{"id":5539,"date":"2017-11-18T10:11:10","date_gmt":"2017-11-18T09:11:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=5539"},"modified":"2021-07-03T15:40:48","modified_gmt":"2021-07-03T13:40:48","slug":"vinile-riconquista-la-scena-musicale-dascolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/vinile-riconquista-la-scena-musicale-dascolto\/","title":{"rendered":"E IL VINILE RICONQUISTA LA SCENA MUSICALE D\u2019ASCOLTO"},"content":{"rendered":"<p>Il genere umano ha corso un rischio grandissimo senza neanche essersene reso conto. Parliamo del rischio di non poter pi\u00f9 entrare in un negozio di musica e vedere arcobaleni di copertine che si estendono sugli scaffali, di non scorgere pi\u00f9 sguardi concentrati sui giradischi mentre si lasciano girare i vinili sotto la puntina. Nell\u2019era di iTunes, di Youtube, della musica digitale e dei siti per scaricarla illegalmente sembrava non esserci pi\u00f9 posto per quello che \u00e8 stato senza dubbio il supporto musicale che maggiormente ha contribuito alla diffusione del rock, del blues, del jazz, del pop e di tutti quei generi che spopolavano quando l\u2019arte dei suoni diventava mainstream. Sembrerebbe per\u00f2 che questo rischio, almeno per il momento, sia stato scongiurato, e i numeri non fanno che avvallare la nostra tesi. Nel 2015, secondo la Music Research della Nielsen, autorevole agenzia di monitoraggio dei consumi, sono stati venduti 11,9 milioni di dischi in vinile, il 29,8% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente, crescita che n\u00e9 i cd n\u00e9 i download hanno registrato. Si pu\u00f2 dunque dire che dopo anni di rivoluzione digitale il vinile sia tornato prepotentemente in auge, facendo registrare grandiosi picchi di mercato e evitando il pericolo di non poter pi\u00f9 sentire quel fruscio tipico dei vecchi dischi in sottofondo una volta acceso l\u2019impianto. . Paolo Car\u00f9, proprietario di Car\u00f9 Dischi, storico negozio di musica di Gallarate in provincia di Varese, e uno dei maggiori collezionisti di vinile in circolazione, crede che le ragioni siano da ricercare anche nella bellezza materiale dell\u2019oggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Alla ricerca del suono tangibile, materiale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl vinile \u00e8 il supporto principe, la prima forma fisica della musica, e alle persone piace poter stringere qualcosa tra le mani\u201d, spiega lo storico venditore. \u201cNon ci sono dubbi che i dischi, che siano da 33, 45 o 78 giri, siano dei bellissimi manufatti, tant\u2019\u00e8 che moltissime persone comprano la stessa musica sia in cd che in vinile, tenendo quest\u2019ultimo chiuso e confezionato solo per motivi collezionistici. Dopo tanti anni di download selvaggi, evidentemente si \u00e8 sentita l\u2019esigenza di tornare al suono tangibile, materiale\u201d. In effetti il digitale da come la sensazione di trasformare tutto in qualcosa di effimero, volatile, che possa andare perso in qualsiasi momento, e in certi casi, quando parliamo della musica che ha segnato epoche e mode, non possiamo certo permettercelo. \u201cNoi siamo legati ad una forma classica di vendita\u201d, conclude Car\u00f9. \u201cIl cliente viene in negozio, ascolta e sceglie i pezzi che vuole, e va via con il supporto che preferisce. Anche Amazon mi ha proposto di aprire un negozio online sulla loro piattaforma ma ho declinato l\u2019offerta, un po\u2019 per rimanere indipendente come ho sempre fatto dall\u2019apertura del negozio nel \u201966 e un po\u2019 perch\u00e9 i margini di guadagno erano troppo bassi\u201d. Margini forse dettati da un mercato global che pensa pi\u00f9 al profitto che al cliente, e che negli anni \u00e8 stato complice della trasformazione dei supporti musicali volta a creare oggetti sempre pi\u00f9 commerciabili. Keith Caulfield, responsabile delle classifiche del celebre sito Billboard.com, ha definito questa ritorno di moda come un <em>trend<\/em> pazzesco, una crescita folle, che potrebbe ritrasformare il mercato del vinile da settore di nicchia a fenomeno di tendenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Un cambiamento di rotta anche per chi stampa vinili<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa forza del vinile sta nel pubblico che riesce a raggiungere\u201d, ha spiegato Caulfield. \u201cDa una parte ci sono i pi\u00f9 anziani che lo ricordano con affetto e magari posseggono ancora dei giradischi, mentre dall\u2019altra ci sono i pi\u00f9 giovani che a cui piace avere in mano una copia fisica del disco e ammirarne la copertina\u201d. \u00a0Per quanto riguarda invece la stampa di musica il cambio di rotta \u00e8 stato sentito in modo talmente