{"id":7562,"date":"2019-02-07T23:46:51","date_gmt":"2019-02-07T22:46:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=7562"},"modified":"2020-06-21T13:21:25","modified_gmt":"2020-06-21T11:21:25","slug":"2019-lanno-della-consulenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/2019-lanno-della-consulenza\/","title":{"rendered":"2019 L\u2019ANNO DELLA CONSULENZA"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019anno in corso potrebbe essere ricordato come l\u2019anno della consulenza. E Milano potrebbe diventare un punto di riferimento europeo per lo sviluppo dei nuovi modelli di business<\/strong>. Tutto ci\u00f2 nonostante il rallentamento dell\u2019economia. Perch\u00e9 quanto sta accadendo all\u2019ombra della Madonnina appare ormai molto chiaramente grazie alle rilevazioni dell\u2019Indice Ifiit.<\/p>\n<p>Ma procediamo con ordine. Da qualche mese si registra tra gli imprenditori un diffuso senso di insoddisfazione, dettato dalla compresenza di alcuni fattori. Alcuni sono esterni e dipendono dalla criticit\u00e0 del quadro geopolitico, dalla ciclicit\u00e0 dei mercati. Altri sono interni, come il quadro normativo e burocratico che, in Italia, accanto alla pressione fiscale, sono freni allo sviluppo. Gli economisti e gli studiosi classificano questi elementi come fattori critici esogeni e endogeni.<\/p>\n<p><strong>Tuttavia c\u2019\u00e8 un altro livello da esplorare ed \u00e8 quello legato alla struttura organizzativa e al modello di business, che sono poi strettamente connessi alla tecnologia.<\/strong><\/p>\n<p>Bene, una parte sempre pi\u00f9 consistente della base imprenditoriale si \u00e8 resa conto che il modello produttivo tradizionale, con capannone e direttore di produzione, sta per essere superato \u2013 se gi\u00e0 non \u00e8 stato fatto \u2013 da un\u2019altra visione, dove a detenere lo scettro delle decisioni \u00e8 colui che elabora strategicamente i grandi dati che provengono dal mercato. Big Data e Internet of Things, solo per fare gli esempi di due nuove tecnologie, sono infatti in grado di modificare gli assetti conoscitivi e decisionali dell\u2019impresa. Una considerazione di cui molti operatori sono consapevoli, anche se non sempre ben informati e aggiornati: da qui i dubbi, la perplessit\u00e0 e il senso di frustrazione.<\/p>\n<p><strong>Vediamo le tappe del cambiamento attraverso tre spaccati temporali. <\/strong><\/p>\n<p>Negli anni \u201960 l\u2019industriale faceva progettare ai creativi i prodotti, immaginati da lui o dal suo entourage, e poi li realizzava su larga scala attraverso i processi produttivi, al fine di vendere i frutti dell\u2019ingegno sul mercato attraverso una rete commerciale fisica.<\/p>\n<p>Negli anni \u201990 i modelli produttivi hanno insistito sull\u2019automazione industriale e sulla gestione pi\u00f9 sofisticata della contabilit\u00e0 e dei flussi di cassa. Nel primo caso il potere decisionale aziendale era nelle mani del titolare e del direttore di produzione. Nel secondo caso i direttori finanziari e i direttori dei sistemi Ict \u2013 le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione &#8211; hanno preso pi\u00f9 potere andando a pareggiare il ruolo e il peso dei direttori di produzione e dei direttori commerciali.<\/p>\n<h3><em>Intelligenza artificiale: una rivoluzione<\/em><\/h3>\n<p>Ora vediamo la terza stagione, che \u00e8 poi quella attuale. Con la rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale applicata alle reti, ai mercati, alla produzione, si \u00e8 creata una nuova sfera di competenze, che sono legate ad algoritmi, a conoscenze matematiche e a modellistiche previsionali. Il mondo del Big Data \u00e8 in grado di testare e interpretare \u2013 istante per istante \u2013 ci\u00f2 che il mercato vuole, nelle sue varie sfaccettature geografiche, culturali, folcloristiche, etniche. La produzione non precede la vendita. Casomai il flusso procede al contrario: dall\u2019intelligenza profonda del mercato nascono idee e progetti che vengono suggeriti \u2013 quasi automaticamente \u2013 ai creativi dell\u2019azienda, che poi indicano alla produzione come comportarsi.