{"id":4452,"date":"2017-09-13T16:09:37","date_gmt":"2017-09-13T14:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=4452"},"modified":"2021-07-03T15:45:49","modified_gmt":"2021-07-03T13:45:49","slug":"arte-di-liliana-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/arte-di-liliana-moro\/","title":{"rendered":"L\u2019ARTE DI LILIANA MORO: UNO SPAZIO VISIVO INCONSUETO A TUTTO TONDO"},"content":{"rendered":"<p>Parlare dell\u2019espressione artistica di <strong>Liliana Moro<\/strong> significa pensare ad un\u2019artista precorritrice dei tempi in fatto di sperimentazione estrema su pi\u00f9 fronti. Un\u2019arte dove la commistione di materiali risulta essere uno degli aspetti predominanti \u00e8 una caratteristica che accomuna svariati artisti contemporanei. Liliana Moro, scegliendo questa linea, ha esordito con prove importanti gi\u00e0 da qualche decennio, quando osare certe proposte poteva risultare di difficile apprezzamento o comprensione. Ma ogni artista ha la propria strada da percorrere e la necessit\u00e0 di sondare i terreni pi\u00f9 imprevedibili. E Liliana Moro, con largo anticipo, ha sondato terreni artistici nuovi. La sua \u00e8 stata una ricerca incessante dovuta ad una curiosit\u00e0 e una spinta interiori e spirituali straordinarie.<\/p>\n<p>Liliana Moro interpreta da sempre la societ\u00e0 ricostruendola a suo modo, con una visione personalissima e ardita. Le ambientazioni suggeriscono situazioni e atmosfere inconsuete, quasi a voler valorizzare anche elementi che non hanno di per s\u00e9 grande valore. La volont\u00e0 \u00e8 forse quella di dare segnali diversi dal solito conformismo a cui la societ\u00e0 \u00e8 abituata. <strong>Provocare e sconvolgere nello stesso tempo, talvolta lasciare dubbiosi e incerti. L\u2019arte \u00e8 anche questo<\/strong>. Un\u2019arte concreta dove anche lo sfondo ha la sua energia, il suo senso. Un\u2019arte dove l\u2019impatto visivo desta emozioni diverse e stati d\u2019animo contrastanti.<\/p>\n<p>Liliana Moro inizia il suo originalissimo percorso negli anni Ottanta partendo immediatamente da un linguaggio artistico estremamente libero da qualunque canone classico. Parte dal mondo dell&#8217;infanzia utilizzando gli elementi che pi\u00f9 la caratterizzano: la favola e il gioco in particolare. Quasi una dissacrazione dell\u2019arte per partire da un\u2019altra angolazione, da un\u2019altra visione altrettanto significativa e produttiva. Una modalit\u00e0 di comunicazione sicuramente inusuale, ma ugualmente avvincente e semplice al contempo. Una proposta che nessuno si aspetterebbe, ma che da subito colpisce, anche i pi\u00f9 scettici. Singoli oggetti vengono scelti per catalizzare l\u2019attenzione e per distogliere da immagini e realizzazioni scontate.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Accademia di belle Arti di Brera<\/strong> e il maestro <strong>Luciano Fabro<\/strong> hanno sicuramente inciso sulla personalit\u00e0 dell\u2019artista. L\u2019aver fondato nel 1989 con altri artisti lo <strong>Spazio<\/strong> di via Lazzaro Palazzi, attivo fino al 1993, ha ulteriormente offerto la possibilit\u00e0 a questa artista di esprimersi con una variet\u00e0 di prove in un crescendo che le ha fatto coronare anche un notevole successo sia in Italia che fuori dai confini nazionali ed europei.