{"id":7187,"date":"2018-07-02T23:09:19","date_gmt":"2018-07-02T21:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=7187"},"modified":"2020-06-21T13:34:35","modified_gmt":"2020-06-21T11:34:35","slug":"lettura-in-filigrana-della-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/lettura-in-filigrana-della-brexit\/","title":{"rendered":"Lettura in filigrana della Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Analizzata nel suo periodo storico e in riferimento all\u2019euro, la Brexit <strong>\u00e8 un progetto che nasce agli inizi del 2000, con un\u2019anteprima, segnato nel 1997, quando Hong Kong torn\u00f2 ai cinesi<\/strong>. La Gran Bretagna \u2013 potenza coloniale &#8211; dovette riconsegnare a Pechino ci\u00f2 che oggi \u00e8 diventata una regione amministrativa speciale. Ma a Hong Kong \u00e8 rimasta la sede della Hsbc, la Hong Kong Shanghai Banking Corporation una tra le banche pi\u00f9 potenti al mondo, di diritto inglese, col compito di tracciare un anello di congiunzione tra Londra, il Commonwealth e la Cina. Hsbc fu fondata nel 1865 da un finanziere scozzese, Thomas Sutherland, con lo scopo di supportare i traffici mercantili.<\/p>\n<p>Con gli anni 2000 il ruolo di Londra si \u00e8 intensificato sul piano internazionale. Londra ha promosso l\u2019ingresso della Cina (2001) e della Russia (2012) nel Wto, l\u2019organizzazione mondiale del commercio. E sempre gli inglesi hanno consentito che lo yuan renmimbi, la moneta cinese, potesse entrare (settembre 2016) nel paniere delle valute di riserva del Fmi (i diritti speciali di prelievo<strong>). In questi anni Londra ha fortificato i suoi rapporti con la Cina sotto l\u2019aspetto finanziario, sostenendone lo sviluppo sui mercati, favorendo il cambio del renmimbi su Londra e facendo collocare \u2013 alla borsa di Londra \u2013 i titoli denominati in renmimbi (chiamati dim sum). <\/strong><\/p>\n<p>Londra si \u00e8 data il ruolo di intermediario dei capitali cinesi, in prospettiva russi e, gi\u00e0 oggi, arabi. L\u2019altro tassello da comprendere \u00e8 infatti il ruolo che Londra ha voluto e vuole giocare con la finanza araba e con la casa saudita. Per quanto riguarda gli <em>islamic bond<\/em>, Londra ha gi\u00e0 assicurato gli investitori islamici che rispetter\u00e0 i criteri contenuti nella sharia islamica e collocher\u00e0 strumenti idonei al mondo islamico e arabo in particolare. In questo contesto, in particolare, l\u2019Arabia \u00e8 un alleato di Usa e United Kingdom, oltre che di Israele. Dagli anni 2000 i sovrani sauditi hanno acquistato in Inghilterra e a Londra intere catene alberghiere, immobili, uffici, case; hanno inoltre costruito quartieri residenziali e popolari. Insomma, l\u2019economia finanziaria inglese puntava gi\u00e0 da anni a ripristinare un ruolo centrale negli scambi mondiali, dando una nuova visione al Regno Unito, quella di essere il centro dei traffici mondiali est-ovest nel pieno del secolo XXI.<\/p>\n<h3><strong><em>Procedure troppo rigide<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Mancavano per\u00f2 dei nodi da scigliere: 1) il rapporto con l\u2019Unione Europea 2) la libert\u00e0 di accogliere capitali da Paesi sotto osservazione.<\/p>\n<p>Vediamo il primo punto. Per essere libera di agire, Londra aveva e ha bisogno di non essere posta sotto le rigide regole europee. Il diritto inglese \u00e8 per sua natura mercantile, marittimo, internazionale. Le norme e le procedure del Vecchio Continente vanno strette. Gi\u00e0 con Cameron gli inglesi avevano chiesto di sottrarsi alle norma bancarie sul <em>bail-out<\/em> e sul <em>bail-in<\/em>. <strong>In sostanza gli inglesi chiedevano di non essere costretti a pagare il conto dei fallimenti dei Paesi (vedi Grecia) e delle banche (Londra ha sempre pensato alla difficile situazione di istituti come Deutsche Bank).<\/strong> La richiesta di deroghe non \u00e8 mai stata soddisfatta dal momento che i tedeschi hanno sempre cercato di imbrigliare Londra nelle reti normative comunitarie. Londra ha firmato il trattato di Maastricht ma non ha mai aderito all\u2019euro, preferendo una posizione defilata, a tratti ambigua, ma efficace.<\/p>\n<p>Restando nell\u2019Unione, ma senza le clausole rigide, Londra avrebbe potuto essere libera di trafficare ovunque. Uscendo dall\u2019Unione il risultato sarebbe stato lo stesso. \u00c8 una posizione vincente comunque, si dice <em>win-win<\/em>. Qualunque fosse stato il risultato (Brexit o accordo con l\u2019Ue) Londra avrebbe vinto. Con le resistenze europee avanzate da Berlino e da Parigi prima e l\u2019esito della Brexit poi , il Regno Unito si \u00e8 trovato cos\u00ec libero di agire sui mercati internazionali come meglio crede, con una forte alleanza con gli Usa, la Cina, Israele e l\u2019Arabia.