{"id":6681,"date":"2018-02-28T12:54:20","date_gmt":"2018-02-28T11:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?page_id=6681"},"modified":"2020-06-19T08:06:28","modified_gmt":"2020-06-19T06:06:28","slug":"4-marzo-2018-la-sostenibilita-nelle-elezioni-politiche-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/4-marzo-2018-la-sostenibilita-nelle-elezioni-politiche-italiane\/","title":{"rendered":"4 marzo 2018,  la sostenibilit\u00e0  nelle elezioni  politiche italiane"},"content":{"rendered":"<p>La sostenibilit\u00e0 ha avuto la sua prima definizione e riconoscimento all\u2019ONU nel 1987 con il recepimento delle conclusioni della commissione Brundtland, che definisce sviluppo sostenibile quello che persegue la soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future.<\/p>\n<p>Di questa commissione facevano parte due esponenti italiani: per la parte politica Susanna Agnelli, all\u2019epoca sottosegretario agli esteri, e per la parte scientifica Enzo Tiezzi, chimico, fisico e ambientalista. Ma prima ancora la presenza italiana \u00e8 protagonista, addirittura leader sul tema del futuro dell\u2019umanit\u00e0, con la figura di Aurelio Peccei, manager ed imprenditore, fondatore nel 1968 del CLUB di ROMA, pensato per progettare una pianificazione globale e committente\/promotore del lavoro del MIT pubblicato nel \u201872 col titolo \u201cI limiti dello sviluppo\u201d (Est Mondadori), che denuncia il rischio di collasso per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Con questi precedenti dove \u00e8 oggi l\u2019Italia rispetto al futuro? E dove sono su questo tema le parti politiche italiane?<\/p>\n<p>L\u2019Italia intesa come societ\u00e0 civile e sistema produttivo \u00e8 molto attiva e in prima linea; dal 2011 esistono gli <strong>Stati generali della green economy<\/strong>, con pi\u00f9 di 60 organizzazioni del mondo imprenditoriale impegnate o interessate a promuovere la conversione del sistema produttivo dal <em>brown<\/em> al <em>green<\/em>, ovvero con l\u2019abbandono di fonti fossili e pratiche entropiche nell\u2019uso di risorse, trasformazione e produzione di beni non riciclabili; dal 2016 \u00e8 attiva <strong>l\u2019Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile<\/strong>, oggi con 170 organizzazioni aderenti, nata per il raccordo tra societ\u00e0 civile e istituzioni governative e parlamentari per la realizzazione degli obiettivi al 2030 fissati dalle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo, che integri impegnativamente per tutti gli stati aderenti le responsabilit\u00e0 ambientali con quelle sociali ed economiche, definite in 17 traguardi, che vanno dall\u2019abolizione della povert\u00e0 e fame nel mondo fino alla pace, giustizia e cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>Questo fermento civile e imprenditoriale che rispettivamente si collega alla grande presenza in Italia delle strutture del terzo settore e dalla leadership italiana in Europa sul tema del riciclo, cos\u00ec come sul fronte delle energie rinnovabili e dell\u2019efficienza energetica, ha trovato in tempi recenti (tra il 2015 e il 2017) una accelerazione anche in sede istituzionale, sospinta dagli intenti espressi in EXPO 2015 e dagli impegni internazionali sottoscritti a Parigi con COP 21 e a New York per l\u2019Agenda ONU 2030.<\/p>\n<p>Questa accelerazione ha determinato l\u2019adozione del primo documento governativo di <strong>Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile<\/strong>, contestualmente alla nascita del comitato interministeriale per il <strong>Capitale naturale<\/strong> e all\u2019approvazione parlamentare del rendiconto sul <strong>Benessere equo sostenibile del Paese<\/strong> inserito nella legge di bilancio annuale per rendere verificabile oltre all\u2019indicatore del PIL anche l\u2019evoluzione dell\u2019indicatore di qualit\u00e0 della vita \u201cBES\u201d.<\/p>\n<p>Con questa piattaforma a disposizione nella scadenza della legislatura, quali partiti si esprimono e su quali argomenti riferibili al futuro?