forte che alcune realt\u00e0 specializzate in compact disc hanno deciso di puntare anche sul vinile in tempi recentissimi. E\u2019 il caso per esempio di Discolaser, un\u2019azienda di Guasticce nel livornese, che appena un anno fa, avvertito il cambio di tendenza, ha deciso di dedicarsi anche alla stampa di vinili ad alte tirature. \u201cE\u2019 chiaro che l\u2019industria musicale sia tornata a pompare i dischi in vinile perch\u00e9 se ne vede le potenzialit\u00e0 ancora non sfruttate del tutto\u201d, spiegano i responsabili ordini dell\u2019azienda. \u201cOltre a parlare di un oggetto indubbiamente bello e di culto, infatti, si tratta di un regalo importante da fare, qualcosa che lega degli affetti e che va oltre i ricambi generazionali. Inoltre, come dicevamo, nel <em>music business<\/em> si sono accorti di poter ancora sfruttare il mercato creando, per esempio, giradischi moderni e altri supporti per la riproduzione pi\u00f9 tecnologici che mai\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, un settore che sembra non voler lasciare il posto al futuro, o che vuole esserne esso stesso una parte importante, e che comunque non smetter\u00e0 di stupirci, o per lo meno questa \u00e8 la sensazione che si ha al momento. C\u2019\u00e8 poi una branca dell\u2019industria musicale che riguarda pi\u00f9 da vicino i giovani, o pi\u00f9 precisamente i frequentatori delle discoteche e della vita notturna. Ci riferiamo alla musica elettronica e al mondo dei dj, al secolo disc jockey, che quando si parla di consolle e giradischi sono senza dubbio degli interlocutori da considerare e consultare. Anche in questo campo la tecnologia ha pian piano portato le sue innovazioni, anzi, possiamo sicuramente dire che la necessit\u00e0 di trovare strumenti pi\u00f9 pratici e compatti con cui spostarsi da una citt\u00e0 all\u2019altra, da un locale all\u2019altro, ha portato questo mestiere a cambiare totalmente volto, e i vinili ad essere quasi completamente sostituiti dai supporti digitali. C\u2019\u00e8 per\u00f2 chi ancora non demorde e non rinuncer\u00e0 mai a passare interi pomeriggi nei negozi di dischi sfogliando copertine come se fossero pagine di un libro. Stefano Di Miceli, dj milanese classe 1986, sta diventando sempre pi\u00f9 famoso, oltre che per la sua bravura nella selezione dei brani e nella performance in consolle, perch\u00e9 usa quasi esclusivamente dischi in vinile andando decisamente contro la tendenza del momento e le abitudini della maggior parte dei suoi colleghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Un suono incomparabile con gli altri<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa mia scelta \u00e8 dettata dal fatto che il suono del vinile \u00e8 incomparabile a quello degli altri supporti\u201d, sostiene il dj milanese. \u201cNon migliore, in quanto il digitale suona sicuramente in modo pi\u00f9 pulito, ma decisamente pi\u00f9 caldo\u201d. Secondo Di Miceli, poi, oltre a questo aspetto bisogna considerare che suonare con dischi in vinile significa anche collezionarli. \u201cUn conto \u00e8 tenere liste di file sul computer, un altro \u00e8 far scivolare i dischi sotto le dita, accarezzarli, leggerli, riconoscerne le copertine dagli artwork e sceglierli con cura e dedizione. Il vinile \u00e8 sicuramente pi\u00f9 scomodo per gli spostamenti, ma la mia visione del dj sar\u00e0 sempre accompagnata dal binomio giradischi\/mixer\u201d, conclude. Moda, dunque, una moda che torna accompagnata dalla sempre crescente propensione dei giovani ad approcciarsi al mondo dei dj. Insomma, che tu sia un negoziante, un collezionista, un disc jockey o un semplice amatore del mondo della musica, il vinile sar\u00e0 qualcosa con cui dovrai avere a che fare ancora per molto tempo, e per fortuna, aggiungerei. Perch\u00e9 sarebbe davvero un peccato rinunciare a un oggetto cos\u00ec unico, che racchiude un mondo passato ma sempre attuale, che rimanda a uno stile di vita artistico molto ricercato, solo per una questione di comodit\u00e0. Tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, sfilare il proprio disco preferito dallo scaffale, far roteare il vinile tra le mani e lasciare che la puntina lo graffi ascoltandone il fruscio, b\u00e8, questo s\u00ec che \u00e8 ascoltare musica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il genere umano ha corso un rischio grandissimo senza neanche essersene reso conto. Parliamo del rischio di non poter pi\u00f9 entrare in un negozio di musica e vedere arcobaleni di copertine che si estendono sugli scaffali, di non scorgere pi\u00f9 sguardi concentrati sui giradischi mentre si lasciano girare i vinili sotto la puntina. 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