<\/p>\n<p>In questo rinnovato quadro il direttore di stabilimento diventa un\u2019appendice funzionale della scelta strategica che, paradossalmente, non \u00e8 pi\u00f9 interna all\u2019azienda, in quanto sempre pi\u00f9 spesso proviene dall\u2019esterno. A ci\u00f2 si aggiunga che i processi produttivi, sempre pi\u00f9 automatizzati e interconnessi, vengono a costituire uno scheletro base, su cui viene edificato un processo dinamico e efficiente al fine di generare prodotti finiti su base personalizzata e non pi\u00f9 standardizzata. Le stampanti a tre dimensioni \u2013 nella rete dell\u2019impresa nuova, basata su dati e conoscenza &#8211; sono collegate all\u2019ufficio progetti, che \u00e8 a sua volta collegato con le banche dati del network di esperti, collaboratori interni e consulenti esterni, in grado di suggerire, completare, perfezionare.<\/p>\n<p><strong>La fabbrica cambia pelle, il capannone non \u00e8 pi\u00f9 il luogo esclusivo del pensare e dell\u2019agire innovativo.<\/strong> Anche perch\u00e9, a loro volta, i macchinari possono essere presi a prestito, dislocati in altre sedi: possono essere persino noleggiati e grazie ai sistemi <em>software<\/em> esperti che li governano, anche le banche, che magari hanno concesso un fido o erogato un prestito, sono in grado di verificare in via remota quanto e come sta lavorando quella particolare filiera produttiva. La produttivit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un mistero, neanche per i finanziatori e gli investitori, che sono in grado di verificare, momento per momento, il grado di intensit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Il Progetto Industria 4.0 ha contribuito a modificare la struttura e la reticolazione del tessuto produttivo italiano: ha facilitato il passaggio ad un modello innovativo dove le nuove tecnologie integrate tra loro hanno dato vita a un salto quantico della struttura organizzativa. Tuttavia gli industriali concordano su una considerazione e cio\u00e8 che tutto ci\u00f2 sia potuto accadere perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata la leva delle agevolazioni fiscali. Sono stati gli incentivi, come l\u2019iper-ammortamento e le deduzioni fiscali, ad aver favorito la diffusione del nuovo modello d\u2019impresa. Che si \u00e8 in realt\u00e0 concretizzato solo in parte, perch\u00e9 molte aziende sono ora alla ricerca di nuove figure tecniche \u2013 che non esistono ancora \u2013 per far funzionare i processi.<\/p>\n<h3><em>L\u2019impresa laboratorio<\/em><\/h3>\n<p>Le nuove figure non sono operai, non sono ingegneri, non sono tecnici. Sono per\u00f2 un po\u2019 di tutto questo, perch\u00e9 non lavorano e non lavoreranno con tute blu su catene di montaggio oleose per i lubrificanti impiegati, ma saranno in camice bianco a governare stampanti tridimensionali, faranno controlli di qualit\u00e0, leggeranno e interpreteranno dati sui display, dovranno fermare o rallentare la produzione in presenza di problemi emergenti. Sono i nuovi tecnici dell\u2019impresa-laboratorio, flessibile, versatile, duttile, piena di conoscenza e di discipline, dove i livelli di responsabilit\u00e0 non sono scalari e gerarchici, quanto piuttosto a rete e condivisi.