<\/p>\n<p>E veniamo al secondo punto, che \u00e8 cruciale anch\u2019esso. <strong>La City londinese \u00e8 da tempo pronta al salto di qualit\u00e0 a cui aspira da molto tempo: diventare la capitale mondiale delle transazioni finanziarie<\/strong>. A Londra si dovranno quotare le azioni e i bond di tutto il mondo: questa \u00e8 la prospettiva. A cominciare dalla Aramco, la societ\u00e0 petrolifera araba. Per la legislazione americana non si possono quotare a Wall Street i titoli delle societ\u00e0 che appartengono a Paesi su cui esiste il fondato sospetto di appoggio alle attivit\u00e0 terroristiche. Cos\u00ec, anche se Usa e Arabia sono alleati sul campo mediorientale, le societ\u00e0 saudite non si possono quotare a New York perch\u00e9 dopo l\u201911 settembre il Paese arabo \u00e8 nella lista di proscrizione per sospette attivit\u00e0 terroristiche contro l\u2019America. Saudi Aramco, la societ\u00e0 petrolifera saudita, si quoter\u00e0 a Londra, un mese dopo la realizzazione della Brexit. Il calendario \u00e8 gi\u00e0 stato fissato, dunque, per l\u2019estate del 2019.<\/p>\n<h3><strong><em>Dati societari trasparenti<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra ragione per cui Aramco si quoter\u00e0 a Londra e non in Europa. Le leggi europee sulla quotazione delle societ\u00e0 energetiche e petrolifere chiedono completa trasparenza sui dati societari, compresa la valutazione delle riserve (che, in pratica, vuole dire quanta ricchezza si nasconde ancora negli immensi giacimenti di petrolio e di gas). Questo dato non \u00e8 mai stato fornito dalla casa reale saudita: \u00e8 il suo segreto di stato che custodisce gelosamente per evitare conflitti con altri Paesi e soprattutto con i propri cittadini, che danno consenso alla casa reale in cambio di un generoso welfare. A Londra la Aramco si potr\u00e0 quotare anche in assenza di trasparenza sui dati.<\/p>\n<p><strong>Ecco in definitiva il piano della Gran Bretagna per il XXI secolo, la sua agenda, dopo e grazie alla Brexit: diventare un paese di riferimento mondiale per tutti i trasferimenti e le transazioni finanziarie e commerciali, denominate in sterline, dollari, rubli, yuan renmimbi e ryal saudita, ma non solo. Anche in euro, ovviamente. <\/strong><\/p>\n<p>In ci\u00f2 la Gran Bretagna sar\u00e0 supportata da un enorme complesso legislativo accomodante su<em>: off-shore, trust, shadow banking, fin-tech.<\/em> In buona sostanza: paradiso fiscale globale, con il Commonwealth che fa da scudo garante di relazioni. Quindi la Gran Bretagna non \u00e8 destinata a quello splendido isolamento dichiarato da qualcuno, ma appare piuttosto ben posizionata di fronte alla nascita di un nuovo equilibrio mondiale, dove l\u2019asse delle relazioni sar\u00e0 il continente euro-asiatico. Che gli Stati Uniti si rafforzino o si indeboliscano, in questo scenario la posizione e il ruolo del Regno Unito sono forti e vincenti. Il Commonwealth \u00e8 una rete di 53 paesi presenti in ogni continente: significa che la bandiera inglese torner\u00e0 a sventolare con forza in ogni punto del pianeta, anche se l\u2019impero economico americano dovesse sprofondare nel declino pi\u00f9 nero.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 pronto per il salto. Grazie al ruolo di intermediazione finanziaria che si giocher\u00e0 a livello globale, Londra sar\u00e0 in grado di attirare ingenti capitali, una parte dei quali servir\u00e0 a riossigenare le industrie e le attivit\u00e0 locali, con benefici anche per l\u2019occupazione inglese. Questo \u00e8 quello che si augurano coloro che hanno progettato la Brexit e coloro che l\u2019hanno, volutamente o meno, sostenuta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analizzata nel suo periodo storico e in riferimento all\u2019euro, la Brexit \u00e8 un progetto che nasce agli inizi del 2000, con un\u2019anteprima, segnato nel 1997, quando Hong Kong torn\u00f2 ai cinesi. La Gran Bretagna \u2013 potenza coloniale &#8211; dovette riconsegnare a Pechino ci\u00f2 che oggi \u00e8 diventata una regione amministrativa speciale. Ma a Hong Kong [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":7189,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"wps_subtitle":"Un progetto nato nel 2000. 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