queste persone che non sono le mele marce a determinare la validit\u00e0 di un sistema, perch\u00e9 allora seguendo la loro logica si potrebbe obiettare che non tutti i cittadini che parteciperebbero alla ipotetica democrazia diretta sono <strong>\u201conesti\u201d<\/strong> (aggettivo oltretutto opinabile) e non avrebbero le competenze per prendere le decisioni utili alla collettivit\u00e0. Cos\u00ec come \u00e8 un dato di fatto che la democrazia rappresentativa non produca solo mele marce.<br \/>\nForse un punto di accordo ci sarebbe: bisognerebbe lavorare in termini di cultura politica e sociale, creando classi dirigenti che davvero possano farsi interpreti delle esigenze del paese e che, soprattutto, abbiano la capacit\u00e0 strategica di amministrare un paese, compreso il fatto che spesso la gestione politica richiede anche scelte impopolari, difficili, illogiche, non del tutto in linea con quello che davvero si vorrebbe.<br \/>\nVero \u00e8, altres\u00ec, che la democrazia rappresentativa ha un male contro il quale deve combattere da sempre: la corruzione. E\u2019 sistemica purtroppo e pu\u00f2 espandersi come un cancro. La sfida, da vincere, \u00e8 quella di riprendere la <strong>\u201cquestione morale\u201d <\/strong>di<strong> Berlinguer<\/strong>, farla propria da parte di tutti i partiti, formando una dirigenza in grado, in futuro, di non ripetere gli errori del passato. Tuttavia, lasciamo vivere ognuno in pace, che si occupi della propria famiglia, del proprio lavoro e, se lo vorr\u00e0,ma solo se lo vorr\u00e0 davvero, di studiare, per esempio, diritto amministrativo e costituzionale, sociologia, statistica, oltre alla lingua italiana, poco conosciuta anche da taluni parlamentari, per farsi eleggere e diventare promotore formato delle istanze dei cittadini.<br \/>\nLa partecipazione collettiva attraverso la rappresentanza, dunque, \u00e8 la miglior forma di governo che abbiamo partorito da secoli e che ci ha portato, pur con mille difetti, a vivere in uno mondo senz\u2019altro migliorabile \u2013 non \u201cnel migliore dei mondi possibili\u201d, come magnificava Leibniz \u2013 perch\u00e9 ne abbiamo le capacit\u00e0 e gli strumenti, senza per\u00f2 lanciarsi in fanatiche e surreali utopie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davide Casaleggio, figlio del compianto Gianroberto e prosecutore ideale dei dettami del Movimento 5 Stelle, in un\u2019intervista di giugno del 2016 ha dichiarato: \u201cIntendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 stelle in rete affinch\u00e9 tutti i cittadini possano fare politica&#8220;. 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