{"id":7224,"date":"2018-07-14T18:41:55","date_gmt":"2018-07-14T16:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=7224"},"modified":"2020-06-21T13:32:33","modified_gmt":"2020-06-21T11:32:33","slug":"la-natura-morta-un-silenzio-inebriante-e-catartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/la-natura-morta-un-silenzio-inebriante-e-catartico\/","title":{"rendered":"La natura morta: un silenzio inebriante e catartico"},"content":{"rendered":"<p><strong>La natura morta<\/strong>, un soggetto che ha affascinato grandi artisti in differenti epoche, che ha lasciato il segno in straordinarie creazioni pittoriche. La mostra di Torino \u2013 in calendario fino al 20 settembre -, <strong>dedicata ad artisti spagnoli,<\/strong> espone capolavori di inequivocabile rilievo partendo dal Seicento e percorrendo due secoli di ricca produzione artistica. Uno sviluppo costante che ha impegnato artisti come Juan S\u00e1nchez Cot\u00e1n (Orgaz 1560 &#8211; Granada 1627), Juan de Zurbar\u00e1n (1620 &#8211; 1649), Luis Egidio Mel\u00e9ndez (Napoli 1716 &#8211; Madrid 1780), Francisco Goya (Fuendetodos 1746 &#8211; Bordeaux 1828).<\/p>\n<p>Ognuno di essi ha donato all\u2019umanit\u00e0 capolavori irripetibili che, raccolti in un\u2019unica mostra, creano un effetto di una suggestione irripetibile per la sua particolarit\u00e0 e maestosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Juan <\/strong><strong>S\u00e1nchez Cot\u00e1n<\/strong> \u00e8 stato un pittore spagnolo esponente del genere <em>bodegon<\/em>. E\u2019 generalmente considerato il fondatore di questa corrente artistica in Spagna. L\u2019artista, che a 43 anni scelse la vita monastica presso un monastero certosino vicino a Madrid, \u00e8 autore di scene religiose, ritratti e nature morte. Deve la sua fama soprattutto a queste ultime. Fu tra i primi artisti ad avviare un genere che grande seguito avr\u00e0 in futuro, tanto da influenzare e ispirare successivamente Luis Mel\u00e9ndez. Le sue nature morte sono assolutamente semplici, essenziali, senza alcun eccesso.<\/p>\n<p><strong><em>Bodegon<\/em><\/strong> significa cantina, taverna, ma indica il genere pittorico della natura morta in tutte le sue manifestazioni possibili: frutta, verdura, tavole allestite, cacciagione, pesci. Ogni natura morta valorizza aspetti all\u2019apparenza insignificanti della vita quotidiana che rappresentano altro, che allegoricamente ricordano quanto fugace sia l\u2019esistenza, quanto fragili ed effimeri siano i gesti umani. Nonostante questa consapevolezza questi artisti sono alla perenne ricerca di segni tangibili, reali, concreti, minimi dell\u2019agire umano, quasi a voler fermare per sempre, per l\u2019eternit\u00e0, cose e oggetti che di eterno non hanno nulla, di imperituro conservano solo pochi momenti destinati a frangersi contro l\u2019inesorabilit\u00e0 del tempo che scorre.<\/p>\n<p>Pur non contemplando la presenza dell\u2019uomo, le nature morte di questi artisti la rievocano costantemente, declinando tutto l\u2019operato di una umanit\u00e0 tesa al lavoro nei campi, alle fatiche domestiche, agli impegni quotidiani. Sono proprio i dettagli minuscoli di ogni tela che esplicitano tutti i gesti e le azioni che tanta attenzione richiedono. In queste rappresentazioni il tributo degli artisti gratifica indubbiamente le piccole cose, quelle che nella vita e nella storia hanno fatto grande l\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>Juan de Zurbar\u00e1n<\/strong>, pittore barocco spagnolo, mor\u00ec prematuramente all\u2019et\u00e0 di 29 anni. Ha lasciato una testimonianza artistica preziosa. Pur lavorando nel laboratorio del padre a Siviglia, del quale ha sicuramente subito l\u2019influenza, ha realizzato quadri di grande personalit\u00e0 e originalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Luis Mel\u00e9ndez<\/strong>, originario di Napoli, inizialmente allievo del padre miniaturista, studi\u00f2 in seguito a Madrid. Le sue opere, pur trovando ispirazione dagli elementi tradizionali del genere, intrecciano anche influssi di altri grandi pittori coevi. Al Prado di Madrid \u00e8 conservata la sua <em>\u201cNatura morta con limoni\u201d. <\/em>\u00c8 famoso per le nature morte realizzate per il castello di Aranjuez. La sua pittura \u00e8 asciutta, pur avendo ben presenti le magniloquenti tele barocche napoletane. I suoi <em>bodegones<\/em> sono generalmente di piccolo formato, dove la scopo precipuo \u00e8 quello di un chiaro realismo, quasi eccessivo. Rappresenta gli oggetti pi\u00f9 semplici, pi\u00f9 poveri, curando meticolosamente i dettagli fin quasi all\u2019esagerazione. Lo <strong>studio del cromatismo<\/strong> rende su tela il medesimo effetto dell\u2019oggetto reale, che sia legno, metallo o ceramica il materiale da rappresentare. Gli oggetti raffigurati mantengono una chiarezza e un\u2019armonia di forme uniche. Sembra un anticipatore di Goya. L\u2019effetto ottico \u00e8 estremamente preciso.