{"id":4391,"date":"2017-09-13T16:10:40","date_gmt":"2017-09-13T14:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=4391"},"modified":"2020-06-20T11:36:34","modified_gmt":"2020-06-20T09:36:34","slug":"ghana-dai-rifiuti-alloro-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/ghana-dai-rifiuti-alloro-nero\/","title":{"rendered":"Ghana: dai rifiuti all\u2019oro nero Ma a che prezzo"},"content":{"rendered":"<p>A <strong>Agbogbloshie<\/strong>, nella periferia di Accra, in <strong>Ghana<\/strong>, una <strong>discarica illegale di rifiuti<\/strong> si staglia sul mare ormai sudicio e carico di oggetti: telefonini, televisori, stampanti, fax, schermi e oggetti ingombranti. Una discarica a cielo aperto di un\u2019ampiezza pari a dodici campi di calcio. La discarica, alimentata dall\u2019Occidente, porta il soprannome di Sodoma e Gomorra, perch\u00e9, si dice, che anche il Padre Eterno l\u00ec abbia rassegnato le dimissioni.<\/p>\n<p>Ne sa qualcosa <strong>Mike Anane<\/strong>, un giornalista attivista del luogo, che racconta: \u201cOgni mese arrivano, da diverse parti del mondo, pi\u00f9 di 500 container di spazzatura elettronica in Ghana. Provengono principalmente da Paesi industrializzati come Stati Uniti, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia, Francia, Regno Unito e Italia. \u00c8 facile risalire a questi Paesi, restano ancora le loro etichette con gli indirizzi di propriet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Secondo i dati dell\u2019Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, <strong>il 90% dei rifiuti elettronici del mondo viene smaltito illegalmente<\/strong> alimentando un giro d\u2019affari di 19 miliardi di dollari che finiscono in mano alle ecomafie le quali si arricchiscono trasportando i rifiuti in Ghana, Nigeria, Cina, Pakistan, India e Vietnam. A oggi la quantit\u00e0 di scarti ha raggiunto 50 milioni di tonnellate, di questi 42 milioni sono cellulari e computer.<\/p>\n<p>Mike Anane, scavando un po\u2019 a fondo, aveva scoperto che persino l\u2019EPA, l\u2019agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti, e cos\u00ec anche l\u2019analoga agenzia dell\u2019Olanda avevano smaltito in Ghana i rifiuti elettronici che provenivano dai loro uffici. \u201cHo raccolto filmati dei rifiuti provenienti dagli Stati Uniti, alcuni di essi hanno ancora le etichette di propriet\u00e0 delle loro Istituzioni. <strong>Anche Societ\u00e0 come Apple, Toshiba, HP, Panasonic hanno spedito rifiuti elettronici qui in Ghana<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><em><strong>Un enorme giro di denaro<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>A chi gli chiede come sono gestiti questi rifiuti e se non ha paura a raccogliere queste informazioni risponde: \u201cSono ragazzi, bambini anche di cinque anni, a smantellare computer, televisori, telefonini, e poi bruciano tutto all\u2019aria aperta. Spesso hanno problemi respiratori e emottisi, alcuni si ammalano di cancro. Per il resto, \u00e8 vero, ho ricevuto parecchie minacce, telefonate anonime, ma non mi spaventano, anche se so che dietro a tutto questo ci sono grosse organizzazioni criminali. C\u2019\u00e8 un enorme giro di denaro\u201d.<\/p>\n<p><strong>In barba alle precauzioni pi\u00f9 elementari, questi bambini, rovistano, smontano, svuotano e bruciano quello che resta di quella immensit\u00e0 di oggetti elettronici<\/strong>. Respirano, a loro insaputa, gas velenosi cercando di ricavare quel po\u2019 di materiale servibile: palladio, rame, argento, che essi contengono. Il resto viene bruciato sprigionando piombo, mercurio, arsenico, con effetti devastanti per l\u2019ambiente, per il suolo e l\u2019uomo. Gli incendi divampano all\u2019improvviso e si effondono fumi velenosi che il vento trasporta ovunque. Anche l\u2019acqua del fiume che scorre l\u00ec accanto \u00e8 nera e densa come l\u2019olio, e trascina fino al mare carcasse vuote di ogni tipo di rifiuto.