{"id":7023,"date":"2018-05-12T01:52:12","date_gmt":"2018-05-11T23:52:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=7023"},"modified":"2020-06-18T20:47:33","modified_gmt":"2020-06-18T18:47:33","slug":"italia-un-disfacimento-annunciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/italia-un-disfacimento-annunciato\/","title":{"rendered":"Italia: un disfacimento annunciato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ecco come fare scempio della politica<\/strong>. Ecco cosa accade quando la diffusa mediocrit\u00e0 sociale \u2013 da intendersi come violenza verbale e fisica (con interi quartieri, come rivelano fatti recenti, controllati da malavitosi, con tanto di pedaggio da pagare per attraversare le \u201cloro\u201d zone), insulsaggine cerebrale, attitudine alla menzogna e alla corruttela, relativismo diffuso, per cui ogni azione, anche la pi\u00f9 vile, grave (come il bullismo, per fare un esempio), trova una giustificazione \u2013 si riverbera in una classe politica men che mediocre, arruffona, dove due contendenti annunciano con vanagloria \u201cabbiamo vinto\u201d, mentre nessuno ha vinto, ovvero nessuno \u00e8 in grado di guidare una maggioranza parlamentare.<\/p>\n<p>Oltre due mesi dalle elezioni, fiumi di parole su ogni tipo di media, portavoce pi\u00f9 o meno ufficiali che ripetono il loro mantra stucchevole, in cui si annuncia che \u201cprima di tutto viene l\u2019interesse della nazione, dei cittadini\u2026\u201d. E via di questo passo, con diatribe all\u2019interno ora di questo, ora di quello schieramento \u2013 anche fra chi ha perso, atteggiamenti fra il tracotante e il falso conciliante. E politologi e osservatori a scervellarsi, talvolta, per fornire spiegazioni, possibili soluzioni, che spesso non lo sono per nulla.<\/p>\n<p><strong>Ora forse i vincitori hanno trovato un\u2019intesa per formare il governo, <\/strong>con un diniego alla proposta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale aveva avanzato l\u2019ipotesi di un governo istituzionale costituito da esponenti di prestigio, perch\u00e9 le teste pensanti, che hanno cultura e competenza, non mancano e ben vengano su un proscenio tanto impoverito. Ma subito la levata di scudi dei vincitori contro tale ipotesi.\u00a0 Ora vedremo se, come e quanto durer\u00e0 l\u2019accoppiata populista.<\/p>\n<p>Ma qui vogliamo segnalare alcune deformazioni politico sociali che pare sfuggano ai pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all\u2019universit\u00e0 di Torino,\u00a0<\/strong>proprio su questo giornale, aveva ravvisato un salto all\u2019indietro ultra trentennale, nel considerare l\u2019esito delle ultime elezioni politiche: \u201cPer certi versi, l\u2019Italia del 4 marzo \u00e8 l\u2019Italia delle ultime elezioni della prima Repubblica, quelle del 1992. Allora, secondo gli studiosi (Giacomo Sani in particolare), l\u2019Italia era risultata divisa in tre: Padania, egemonizzata dalla Lega (Forza Italia non era ancora nata); Etruria (Regioni rosse), egemonizzata dal Pds; Mezzogiorno, egemonizzato dalla Dc. Oggi \u00e8 sostanzialmente lo stesso, con i Cinque Stelle al posto della Dc. Sul piano del radicamento dei partiti l\u2019unica differenza importante \u00e8 che ora il Mezzogiorno elettorale tende a incorporare anche le Marche\u201d.<\/p>\n<h3><strong><em>Una diffusa etica negativa<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Un\u2019Italia divisa, dove prevale una ricerca del \u201ctirare a campare\u201d alla meglio, per le classi pi\u00f9 deboli, con uno sguardo neanche convinto ai politici, ai quali giunge un voto <em>sub iudice<\/em>: se non c\u2019\u00e8 soddisfazione, la prossima volta si cambia. O non si va neanche a votare.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 senso dello stato, non c\u2019\u00e8 spirito di appartenenza, non c\u2019\u00e8 condivisione di principi e valori<\/strong> che pure sono ben delineati anche nella nostra carta costituzionale. Al contrario, si \u00e8 via via diffusa un\u2019etica negativa, ove sono i disvalori a primeggiare, non solo tollerata ma, anzi, indicata come punto di riferimento in una societ\u00e0 che si annuncia nuova, e lo \u00e8, ma debosciata e inaffidabile in alcuni suoi attori, che dovrebbero essere invece un punto di riferimento in termini di attendibilit\u00e0: molti i politici, ma non pochi anche gli imprenditori e i liberi professionisti, dediti a cercare la soluzione purchessia ma in ogni caso foriera di profitti, anche in termine di immagine, ci mancherebbe!<\/p>\n<p>Sia ben chiaro: la gran parte delle persone si d\u00e0 da fare per far s\u00ec che si possa condurre una vita decorosa e cerca di garantire ai figli un futuro rassicurante. Ma difficolt\u00e0 e economiche, <em>in primis,<\/em> e scarsit\u00e0 di modelli di riferimento non giovano a una pianificazione fiduciosa del domani.