<\/p>\n<p>Nelle realizzazioni dell\u2019artista sono presenti disegni, collages, sculture, realizzazioni sonore, rappresentazioni teatrali. Concepire l\u2019arte non come una manifestazione unica nella quale racchiudere elementi caratterizzanti espressioni artistiche differenti richiede una riflessione profonda e sensibile per approcciare il lavoro da angolature non solo nuove, ma anche imprevedibili e talvolta impossibili. Non c\u2019\u00e8 solo l\u2019intenzione di stupire, ma di cogliere oltre l\u2019aspetto immediato esteriore. Il desiderio di andare a fondo, di voler scrutare tutto il possibile di quello che nell\u2019opera si vuole manifestare e rappresentare.<\/p>\n<p>Insieme al perfezionamento del valore dell\u2019opera nel suo insieme, i lavori di Liliana Moro conquistano per l\u2019importanza data anche alla forma, nella sua primordiale unicit\u00e0, forma di oggetti all\u2019apparenza semplici ma intrisi di significato e senso profondo, da reiterare ad ogni osservazione.<\/p>\n<p>Gli iniziali lavori utilizzano un linguaggio semplice, non ambiscono ad interpretare la realt\u00e0, ma ad evidenziarla, a isolarla in contesti maggiormente ristretti e quindi pi\u00f9 comprensibili. L\u2019artista gioca con le parole e il silenzio, con il tempo passato. <strong>Si diverte quasi ad inserire oggetti quotidiani e comuni in contesti solo all\u2019apparenza fuori luogo<\/strong>.<\/p>\n<p>Lentamente il tema dell\u2019infanzia lascia spazio all\u2019evidenziazione del rapporto tra interno ed esterno. Sempre pi\u00f9 spazio \u00e8 dato al suono, alle parole, ai video, alle sculture. La realt\u00e0 \u00e8 rappresentata nella sua concretezza e nudit\u00e0. Tutto \u00e8 meno velato rispetto al tempo dell\u2019essere bambini.<\/p>\n<p>I lavori di Liliana Moro centrano l\u2019obiettivo, le opere quasi scarnificate e ridotte all\u2019essenzialit\u00e0, emergono ancora pi\u00f9 prepotenti sulla scena. Il contesto generalmente le valorizza. Ecco allora numerosi vasi di vetro di differenti misure distribuiti sul pavimento a creare un effetto esclusivo. L\u2019estrema semplicit\u00e0 di alcune realizzazioni lasciano stupiti per l\u2019impatto comunque forte, ricco di un\u2019energia sprigionata da quello che gli oggetti stessi evocano.<\/p>\n<p>Liliana Moro ha seguito negli anni un percorso condividendolo anche con altri maestri, sia sulla scena nazionale che internazionale. Ad un certo punto la presenza dei media ha influenzato e condizionato gli artisti. I mezzi di comunicazione odierni hanno rimesso in gioco l\u2019operato di numerosi artisti che hanno dovuto con essi confrontarsi. <strong>Ne \u00e8 scaturito il desiderio di dare voce a una modalit\u00e0 di comunicazione diversa<\/strong>, anche talvolta opposta, dove l\u2019estrema delicatezza e diversit\u00e0 dei toni si percepiscono nelle opere e nelle esposizioni che via via l\u2019artista realizza. Ecco allora che le opere contengono frammentariet\u00e0, svelano fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>Liliana Moro crea pertanto lavori nei quali l\u2019unicit\u00e0 \u00e8 la caratteristica essenziale ed altri nei quali l\u2019opera e lo spazio che la contiene si scambiano quasi le parti. Si crea la condizione per vivere un\u2019esperienza concreta, dove anche il luogo dell\u2019esposizione ha grande valore.<\/p>\n<p>Il gruppo scultoreo in bronzo costituito da cinque cani in lotta tra di loro (Underdog, 2005) \u00e8 un esempio chiarificatore di opere dove un\u2019unica immagine deve colpire lo spettatore: gli animali si azzannano e si guardano. I gesti sono congelati aumentandone la forza e il valore.