{"id":5090,"date":"2017-10-31T16:43:15","date_gmt":"2017-10-31T15:43:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=5090"},"modified":"2020-06-20T11:24:57","modified_gmt":"2020-06-20T09:24:57","slug":"quando-il-mangiar-sano-diventa-un-ossimoro-ortoressia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/quando-il-mangiar-sano-diventa-un-ossimoro-ortoressia\/","title":{"rendered":"Quando il mangiar sano diventa un ossimoro: l&#8217;ortoressia"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni l\u2019interesse verso l\u2019alimentazione \u00e8 cresciuto esponenzialmente. I tormentoni mediatici propongono chef in tutte le \u201csalse\u201d, sugli scaffali dei supermercati i prodotti \u201cbio\u201d stanno lentamente sostituendo i classici prodotti da banco e oramai non ci si meraviglia pi\u00f9 dell\u2019ultimo negozio con prodotti \u201ca chilometro zero\u201d aperto sotto casa. Milano, citt\u00e0 delle contraddizioni per antonomasia, concede ai <em>fast food<\/em> di conquistare anche il pubblico ben pensante delle quattro vie centrali e al contempo promuove <em>Start Up<\/em> all\u2019insegna del biologico. Molti di noi hanno combattuto una battaglia contro l\u2019olio di palma, molti meno sono stati consapevoli rispetto a quale spauracchio si celasse dietro a questo ingrediente.<\/p>\n<p><strong>In questa schizofrenia alimentare c\u2019\u00e8 chi \u00e8 arrivato ad essere un vero e proprio estremista del mangiare sano, a tal punto da farne una malattia.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ortoressia \u00e8 definibile come il disturbo alimentare causato da coloro che sono ossessionati dal cibo sano. Un disturbo che non ha ancora trovato un vero e proprio spazio nella psicodiagnostica ma rintracciabile da poco all\u2019interno del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V) nel quadro del disturbo evitante\/restrittivo dell\u2019assunzione di cibo.<\/p>\n<p>Ma come si comporta chi soffre di questo disturbo? Innanzitutto trascorre molto tempo, anche tre o quattro ore, a pensare al cibo, a cosa preparare da mangiare, a quali alimenti, definiti sani secondo criteri soggettivi, selezionare. Spesso capita che diverse categorie alimentari vengano completamente eliminate per una loro presunta pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo quadro clinico si evidenza sia l\u2019aspetto marcatamente legato ad un disturbo alimentare, sia la componente ossessivo-compulsiva che porta coloro che rientrano in questi criteri descrittivi a compiere azioni tali da comprometterli socialmente. <strong>Qui vi \u00e8 la linea di demarcazione tra normalit\u00e0, condivisibile o no, e patologia<\/strong>. Quanto questi pensieri e queste azioni possono portare l\u2019individuo all\u2019isolamento? Nei casi estremi succede proprio cos\u00ec: le persone rinunciano alla convivialit\u00e0 e alle relazioni sociali per non mettere a repentaglio la propria dieta ferrea ritenuta inappuntabile.<\/p>\n<p>Tale comportamento, finalizzato da chi lo applica a raggiungere un buon livello di salute, \u00e8 assolutamente controproducente. Le conseguenze negative sono facilmente intuibili: perdita di peso, esposizione a infezioni, problemi legati all\u2019umore.<\/p>\n<p>Vi sono diversi aspetti comuni tra l\u2019ortoressia e l\u2019anoressia. Innanzitutto coloro che sono affetti da questi disturbi vivono di controllo e di perfezionismo, che si applica principalmente sul cibo ma che probabilmente si estende in altri ambiti. Anche se in misura minore, inoltre, gli ortoressici hanno una percezione del proprio aspetto alterata, mostrandosi insoddisfatti del proprio aspetto fisico.<\/p>\n<p><strong>Se la diagnosi e il trattamento di questo disturbo deve essere affidato a professionisti, quali psicologi e psicoterapeuti specializzati, in che modo \u00e8 possibile fare prevenzione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 bene specificare che non tutti siamo predisposti nello stesso modo a sviluppare determinate psicopatologie. L\u2019eziopatogenesi di un disturbo prevede sempre una componente genetica e una ambientale. Le esperienze che viviamo possono contribuire in misura maggiore o minore a concretizzare una predisposizione genetica.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, ai fini preventivi, \u00e8 bene lavorare seriamente sulla cultura del mangiare, che non pu\u00f2 limitarsi ad una consultazione libera e arbitraria del web. Troppe informazioni alimentari diffuse da persone incompetenti stanno suggestionando un pubblico dall\u2019et\u00e0 variabile. Internet \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. La libert\u00e0 di comunicazione e di espressione \u00e8 un bene prezioso e deve essere salvaguardato, ma \u00e8 anche bene non fermarsi ad un\u2019informazione superficiale ma chiedere aiuto a persone competenti in ambito nutrizionale.<\/p>\n<p><strong>Ricordiamoci, inoltre, che le diete sono \u201cper tutti\u201d ma non creabili \u201cda tutti\u201d<\/strong>. Social, media, giornali si fanno promotori di ogni tipo di regime alimentare. Facciamo un passo indietro e chiediamo a persone titolate un consiglio alimentare.<br \/>\nAnche in questo caso il totalitarismo non pu\u00f2 essere una risposta sana al desiderio di vivere bene e in salute.<\/p>\n<p><em>Alessia Corticelli &#8211; Psicologa<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni l\u2019interesse verso l\u2019alimentazione \u00e8 cresciuto esponenzialmente. I tormentoni mediatici propongono chef in tutte le \u201csalse\u201d, sugli scaffali dei supermercati i prodotti \u201cbio\u201d stanno lentamente sostituendo i classici prodotti da banco e oramai non ci si meraviglia pi\u00f9 dell\u2019ultimo negozio con prodotti \u201ca chilometro zero\u201d aperto sotto casa. 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