<\/p>\n<p>Comunque siamo in presenza di un disfacimento annunciato. Fin dai tempi di <strong>Francesco Guicciardini, storico e politico italiano del XVI secolo<\/strong>. <strong>Roberta de Monticelli, docente di filosofia all\u2019universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele di Milano, <\/strong>nel suo libro <em>La questione morale <\/em>(Raffaello Cortina ed., 2010), con ampi riferimenti a quanto aveva scritto <strong>Francesco Guicciardini, nei suoi <em>Ricord<\/em><\/strong><em>i<\/em>, sottolinea come per il popolo italico appaia \u201ccurioso che \u2018maneggi\u2019 e aspirazione alla \u2018grandezza\u2019 non facciano alcuna differenza, concettuale e morale. Comunque, se poi la politica dell\u2019apparire oltre un certo limite fa un po\u2019 schifo, pazienza: \u2018el contrario ti nuoce\u2019\u201d. E poco oltre la studiosa si sofferma su una considerazione, proprio rilevando un totale disincanto del Guicciardini di fronte ai comportamenti umani, e cio\u00e8 \u201cti stringe il respiro, leggendo le sue pagine, un senso di <em>mancanza di prospettive<\/em>, di ristrettezza della visuale, inchiodata al solo presente: quasi la sola politica possibile, per il governante come per l\u2019uomo comune, fosse quella del giorno per giorno, attenta soprattutto a profittare dei vantaggi a breve termine, nella noncuranza dei loro effetti, per nefasti che siano, a lungo termine\u2026 Riassumendo: rinunciare a vantaggi presenti per evitare grandi mali a chi verr\u00e0 dopo di noi? E chi se ne importa!\u201d. \u201cSembra incredibile, ma questo bel prontuario di regole immorali fa parte del nostro comune DNA, a quanto pare, fin dai primi albori della modernit\u00e0. Molto prima che fosse fatta l\u2019Italia, gli italiani \u2013 o almeno quelli di loro che contavano e si esprimevano \u2013 erano gi\u00e0 fatti cos\u00ec\u201d. Gi\u00e0, e sono fatti cos\u00ec ancora oggi, molti di coloro che pretendo di \u201cguidarci\u201d, di offrirci \u201cstabilit\u00e0, senza pi\u00f9 corruttela\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, qui e ora, non stiamo risolvendo nulla. Con un <em>vulnus <\/em>per la democrazia di ampia portata: i cittadini hanno s\u00ec facolt\u00e0 di esprimere le proprie preferenze affinch\u00e9 si giunga a una composizione del parlamento e quindi del governo. Ma se c\u2019\u00e8 una legge elettorale che, di fatto, rende ingovernabile il Paese perch\u00e9 i due contendenti la palma del vincitore non hanno i numeri per governare \u2013 lo si sapeva gi\u00e0 dai sondaggi\u2026 -, la scelta democratica diviene un esercizio sterile. E il numero degli astenuti cresce.<\/p>\n<h3><strong><em>Quell\u2019articolo 49 della Costituzione<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Lo strumento legislativo per la verit\u00e0 ci sarebbe stato, per far s\u00ec che il percorso di definizione delle Camere divenisse virtuoso. Ce lo ricorda <strong>Ferruccio De Bortoli<\/strong> \u2013 Corriere della Sera, luned\u00ec 7 maggio \u2013 partendo dall\u2019articolo 49 della Costituzione, quello che fa riferimento alla formazione dei partiti \u201cper concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale\u201d. A questo articolo era ispirato il disegno di legge a firma di <strong>Matteo Richetti<\/strong> (Pd). Il ddl era stato approvato alla Camera, ma fu fermato al Senato. Prevedeva, s\u00ec, l\u2019abolizione dei vitalizi \u2013 motivo basilare per lo stop deciso al Senato \u2013 ma prevedeva anche regole per il \u201cfunzionamento degli organi interni\u201d e anche per la \u201cselezione dei candidati\u201d. In buona sostanza, un disegno di legge che si ispirava all\u2019articolo 49 della Costituzione. \u201cOggi ci domandiamo \u2013 sottolinea De Bortoli -, nel pieno di una crisi post elettorale, se una buona attuazione dell\u2019articolo 49 non ci avrebbe aiutato. Non solo nel garantire una maggiore trasparenza dei partiti ma anche nello svelenire e incanalare gli animi nelle lotte di potere. Nel rendere pi\u00f9 consapevoli, di conseguenza, le scelte dei cittadini\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0, le scelte dei cittadini, milioni di voti forse inservibili. <\/strong><\/p>\n<p>Allora: nuovo governo? Forse s\u00ec\u2026 Anzi, vediamo come va. Legge elettorale? Da rivedere, subito\u2026 O quasi. Cos\u00ec il Paese scivola alla deriva con l\u2019incombenza di un Def da presentare in tempi prossimi, con il rischio di un aumento dell\u2019Iva al 25% per il prossimo anno, e un\u2019immagine dell\u2019Italia sempre pi\u00f9 oscurata, rinchiusa in quello \u201cscenario ottocentesco\u201d paventato da Mattarella, senza alcuno sguardo di profondit\u00e0 ma con velleitarie intenzioni di cambiare \u201cradicalmente\u201d il Paese. \u201cInizia la terza Repubblica\u201d, lo slogan pi\u00f9 diffuso. \u201cCercate di promettere un po&#8217; meno di quello che pensate di\u00a0realizzare, se vincete le elezioni\u201d. \u00a0Questo auspicava un vero statista: Alcide De Gasperi. Come stonano quelle parole nella babele politica odierna. Purtroppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco come fare scempio della politica. 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