<\/p>\n<p>L\u2019artista, in altre opere, inverte il rapporto tra contenitore e contenuto, dove lo sfondo (il contenitore) \u00e8 in primo piano e la figura sullo sfondo. Prevale la percezione dell\u2019opera-contenitore rispetto a quella dei lavori esposti. Grazie a questo ribaltamento Liliana Moro costruisce le condizioni per un\u2019esperienza ancora una volta essenziale e per nulla astratta, circoscritta allo spazio espositivo e del tutto reale allo stesso tempo. Per esempio in \u201cEndgame\u201d (Galleria Emi Fontana, 2009) \u00e8 presente un lavoro audio, un registratore a muro che trasmette suoni poco puliti, si percepiscono rumori di strada, una voce femminile ogni tanto interrompe la trasmissione. Veniamo attirati da quello che solitamente ignoriamo, evitiamo e consideriamo di poco conto come la realt\u00e0 della strada, delle citt\u00e0 dove invece, spesso, la nostra vita si evolve, dove la vita sociale degli umani si manifesta e della quale facciamo parte. Ecco allora la visione a terra di bicchieri semplici e calici raffinati, bicchierini da liquore, vasi e vasetti vari, portacenere, portacandele.<\/p>\n<p><strong>Il suono \u00e8 un altro elemento imprescindibile e caratterizzante alcune opere dell\u2019artista<\/strong>: \u00e8 un\u2019esperienza completa, \u00e8 vivere l\u2019opera con ancor pi\u00f9 ricchezza. Ma l\u2019autrice non si ferma al suono, gli accostamenti nelle opere di Liliana Moro coinvolgono materiali quotidiani, come il vetro, il ferro, la carta. Gli esiti sono ricchi di effetti visivi unici e irripetibili che collocano l\u2019artista tra gli esponenti pi\u00f9 originali del panorama artistico contemporaneo, invitando lo spettatore a fare parte del suo mondo cos\u00ec piacevolmente interpretato e rielaborato.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>LILIANA MORO<\/strong><\/h3>\n<p>Liliana Moro \u00e8 nata nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Si diploma all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera con Luciano Fabro. Fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano (1989-93), dove nel 1990 allestisce la sua prima personale. Da questa esperienza nasce anche la rivista Tiracorrendo, di cui Moro \u00e8 animatrice e redattrice. Realizza opere ambientali, disegni, collages, sculture, progetti teatrali e installazioni sonore. Ha partecipato a numerose collettive di rilievo.<br \/>\nInsegna all\u2019Accademia di Bergamo e ha insegnato allo IUAV di Venezia. In qualit\u00e0 di master, ha partecipato a numerosi workshop della Fondazione Spinola-Banna.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>Mostre Personali<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Galleria Emi Fontana Milano<\/li>\n<li>MUHKA Antwerpen (1996)<\/li>\n<li>Galerie Michel Rein Paris (1998)<\/li>\n<li>Galerie Mehdi Chouraki Berlin (2004)<\/li>\n<li>Fondazione Ambrosetti Brescia (2004)<\/li>\n<li>Oggi che tutto appare, nella chiarezza del vuoto, ho la libert\u00e0 di guardare la neve, Seconda Edizione Arte Contemporanea sul Lago Maggiore, con Robert Wilson, William Kentridge; a cura di Adelina von Fuerstenberg (2006)<br \/>\nFilm, Galerie Greta Meert, Bruxelles (2006)<\/li>\n<li>West of Rome e The Italian Cultural Institute, The Spazio Italia Gallery, Los Angeles (2007)<\/li>\n<li>This is the end, Careof e Viafarini, Milano a cura di Milovan Farronato (2008)<\/li>\n<li>Galleria Francesco Pantaleone Palermo \/ Milano (2008 \/ 2015 \/ 2017)<\/li>\n<li>Fondazione Antonio Ratti Como (2012)<\/li>\n<li>Fondazione Zegna All\u2019Aperto opera permanente, Trivero Biella (2015)<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>Mostre