{"id":5487,"date":"2017-11-18T10:41:18","date_gmt":"2017-11-18T09:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=5487"},"modified":"2020-06-20T11:14:32","modified_gmt":"2020-06-20T09:14:32","slug":"milano-capitale-del-cinema-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/milano-capitale-del-cinema-darte\/","title":{"rendered":"Milano capitale del cinema d\u2019arte"},"content":{"rendered":"<p>Fino all\u2019avvento di Mani Pulite la si definiva capitale morale del Paese. Gi\u00e0 era capitale della moda, del design, della finanza e di tante altre cose. Ma non del cinema. L\u2019ottava o la nona arte (dipende dai critici compilatori della classificazione) apparteneva ad altre citt\u00e0: prima fra tutte Roma con la sua Cinecitt\u00e0, e poi Venezia con le sue rassegne e i suoi premi di prestigio internazionale. Il patto era chiaro: Milano si tenga le televisioni private, le case editrici, il cabaret, ma non invada il campo delle pellicole e delle cineprese. Eppure, da qualche tempo a questa parte, qualcosa si muove. E anche Milano cerca di farsi strada su questo terreno.<\/p>\n<p>Valgano questi esempi: nel mese di settembre, dal 23 al 25, nel capoluogo lombardo si \u00e8 svolta la quarta edizione del Fashion Film Festival, ospitato all\u2019Anteo e allo Spazio Oberdan, dove la moda e i filmati hanno trovato un felice connubio artistico. E sempre in settembre, dal 25 al 28, la Festa del cinema bulgaro ha riempito le sale dell\u2019Anteo.\u00a0 Dal 5 all\u20198 di ottobre c\u2019\u00e8 stata in calendario la terza edizione del Festival cinematografico Visioni dal Mondo, con sede il Pavillon di Piazza Gae Aulenti, uno dei punti pi\u00f9 avanzati nel panorama delle nuove frontiere architettoniche e culturali di Milano. E, ultimo anello temporale di questa catena che ogni anno cresce di reputazione, dall\u201911 al 14 ottobre si \u00e8 svolto il 17esimo appuntamento del <strong>Festival internazionale del Cinema d\u2019Arte<\/strong>, che ha richiamato registi, film-maker, producer e documentaristi da tutto il mondo. Quest\u2019ultimo Festival, che era nato a Bergamo, da otto anni si \u00e8 trasferito nella pi\u00f9 stimolante Milano, dove le opportunit\u00e0 e le relazioni si mostrano nella loro robustezza qualitativa e quantitativa.<\/p>\n<p>Che dire di questa dinamicit\u00e0? I fatti e gli eventi \u2013 che hanno visto una larga partecipazione di pubblico, oltre che di critici, giornalisti e fotoreporter \u2013 confermano che la nicchia del film specialistico, sia esso d\u2019arte o di design, attrae autori da ogni Continente e non solo per i premi in palio (valga ad esempio la nota che il premiato del Festival Visioni del Mondo ha incassato 5 mila euro di gratificante riconoscimento economico), ma anche perch\u00e9 il richiamo internazionale cresce di anno in anno.<\/p>\n<p><strong>Tutte le premesse esistono per qualificare Milano come capitale del film d\u2019autore<\/strong>, intendendo non la cinematografia hollywoodiana dagli effetti speciali. Piuttosto quella estetica, del bello e del ben fatto, che entra in diversi settori e dona valore aggiunto alle filiere creative e produttive che sono ben rappresentate da istituzioni come la Triennale, dove si intrecciano l\u2019arte e l\u2019architettura, o come l\u2019accademia e la pinacoteca di Brera, che \u00e8 tra l\u2019altro al centro di una cultura che spazia dall\u2019osservatorio astronomico agli orti botanici.<\/p>\n<p>E proprio in questo ultimo filone si \u00e8 inserita un\u2019altra realt\u00e0 molto attenta a sostenere l\u2019impegno della citt\u00e0 verso questi nuovi discorsi: l\u2019Archivio Dova. Il critico Enrico Crispolti ha seguito la creazione e la compilazione del catalogo delle opere di Gianni Dova, il pittore nato a Roma nel 1925 e morto a Pisa nel 1991, che lavorando a Milano (ha studiato al Liceo artistico di Brera) ha sviluppato molti temi presenti nella seconda met\u00e0 del Novecento (ader\u00ec a diversi manifesti artistici, quali il Manifesto del realismo oltre Guernica, il Manifesto dell\u2019Arte spaziale e il Manifesto dell\u2019Arte spaziale per la televisione). L\u2019esperienza di Dova era maturata proprio con una sensibilit\u00e0 verso lo schermo: riteneva che un luogo di sviluppo dell\u2019arte fosse proprio la televisione e cominci\u00f2 a elaborare progetti e idee che confluirono nel Manifesto che porta la data del 1952, quando la televisione era agli albori, come ricordano la figlia Maurizia, un\u2019affermata stilista di moda, e Giuseppe Melzi, l\u2019avvocato che segue le attivit\u00e0 istituzionali della Fondazione.<\/p>\n<p>Nella sua vita Gianni Dova \u00e8 stato anche socio del Rotary Club Milano Fiori, che oggi porta il nome di Milano Brera, dopo che alcuni presidenti hanno deciso di orientare l\u2019attivit\u00e0 culturale e i progetti sociali verso la valorizzazione dei temi artistici. E cos\u00ec la Fondazione Dova e il Rotary Club Milano Brera hanno deciso di istituire un Premio alla cinematografia d\u2019arte dedicato al rapporto tra l\u2019arte e la natura, nel solco di una maggiore valorizzazione del ruolo di Milano in questo importante segmento. La giuria \u00e8 stata formata sotto la guida di Renato Besana, un giornalista e scrittore esperto di architettura e cinematografia, e ha visto la presenza di personaggi come il critico d\u2019arte gi\u00e0 citato Enrico Crispolti (autore tra l\u2019altro di un saggio autorevole dal titolo \u201cCapire l\u2019arte contemporanea, edito da Donzelli nel 2004) e Gabriele Boni, un imprenditore che a Milano ha realizzato e avviato il progetto di un Tg dell\u2019arte che si visibile su Sky e via web, oltre ad altre figure. Il premio \u2013 che ha il titolo \u201cMilano Brera \u2013 Arte e Natura \u2013 in memoria di Gianni Dova\u201d \u00e8 alla sua prima edizione ed \u00e8 stato agganciato al Film Festival del Cinema d\u2019Arte. Vincitore di questa prima edizione \u00e8 l\u2019opera Ciccillo Survived, del regista Michele Speranza, prodotto da Spazio Labus Kinetta, una realt\u00e0 che produce film a Benevento.