<\/p>\n<p><strong>Francisco Goya<\/strong>, artista poliedrico e di una creativit\u00e0 fuori del comune, ha prodotto, durante la sua lunga esistenza, creazioni che a fatica si possono inserire in una specifica corrente artistica.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 curata da <strong>\u00c1ngel Aterido<\/strong>, professore dell\u2019Universit\u00e0 Complutense di Madrid ed \u00e8 stata allestita grazie ad un accordo tra Bozar\/Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e la collaborazione con Intesa San Paolo.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 articolata seguendo <strong>un itinerario cronologico in\u00a0sette sezioni<\/strong>: le origini (fine Cinquecento), i<em>\u00a0bodegones<\/em>, i\u00a0<em>floreros<\/em>, tavole e cucine, le\u00a0Vanitas,\u00a0il primo Settecento, il gusto accademico e Goya (fino all\u2019inizio dell\u2019Ottocento).<\/p>\n<p><strong>Le opere in mostra sono quaranta<\/strong> e provengono dal Museo del Prado di Madrid, dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dall\u2019Art Museum di San Diego e da altre notevoli collezioni private.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione evidenzia le caratteristiche specifiche della natura morta spagnola e anche i punti di contatto con altri centri europei dove il genere si \u00e8 manifestato: in Italia e nelle Fiandre in particolare.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 viene osservata nella sua contingenza, nella sua essenzialit\u00e0. Nell\u2019immobilit\u00e0 assoluta si coglie l\u2019essenza della vita, la drammaticit\u00e0 dell\u2019esistenza che passa, che lascia comunque un segno che questi grandi artisti \u201cfotografano\u201d facendo quasi \u201cparlare\u201d le proprie tele, quasi a lanciare un grido intriso di tutte le esperienze vitali dell\u2019umanit\u00e0 intera. <strong>Minuscoli particolari<\/strong> tesi a colpire la nostra anima, la nostra fantasia, il nostro passato, le nostre esperienze. Come quando ci si sofferma, durante la lettura di un racconto, a meditare perch\u00e9 \u00e8 sovvenuto un pensiero, un ricordo, un\u2019esperienza del nostro vissuto, assopita ma latente. E allora anche il piccolo indizio del quadro fa riaffiorare nell\u2019acuto osservatore e ammiratore di queste opere, altro, che siano ricordi, esperienze, immagini, emozioni. L\u2019opera ha lasciato il proprio segno, profondo e inconfondibile, ha coinvolto il fruitore e lo ha reso partecipe della medesima sensazione e stato d\u2019animo che ha vissuto il pittore durante la sua creazione, durante la realizzazione di ogni segno sulla tela, un segno che non \u00e8 morto, un segno che vive, che inevitabilmente rievoca, in ogni estimatore sensibile, altre storie, altre vite, altri momenti della natura umana, significativi e assolutamente inestinguibili.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da S\u00e1nchez Cot\u00e1n a Goya\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 20 Giugno 2018 al 30 Settembre 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>TORINO<\/strong><strong>: Galleria Sabauda, Sale Palatine<\/strong><\/p>\n<p>Curatore: \u00c1ngel Aterido &#8211; Enti promotori: MiBACT<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/https:\/\/www.museireali.beniculturali.it\/events\/silenzio-sulla-tela-natura-morta-spagnola-sanchez-cotan-goya\/\"><strong>SITO UFFICIALE<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura morta, un soggetto che ha affascinato grandi artisti in differenti epoche, che ha lasciato il segno in straordinarie creazioni pittoriche. La mostra di Torino \u2013 in calendario fino al 20 settembre -, dedicata ad artisti spagnoli, espone capolavori di inequivocabile rilievo partendo dal Seicento e percorrendo due secoli di ricca produzione artistica. 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