{"id":3243,"date":"2017-05-02T13:45:09","date_gmt":"2017-05-02T11:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=3243"},"modified":"2020-06-20T11:46:53","modified_gmt":"2020-06-20T09:46:53","slug":"il-merito-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/il-merito-perduto\/","title":{"rendered":"IL MERITO PERDUTO<\/br>I \u201cpromossi d\u2019ufficio\u201d: colpa dell\u2019inclusione?"},"content":{"rendered":"<p>Sul Corriere della Sera di sabato 29 aprile \u00e8 comparso l\u2019articolo di fondo a firma di <strong>Ernesto Galli della Loggia<\/strong> dal titolo \u201cI promossi d\u2019ufficio a scuola\u201d.<br \/>\nI dati relativi a promozioni \u2013 abbondanti al Sud \u2013 e bocciature \u2013 rilevanti al Nord &#8211; riportati sono indiscutibili e fotografano una realt\u00e0 alquanto sconcertante del sistema scolastico italiano che pare reggersi su promozioni d\u2019ufficio e mancanza di selezione degli studenti in base al merito.<br \/>\nSempre nello stesso articolo si legge che <strong>nel 2016 gli alunni promossi alla licenza (quale? licenza media?) in Puglia e Campania con il massimo dei voti sono stati pi\u00f9 numerosi di quelli di Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia messi insieme<\/strong>.<br \/>\nDiciamo subito che i dati numerici sono oggettivi nella loro globalit\u00e0, anche se non si specifica la tipologia di scuola e il numero di alunni per classe. Tutto ci\u00f2 impone una seria riflessione di addetti ai lavori rispetto ad una difformit\u00e0 valutativa cos\u00ec eclatante. Sulle cause per\u00f2 occorre disquisire.<br \/>\nDefinire l\u2019inclusione scolastica un\u2019ideologia che da decenni domina la nostra scuola \u00e8 alquanto sconcertante. L\u2019inclusione non \u00e8 quanto affermato dal docente universitario \u2013 <strong>\u201cl\u2019idea che compito della scuola non sia quello di impartire conoscenze ma soprattutto di non lasciare nessuno indietro\u201d<\/strong> -, ma la conseguenza di un processo articolato che include la programmazione e la valutazione degli apprendimenti in un\u2019ottica decisamente meritocratica: ciascuno ha degli obiettivi, delle competenze, un percorso individuale e deve raggiungere traguardi didattici con fatica e impegno. Una scuola inclusiva deve sempre promuovere il diritto per ogni studente di essere considerato uguale agli altri e diverso insieme agli altri.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h4><strong>Un processo rivolto all\u2019intera sfera educativa<\/strong><\/h4>\n<p>Ci\u00f2 significa che ci troviamo di fronte ad un processo che si riferisce alla globalit\u00e0 della sfera educativa, sociale e politica, guarda a tutti gli alunni indistintamente e differentemente a tutte le loro potenzialit\u00e0, interviene prima sul contesto e poi sul soggetto trasformando la risposta specialistica in ordinaria.<br \/>\n<strong>La scuola inclusiva combatte l\u2019esclusione di una vita scolastica vissuta ai margini con un\u2019offerta formativa ricca di proposte didattiche<\/strong>, \u00e8 uno spazio di convivenza democratica nel quale il valore dell\u2019uguaglianza va ribadito e ristabilito nel rispetto delle diversit\u00e0. Questa \u00e8 l\u2019inclusione.<br \/>\nTutto ci\u00f2 non significa no al merito, no alla bocciatura. L\u2019uguaglianza sta nell\u2019offrire a ciascuno gli strumenti per misurarsi con i saperi e con le abilit\u00e0, in buona sostanza acquisire le competenze.<br \/>\nAnche la valutazione degli apprendimenti \u00e8 un processo che ha subito negli anni profondi mutamenti e ampliamenti, esiste un profilo pedagogico, amministrativo e docimologico \u2013 cosa fa il docente per conseguire determinati obiettivi &#8211; da considerare.<br \/>\nAttualmente dal punto di vista pedagogico il percorso valutativo appare come un\u2019operazione diagnostica per la quale, rispetto ad ogni allievo, dovrebbero essere presi in considerazione gli aspetti\u201d misurabili\u201d del suo apprendimento (abilit\u00e0, conoscenze , competenze), il suo stile cognitivo e le dinamiche affettivo-relazionali che entrano in gioco. La valutazione degli apprendimenti \u00e8 di conseguenza legata alla programmazione didattica, anzi alcuni autori ritengono siano di fatto la stessa cosa.