<\/p>\n<p>Ciccillo Survived \u00e8 un cortometraggio di 9 minuti che espone quadri di paesaggi della Lucania in forma artistica ed esteticamente ineccepibile, con un linguaggio che ricorda la tecnica di Kubrick in Barry Lyndon per valorizzare la natura come uno sfondo partecipativo della vita antropica e non solo come un inerte scenografia. Nell\u2019opera emerge il gusto e l\u2019amore per gli spazi ambientali aperti, oggi contaminati dalle attivit\u00e0 dell\u2019uomo. C\u2019\u00e8 cuore, c\u2019\u00e8 passione e c\u2019\u00e8 molta bellezza in quelle sequenze.<\/p>\n<p>Su altri versanti, ma del tutto affini e attigui, l\u2019Accademia di Brera e l\u2019universit\u00e0 Bicocca hanno avviato da alcuni anni un progetto di stimolo allo studio della creativit\u00e0 e dell\u2019arte. Gli studenti dell\u2019Accademia lavorano su un tema che viene scelto ogni anno e le loro opere vengono poi studiate da un gruppo di ricercatori della Bicocca per tracciare una fisionomia della creativit\u00e0 e del suo sviluppo. In tal modo, un progetto di questo tipo, si pone come nodo centrale di un processo di crescita multidisciplinare della conoscenza sull\u2019arte. La figura di rilievo che ha consentito la relazione tra Brera e Bicocca \u00e8 stata quella di Mario Arlati, un pittore milanese di prestigio internazionale, seguito dalla Galleria Contini (la stessa che tratta Fernando Botero).<\/p>\n<p><strong>Mario Arlati ha partecipato alla trasformazione di cinque grattacieli<\/strong>, da 45 piani e alti 160 metri costruiti alla periferia di Mosca, in un\u2019opera d\u2019arte a misura d\u2019uomo. Lavorando 24 ore su 24 e sette giorni alla settimana con la collaborazione di 1500 operai, ha affrescato gli edifici utilizzando i colori rosso, nero, giallo, blu e oro. Mario Arlati ha fatto parte della Giuria del Premio cinematografico Arte e Natura, alla memoria di Gianni Dova. Anche quest\u2019ultima iniziativa mira a intrecciarsi con le altre che, gi\u00e0 presenti, stanno facendo di Milano un caposaldo della nuova produzione creativa. E tutto concorre a irrobustire un ruolo, quello di capitale del film d\u2019autore, di cui esistono le potenzialit\u00e0 e le competenze. Un\u2019identit\u00e0 che molti imprenditori, operatori e organizzatori di eventi hanno compreso da tempo. Intanto anche altre istituzioni, come la Triennale e la Permanente, stanno cercando di esplorare le potenzialit\u00e0 della comunicazione cinematografica in vista di progettualit\u00e0 future.<\/p>\n<p>E hanno deciso di non stare sullo sfondo neanche la Fondazione Maimeri e la Fondazione Renzo Bergamo per l\u2019Arte e la Scienza, senza dimenticare gli sforzi della Fondazione Prada. In particolare la Fondazione Renzo Bergamo (artista milanese deceduto a Milano nel 2004 che vanta un\u2019incommensurabile carteggio con autori come Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Pontiggia e altri) \u00e8 seguita da vicino da personalit\u00e0 come Giulio Giorello e Philippe Daverio, che hanno partecipato al Festival della Scienza di Genova per promuovere la cultura interdisciplinare. A questa squadra di intellettuali si era associato in passato anche Fritjof Capra, l\u2019autore del Tao della Fisica. Insomma, a Milano sta crescendo un fermento che varrebbe la pena di seguire e monitorare con attenzione, perch\u00e9 Arte, Natura, Scienza e Cinema stanno generando nuovi e interessanti filoni. Milano si \u00e8 di fatto candidata a presiedere queste nicchie che, prese ognuna per s\u00e9, dicono poco. Ma se si considera la potenzialit\u00e0 nella sua vasta estensione, allora il quadro compositivo appare pi\u00f9 strategico che occasionale. Milano capitale del film d\u2019arte e del cinema d\u2019autore? E\u2019 ancora presto per dirlo, ma se son rose fioriranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino all\u2019avvento di Mani Pulite la si definiva capitale morale del Paese. Gi\u00e0 era capitale della moda, del design, della finanza e di tante altre cose. Ma non del cinema. L\u2019ottava o la nona arte (dipende dai critici compilatori della classificazione) apparteneva ad altre citt\u00e0: prima fra tutte Roma con la sua Cinecitt\u00e0, e poi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":5491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"wps_subtitle":"Il Festival internazionale del cinema d\u2019arte ha richiamato registi, produttori, documentaristi da tutto il mondo. La citt\u00e0 vive una stagione di grande fermento culturale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5487"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5487\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}