<\/p>\n<p>La futura legislatura, dal 2018 al 2023 si misurer\u00e0 con la scadenza del piano ONU al 2020 e i traguardi intermedi per la lotta al cambiamento climatico. Le domande sono: chi si impegna per l\u2019indipendenza energetica e con quali proposte? Chi promuove la conversione\u00a0 industriale e con quali finanziamenti? Chi adotta vincoli per la mobilit\u00e0 dolce e su ferro e con quali priorit\u00e0 territoriali? Chi blocca l\u2019uso del suolo e quali\u00a0 bonifiche propone? Chi pianifica la messa in sicurezza di zone a rischio sismico e idrogeologico e con deleghe a chi? Chi struttura un servizio civile per la piena occupazione e con quali indirizzi? Chi attribuisce alle amministrazioni locali deleghe fiscali e semplificazioni burocratiche per la salute, i servizi, il contrasto alla povert\u00e0, la lotta allo spreco alimentare, la parit\u00e0 di genere e chi si impegna per nuove accelerazioni nell\u2019istruzione, ricerca e sviluppo?<\/p>\n<p>Se si pongono queste domande a esponenti politici candidati nei vari partiti, la risposta sar\u00e0 molto varia in funzione della competenza e dell&#8217;esperienza dei singoli pi\u00f9 che con riferimento a posizioni elaborate nella strategia politica a lungo termine dei partiti; si vedr\u00e0 se chi ha responsabilit\u00e0 di governo locale, nazionale o europeo sar\u00e0 in grado di parlare di ci\u00f2 che i singoli organismi stanno affrontando: in sede locale frequentemente i trasporti, in sede nazionale lo sviluppo industriale, e in sede europea la politica del riciclo con enfasi sull\u2019economia circolare ma sempre per l&#8217;urgenza che le funzioni organizzative richiedono, facendo emergere che la fine delle ideologie non ha significato per le forze politiche l&#8217;emergere di un pensiero strategico per il paese e le sue comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto gli argomenti prioritari della campagna elettorale sono stati la riduzione delle tasse, nei pi\u00f9 svariati modi, l&#8217;abolizione o meno di provvedimenti strutturali della legislatura in chiusura, come il <strong>jobs act<\/strong> e la legge Fornero, l&#8217;onest\u00e0 con tutta la sua retorica, la presentabilit\u00e0 dei candidati, il rapporto coi migranti, la sicurezza e le coalizioni di governo.<\/p>\n<p>Sono riusciti ad influire poco i giornali e i media in generale con i confronti di contenuto, poco si \u00e8 riusciti a conoscere con la domanda sul modo di affrontare il debito pubblico, sul nostro ruolo nell&#8217;Europa e su dove dovr\u00e0 andare e come l&#8217;Italia da qui al 2030.\u00a0 L&#8217;Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile con il programma di incontri ed interviste ai rappresentanti dei partiti sulle loro posizioni verso il tema della sostenibilit\u00e0, ottiene da <strong>Civica Popolare, +Europa, Forza Italia, Insieme, Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle, Noi per l\u2019Italia, Partito Democratico la sottoscrizione dell\u2019appello lanciato il 5 febbraio dall\u2019Alleanza<\/strong>, che in 10 punti descrive alcune iniziative fondamentali per mettere l\u2019Italia su un sentiero di sostenibilit\u00e0 economica, sociale e ambientale, ovvero:<\/p>\n<ol>\n<li>inserire nella Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile, come gi\u00e0 fatto da diversi Paesi europei;<\/li>\n<li>dare attuazione a una efficace strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile orientata al pieno raggiungimento dei 17 Obiettivi dell\u2019Agenda 2030, da realizzare con un forte coordinamento della Presidenza del Consiglio;<\/li>\n<li>promuovere la costituzione, all\u2019interno del futuro Parlamento, di un intergruppo per lo sviluppo sostenibile;<\/li>\n<li>rispettare gli accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici e ratificare al pi\u00f9 presto le convenzioni e i protocolli internazionali gi\u00e0 firmati dall\u2019Italia sulle altre tematiche che riguardano lo sviluppo sostenibile;<\/li>\n<li>trasformare il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile, cos\u00ec da orientare a questo scopo gli investimenti pubblici;<\/li>\n<li>definire una strategia nazionale per realizzare un\u2019agenda urbana per lo sviluppo sostenibile che si affianchi a quella gi\u00e0 esistente per le aree interne, rilanciando il Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane;<\/li>\n<li>istituire, nell\u2019ambito della Presidenza del Consiglio, un organismo permanente per la concertazione con la societ\u00e0 civile delle politiche a favore della parit\u00e0 di genere;<\/li>\n<li>coinvolgere la Conferenza unificata per coordinare le azioni a favore dello sviluppo sostenibile di competenza dello Stato, delle Regioni e dei Comuni;<\/li>\n<li>raggiungere entro il 2025 una quota dell\u2019Aiuto Pubblico allo Sviluppo pari allo 0,7% del Reddito Nazionale Lordo, coerentemente con gli impegni assunti dall\u2019Italia di fronte alle Nazioni Unite;<\/li>\n<li>operare affinch\u00e9 l\u2019Unione Europea metta l\u2019impegno per attuare l\u2019Agenda 2030 al centro della sua nuova strategia di medio termine.