<br \/>\nQuesti due momenti richiedono competenza, capacit\u00e0 e intelligenza pedagogica da parte dei docenti che dovrebbero essere sempre formati in quanto professionisti.<br \/>\nL\u2019accenno che si legge nell\u2019articolo rispetto all\u2019autonomia scolastica sostituita \u201cormai da universalismo\u201d di una scuola che aprendosi al territorio perde di vista il suo ruolo primario ( immagino trasmissione dei saperi) \u00e8 poco comprensibile.<br \/>\n<strong>L\u2019autonomia scolastica ( dpr 275\/99)<\/strong> riconosce il ruolo dell\u2019istituzione scolastica inserita in un territorio e dialogante con esso; ribadisce l\u2019identit\u00e0 giuridica di un baluardo di cultura. Nessuna scuola riceve finanziamenti statali maggiorati per i livelli di promozione alti &#8211; come sostiene Galli della Loggia &#8211; e nessun dirigente scolastico vede progredire la propria carriera se la scuola da lui diretta ha dati di promozione massicci. I finanziamenti sono scarsi da sempre anche in casi di bocciature. Lo stipendio del dirigente \u00e8 articolato in base a parametri che nulla hanno a che fare con quanto affermato nell\u2019articolo, per una parte variabile sono quantificati rispetto alle cosiddette \u201cfasce di complessit\u00e0\u201d prestabilite dal ministero dell\u2019istruzione ogni anno, quindi nessuna progressione di carriera.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h4><strong>Voti e autonomia di giudizio: il principio della trasparenza<\/strong><\/h4>\n<p>Nessuna nuova normativa inoltre ha modificato ci\u00f2 che da sempre \u00e8 la regola delle operazioni di scrutinio intermedio e finale. Lasciamo ancora la parola al docente, che invece scrive: \u201cnel nostro sistema infatti \u2013 in base a una disposizione che risale, credo, al lontanissimo 1925 \u2013 ma che la voga democraticistica postsessantottesca e le conseguenti disposizioni ministeriali hanno enormemente rafforzato \u2013 non \u00e8 il singolo docente ad assegnare i voti di fine anno\u2026 I professori hanno in pratica un semplice diritto di proposta, ma chi poi decide \u00e8 il consiglio di classe a maggioranza\u201d. Le cose non stanno cos\u00ec\u2019. Ciascun docente esprime il proprio voto di materia supportato da un giudizio motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti. <strong>Il docente \u00e8 tenuto a dare motivazione della sua proposta di voto in base a criteri individuati dal Collegio docenti.<\/strong> Ci\u00f2 corrisponde al principio sacrosanto della trasparenza. Il dirigente scolastico presiede il consiglio di classe e vigila sulla correttezza degli atti e dei documenti \u2013 le interrogazioni e i compiti in classe di cui s\u2019\u00e8 detto &#8211; e solo in caso di parit\u00e0 nella votazione dei componenti il consiglio di classe, nel momento in cui vada in discussione l\u2019eventuale bocciatura, il suo voto \u00e8 determinante e prevale senza per\u00f2 apporre modifiche alla votazione assegnata.<br \/>\nInfine, la contraddizione secondo la quale la promozione di massa sia uno strumento per non far diminuire il numero di alunni, quasi fosse una strategia di marketing, \u00e8 quanto meno bizzarra. Se cos\u00ec fosse sarebbe vero proprio il contrario: pi\u00f9 bocciati, pi\u00f9 classi l\u2019anno successivo, soprattutto nelle zone in cui \u00e8 presente un calo demografico.<br \/>\nUn\u2019ultima riflessione: l\u2019assunto per il quale le famiglie che hanno gli strumenti per capire che grazie all\u2019istruzione si costruisce l\u2019avvenire e quindi, potendo scegliere, si rivolgono a scuole straniere o all\u2019estero mi lascia perplessa anche perch\u00e9 dopo anni trascorsi nella scuola pubblica, prima come docente e poi come dirigente scolastico, ho visto molti fuggire da essa, alla ricerca per\u00f2 di percorsi facili e diplomi raggiungibili: con quale merito?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul Corriere della Sera di sabato 29 aprile \u00e8 comparso l\u2019articolo di fondo a firma di Ernesto Galli della Loggia dal titolo \u201cI promossi d\u2019ufficio a scuola\u201d. 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