Collettive<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Documenta IX Kassel (1992)<\/li>\n<li>Aperto XLV Biennale di Venezia (1993)<\/li>\n<li>Castello di Rivoli (1994)<\/li>\n<li>Quadriennale di Roma (1996 \/ 2008)<\/li>\n<li>Moderna Museet Stoccolma (1998)<\/li>\n<li>PS1 New York (1999)<\/li>\n<li>De Appel Amsterdam (1999)<\/li>\n<li>I Biennal de Valencia (2001)<\/li>\n<li>Donne Donne, Palazzo Strozzi, Firenze, a cura di Adelina Von F\u00fcrstenberg (2005)<\/li>\n<li>Three exhibitions, CCAC California College of Arts and Crafts, Wattis Institute, San Francisco (2005)<\/li>\n<li>Il vuoto al centro, sedi varie, Comune di Montesilvano (PE), a cura di Emanuela De Cecco e Tullio Ponziani (2006)<\/li>\n<li>Il Buco. 4 artisti ogni due settimane, Galleria Pio Monti, Roma, a cura di Achille Bonito Oliva, David Peat (2006)<\/li>\n<li>EGOMANIA, Galleria Civica, Modena, a cura di Milovan Farronato (2006)<\/li>\n<li>Il Potere delle Donne, Galleria Civica d&#8217;Arte Contemporanea, Trento, a cura di L. Beatrice, C. Bourgeois, F. Pasini (2006)<\/li>\n<li>Italy Made in art: Now, MOCA, Museum of Contemporary Art, Shanghai, a cura di Achille Bonito Oliva (2006)<\/li>\n<li>Confini &#8211; Boundaries, MAN, Nuoro, a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Roberto Pinto (2006)<\/li>\n<li>Idea. Disegno italiano degli anni novanta, Istituto Nazionale per la Grafica, Palazzo Fontana di Trevi, Roma (2006)<\/li>\n<li>Elsewhere?, Galleria Emi Fontana, Milano (2007)<\/li>\n<li>Camera con vista. Arte e interni in Italia 1900-2000, Palazzo Reale, Milano, a cura di Luigi Settembrini e Claudia Gian Ferrari (2007)<\/li>\n<li>Mentalgrafie, Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv, a cura di Demetrio Paparoni (2007)<\/li>\n<li>3500 cm2 &#8211; L&#8217;arte contemporanea attraverso i poster, Palazzo Lantieri, Gorizia, a cura di Lorenzo Benedetti (2007)<\/li>\n<li>Archivio di Stato, Torino, a cura di Laura Cherubini, Giorgio Verzotti (2007)<\/li>\n<li>Italics, Palazzo Grassi Venezia (2008)<\/li>\n<li>La Magnifica Ossessione Mart Rovereto (2012)<\/li>\n<li>MAMbo Bologna (2013)<\/li>\n<li>Ennesima Triennale Milano (2015).<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Achille Bonito Oliva, <em>Minimalia: an Italian vision in 20th-century art<\/em>, Milano 1999.<\/li>\n<li>Emanuela De Cecco, <em>Zingonia. Arte integrazione multiculture: Stefano Arienti, Gennaro Castellano, Liliana Moro, Luca Vitone<\/em>, Milano 2001.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<p><strong>Cataloghi monografici<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La Fidanzata di Zorro, testi di Cecilia Casorati e Loredana Parmesani, edito Skira Milano<\/li>\n<li>Moi, testo di C.Casorati, Fondazione Ratti, Como edito Black Dog London<\/li>\n<li>29,88 KMQ, Fondazione Zegna All\u2019Aperto,Trivero, edito Mousse Milano.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>POSSONO ANCHE INTERESSARE<\/strong><br \/>\n<div class=\"su-divider su-divider-style-default\" style=\"margin:5px 0;border-width:2px;border-color:#cacaca\"><\/div>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/nino-alfieri-la-congiunzione-degli-antipodi\/\">\u2713 Nino Alfieri: la congiunzione degli antipodi<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare dell\u2019espressione artistica di Liliana Moro significa pensare ad un\u2019artista precorritrice dei tempi in fatto di sperimentazione estrema su pi\u00f9 fronti. 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