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vedremo se questa sottoscrizione avr\u00e0 effetto<\/strong>. Di certo I piani dei partiti, in alcuni casi costituiti da pochi punti essenziali, come per \u00a0per il Centro Destra e Liberi e Uguali , in altri sviluppati con ragionamenti aspirazionali e di metodo, come per il\u00a0 partito Democratico e per il Movimento 5 stelle, o \u00a0non trattano affatto l&#8217;argomento di un futuro sostenibile, l\u00e0 dove sono impegnati ad asserire un rilancio liberistico, oppure lo trattano in modo generalista, nel caso di un posizionamento \u201calla Corby\u201d, o ancora in modo tecnico, funzionale a temi specifici come l&#8217;occupazione, l&#8217;energia, le infrastrutture intese come proseguimento di un\u2019azione di governo, o infine in termini totalmente dipendenti da una priorit\u00e0 di <em>governance<\/em>\u00a0 ipotizzata in\u00a0 dettaglio\u00a0 per le istituzioni e per gli enti operativi nazionali o locali, cadendo nella classica situazione di vedere la pagliuzza e non la trave.<\/p>\n<p><strong>Ci sarebbe \u00a0invece bisogno di ragionare sul futuro alla luce del nostro retroterra repubblicano e delle radici storiche del nostro Paese<\/strong> e occorrerebbe ricordare le capacit\u00e0 intuitive e realizzative che anche nel campo delle prospettive dell&#8217;umanit\u00e0 il nostro Paese \u00e8 stato ed \u00e8 in grado di dare; inoltre ci sarebbe da declinare questi contenuti in scelte coerenti sapendo che per ogni azione occorrono risorse e per disporle bisogna fare delle scelte, ad esempio ricordandosi, come \u00e8 noto ufficialmente al Parlamento e al Paese, che <strong>ogni anno spendiamo 16 miliardi di euro in sussidi dannosi all&#8217;ambiente<\/strong>. Cosa si dovrebbe fare? Forse convincersi che gli incentivi sul fossile per i trasporti, l&#8217;agricoltura e l&#8217;energia devono finire e occorre riallocarli per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato e pubblico in termini di efficientamento energetico e sicurezza antisismica, creando al contempo maggiore qualit\u00e0 di vita e occupazione, stimata in circa 300.000 unit\u00e0, o no?<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 per concludere che in ogni caso si dovr\u00e0 fare una scelta, chi convincendosi di ci\u00f2 che ha sentito e chi radicandosi alle proprie convinzioni, informazioni e sensazioni, sapendo che il momento partecipativo \u00e8 alla base di un sistema sostenibile \u00a0ed \u00e8 irrinunciabile \u00a0cos\u00ec che, per renderlo sempre pi\u00f9 pertinente e cogente, va esercitato anche con interventi di revisione costituzionale, ad esempio introducendo il vincolo per le future generazioni, oggi non presente nella Costituzione Italiana e al primo punto dell\u2019appello sottoscritto. Ricordiamocelo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><span class=\"alt-post-author\">Emanuele Plata &#8211; <\/span>Presidente di Plef &#8211; Planet Life Economy Foundation<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sostenibilit\u00e0 ha avuto la sua prima definizione e riconoscimento all\u2019ONU nel 1987 con il recepimento delle conclusioni della commissione Brundtland, che definisce sviluppo sostenibile quello che persegue la soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future. Di questa commissione facevano parte due esponenti italiani: per la parte politica Susanna Agnelli, all\u2019epoca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":6683,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[252],"tags":[],"wps_subtitle":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6681"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}