{"id":2357,"date":"2017-03-07T09:17:18","date_gmt":"2017-03-07T08:17:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=2357"},"modified":"2020-06-20T11:49:14","modified_gmt":"2020-06-20T09:49:14","slug":"la-scuola-dei-piccoli-dimenticata-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/la-scuola-dei-piccoli-dimenticata-2\/","title":{"rendered":"La scuola dei piccoli. Dimenticata"},"content":{"rendered":"<p>Altre <strong>sette deleghe<\/strong> sono state approvate, ma senza dubbio l\u2019attenzione ad un segmento scolastico come quello della prima infanzia \u00e8 degno di nota. Da tempo la scuola \u201cdei piccoli\u201d ha recitato la parte della cenerentola rispetto alle varie e pasticciate riforme che hanno investito ( il termine non \u00e8 utilizzato a caso) la scuola italiana.<br \/>\nNegli ultimi dieci anni, fra i nostri governanti di ogni colore politico, si \u00e8 diffusa la consuetudine di legiferare in ambito scolastico, troppo spesso, ahinoi, con scarsa competenza e scarsa conoscenza della realt\u00e0.<br \/>\nPensare alla scuola in modo astratto e teorico \u00e8 un conto, vivere la scuola nella quotidianit\u00e0 \u00e8 altro.<br \/>\nIl percorso educativo e formativo inizia appunto dalla prima infanzia spesso relegata come riposta ad un bisogno individuale della singola famiglia, quasi fosse un servizio sociale, dimenticando che, come avviene nei paesi europei, l\u2019attenzione a questo segmento formativo dovrebbe essere altissima.<br \/>\nIn ogni borgo, in ogni quartiere di citt\u00e0 l\u2019istituzione di un polo per l\u2019infanzia avrebbe dovuto e dovrebbe essere una risorsa, un\u2019opportunit\u00e0 generalizzata, un\u2019offerta formativa a disposizione di ogni bambina o bambino, con la consapevolezza che gli stimoli che i piccoli ricevono nei primi anni di vita sono decisivi per lo sviluppo armonico della persona.<br \/>\nAllora ci domandiamo: <strong>perch\u00e9 non estendere l\u2019obbligo scolastico a partire dai 3 anni?<\/strong><br \/>\nAncora oggi nella riforma della cosiddetta <strong>\u201cbuona scuola\u201d<\/strong> si parla di obbligo scolastico ai 5 anni, mentre l\u2019obbligatoriet\u00e0 della scuola dell\u2019infanzia non \u00e8 mai stata considerata.<br \/>\nAlcuni dati ci consegnano una disuguaglianza sul territorio nazionale, coperto da appena il 17% del fabbisogno per i nidi con punte prossime allo zero nel meridione d\u2019Italia (2% in Calabria). Le liste d\u2019attesa si allungano sempre pi\u00f9 per le iscrizioni alle scuole dell\u2019infanzia: l\u2019obiettivo \u00e8 il raggiungimento del 33% di presenza della scuola dell\u2019infanzia su tutto il territorio nazionale per raggiungere i livelli europei.<br \/>\nVeniamo alla riforma in atto e all\u2019importanza di un progetto integrato da zero a sei anni.<br \/>\nL\u2019intento del legislatore \u00e8 quello di creare un nuovo sistema di istruzione in quella che probabilmente \u00e8 la fase pi\u00f9 delicata della crescita. Si prevede la generalizzazione della scuola dell\u2019infanzia con l\u2019introduzione dell\u2019obbligo di qualifica universitaria del personale, unitamente ad una formazione continua e la ridefinizione di standard qualitativi di un servizio ad alto livello.<br \/>\nCi si dimentica per\u00f2 che varia \u00e8 la natura delle scuole stesse: vi sono scuole statali, comunali, private e paritarie. Sono differenti non solo la gestione delle stesse, ma i contratti del personale in servizio a partire dagli insegnanti.<br \/>\nVerranno creati poli scolastici in un\u2019ottica di continuit\u00e0 curricolare: con chi? Bisogna tener presente che il curricolo \u00e8 un processo complesso, in quanto prevede non solo obiettivi comuni ma percorsi comuni, coinvolgimento del personale e condivisione di strategie educative.<br \/>\nLeggendo con attenzione quanto previsto dalla riforma emerge la <strong>scarsit\u00e0 di risorse economiche (previsti 200 milioni di euro)<\/strong>, assolutamente insufficienti per un progetto di tale portata tenendo conto delle differenti realt\u00e0 territoriali da nord a sud del nostro paese, l\u2019inadeguatezza delle strutture scolastiche esistenti, dove la manutenzione lascia a desiderare, gi\u00e0 ora insufficienti ad accogliere le richieste di oggi. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una legge con ottime e valide intenzioni, ma scarsamente praticabili nella realt\u00e0.<br \/>\nIl reclutamento del personale come avverr\u00e0? Sono previste nuove assunzioni da un minimo di 1000 unit\u00e0 ad un massimo di 5000: dove? Nello stato, nei comuni , nelle scuole paritarie, nelle private? Si consideri che ad oggi ben 18mila docenti statali risultano iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, le cosiddette Gae (graduatorie ad esaurimento), e molti non possiedono il titolo universitario. In particolare la delega parla di \u201cservizio integrato\u201d introducendo addirittura momenti di compresenza di personale differente, vale a dire educatori dei nidi e docenti delle materne, come se fosse semplice e automatico: non \u00e8 cos\u00ec. Inoltre parlare di servizio integrato penalizza, a nostro avviso, la scuola dell\u2019infanzia, poich\u00e9 essa \u00e8 gi\u00e0 inserita in un percorso formativo in stretto contatto con la scuola primaria. Dopo anni la scuola dell\u2019infanzia \u00e8 concepita oggi non solo come mero \u201cservizio\u201d, ma come istituzione integrata nel sistema istruzione, visti i livelli di qualit\u00e0 ormai raggiunti con riconoscimenti a livello internazionale.<br \/>\nE\u2019 lungo il cammino che devono ancora percorrere il legislatore, da un lato, e le parti in causa, dall\u2019altro, ovvero docenti e personale non docente, affinch\u00e9 il percorso sia condiviso e arricchito da preziose indicazioni di chi ha competenza. Una lacuna grave che va sanata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altre sette deleghe sono state approvate, ma senza dubbio l\u2019attenzione ad un segmento scolastico come quello della prima infanzia \u00e8 degno di nota. 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