<\/p>\n<p>E della Convenzione di Basilea del 1989, che prevede lo smaltimento di questo tipo di rifiuti nei paesi consumatori e produttori secondo rigide normative ambientali, che ne \u00e8 stato?<br \/>\nE soprattutto, come passano i controlli doganali questi container? A volte come donazioni attraverso finte Onlus per dare una copertura umanitaria. Oppure, in altri casi, simulando un incidente in mare, le cosiddette navi a perdere che imbottite di rifiuti vengono affondate in acque profonde. In questo caso l\u2019equipaggio abbandona la nave utilizzando imbarcazioni amiche fornite dalla criminalit\u00e0 locale e guadagnano sia per aver sistemato i rifiuti sia sui premi assicurativi previsti per le navi incidentate.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><em><strong>Possibile eliminazione della povert\u00e0<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Le navi americane ed europee approdano al <strong>porto di Tema<\/strong>, il pi\u00f9 grande dell\u2019Africa occidentale, a 25 km a est della capitale, Accra. Tutto questo avviene nel paese pi\u00f9 legato alle Nazioni Unite e a Washington. Il Ghana dipende dall\u2019Assistenza Internazionale nonostante il giacimento di petrolio scoperto nel giugno del 2007 al largo della Costa atlantica e quantificato dai 7mila barili al giorno del 2007 ai 99mila nel 2013, con riserve complessive stimate sino a 1,8 miliardi di barili. E come gas associato ne potrebbe produrre fino a 150 milioni di metri cubi al giorno. Si spera che l\u2019accordo di partnership con la Norvegia, riguardante il gas naturale, per lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali, abbia come obiettivo l\u2019eliminazione totale della povert\u00e0. \u00c8 contradditorio trattare un paese cos\u00ec ricco come fosse l\u2019ultimo dei poveri.<br \/>\nEsiste per\u00f2 una <a href=\"http:\/\/ghana-nrw.info\/\">Cooperation for Sustainable Develepment Ghana-NRW<\/a>. Questo progetto congiunto del Ghana e del Nord Reno-Westfalia, avviato da GIZ, <strong>mostra come sia possibile una cooperazione di successo per lo sviluppo sostenibile<\/strong>. Storicamente la cooperazione tra Ghana e NRW ha coperto una gamma di questioni: dal settore delle imprese ai settori dell\u2019energia, dei prodotti farmaceutici e sanitari, dell\u2019agricoltura, dell\u2019istruzione, della cultura, fino alle questioni relative alle donne in politica. Nel 2010, entrambi i paesi partner, hanno messo l\u2019energia e l\u2019ambiente ancor di pi\u00f9 in prima linea. I progetti di GIZ che si svolgono tra Ghana e NRW sono un pilastro importante della cooperazione tra i due paesi. Progetti promossi dal Governo dello Stato del Nord Reno-Westfalia dal 2012 nel corso delle loro attivit\u00e0 One-World.<br \/>\nA livello locale \u00e8 nata inoltre una Societ\u00e0, la <a href=\"http:\/\/gizmogul.com\/our-story\/\">Gizmogul<\/a> composta da tre fratelli di Boston, <strong>Cory<\/strong>, <strong>Barry &amp; Stephen Schneider<\/strong>, che offrono la possibilit\u00e0 di vendere, acquistare o regalare i nostri vecchi prodotti e con il ricavato costruiscono scuole nei paesi in via di sviluppo. A oggi pi\u00f9 di 600 in tutto il mondo. Una Societ\u00e0 di taglio filantropico che instancabilmente lavora perch\u00e9 il nostro dispositivo vecchio finisca in buone mani e possa essere riutilizzato. Lo stesso concetto si estende a <a href=\"http:\/\/www.officina-s3.org\/\">Officina S3<\/a>, un\u2019associazione che rigenera vecchi pc a scopi benefici. Lo chiamano il riciclo responsabile.<\/p>\n<p>Oppure si pu\u00f2 piantare un albero, in qualsiasi posto del mondo, con un clic sul mouse del nostro computer. Lo sa bene <a href=\"https:\/\/info.ecosia.org\/what\">Ecosia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Agbogbloshie, nella periferia di Accra, in Ghana, una discarica illegale di rifiuti si staglia sul mare ormai sudicio e carico di oggetti: telefonini, televisori, stampanti, fax, schermi e oggetti ingombranti. Una discarica a cielo aperto di un\u2019ampiezza pari a dodici campi di calcio. 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