<\/p>\n<p>Se andiamo a guardare, anche il mondo bancario sta attraversando un cambiamento epocale. Dall\u2019istituto di credito di tipo fisico, basato sulla diffusione capillare di sportelli e impiegati, si \u00e8 passati negli anni \u201990 alla creazione di servizi bancari intorno a reti di promotori informatizzati: ora l\u2019attivit\u00e0 bancaria si svolge attraverso I-Phone, con cui si fanno operazioni tra le pi\u00f9 varie. \u00c8 il tempo in cui si paga con la carta di credito contactless il servizio di trasporti urbano, la spesa al supermercato o il pieno di carburante dal benzinaio. Ci sono sistemi di pagamento elettronici, la borsa \u00e8 on-line, come i servizi di consulenza finanziaria per gli investimenti.<\/p>\n<p>\u00c8 il mondo del fintech, che porta la banca nel cellulare e che rende obsoleti i vecchi processi. Le monete elettroniche e i bitcoin agganciati alla blockchain sono le nuove frontiere della tecnologia, su cui grandi colossi come Ibm, Jp Morgan e Goldman Sachs stanno investendo significative quantit\u00e0 di risorse. Contratti, polizze, atti notarili, accordi commerciali, visure. Tutto passer\u00e0 in forma digitalizzata attraverso le nuove infrastrutture come la blockchain o come altre formule che la ricerca riuscir\u00e0 a individuare.<\/p>\n<p><strong>Il mondo dell\u2019economia sta cambiando il proprio Dna.<\/strong> La trasformazione avviene dall\u2019interno, in modo profondo, perch\u00e9 fuori, nel mondo \u00e8 in corso una rivoluzione\/trasformazione per la prevalenza del dato numerico sul concetto di luogo di produzione. La geografia locale viene ribaltata e modificata dalla nuova economia dell\u2019algoritmo, che si fa eterea, trasparente, vaporosa, eppure cos\u00ec pervasiva, diffusa, onnipresente.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il \u201cluogo\u201d fisico, definito, perimetrato, con le sue divisioni in reparti nella fabbrica o nella banca dove il dominio \u00e8 assegnato alle applicazioni dell\u2019intelligenza digitale. L\u2019economia diventa allora fluida e funzionale e la ricchezza si sposta \u2013 e si sposter\u00e0 ancora &#8211; verso coloro che sapranno creare piattaforme, algoritmi di controllo, sistemi esperti per prevedere il futuro e adeguare il presente.<\/p>\n<p>Il cambiamento non pu\u00f2 essere governato dall\u2019interno delle strutture, occorre un gioco multidisciplinare a 360 gradi.<\/p>\n<p><strong>Il piccolo imprenditore che voglia innovare e che voglia ingrandirsi pu\u00f2 farlo non perch\u00e9 ha dalla sua gli incentivi fiscali, ma perch\u00e9 vede un futuro dove l\u2019integrazione delle funzioni aziendali viene fatta su un piano pi\u00f9 alto, conoscitivo, che tenga conto del nuovo contesto mondiale. E che sviluppi un modello tecnologicamente consono alle nuove sfide.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019e-commerce ha cambiato il marketing e il retail, ha modificato il senso della propriet\u00e0. Piattaforme come AirB&amp;B nascono dall\u2019idea di utilizzare ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste per un noleggio temporaneo. Il servizio \u00e8 il centro dell\u2019attivit\u00e0 futura. Lo aveva compreso anni fa Trigano con il suo Club M\u00e9diterran\u00e9e, dove la vita nei villaggi turistici si trascorreva senza denaro, ma condividendo tempo e risorse per il tempo prestabilito.<\/p>\n<p>Alcuni produttori di auto si stanno attrezzando per fornire un servizio di mobilit\u00e0 completo, con cui il cliente sia alla guida di una <em>city car<\/em> elettrica dal luned\u00ec al venerd\u00ec per gli spostamenti urbani di lavoro, salvo poi godersi il Suv nel fine settimana per andare in montagna, o una berlina spaziosa di lusso per una gita fuoriporta con la famiglia. Il tutto al costo mensile frutto di una convenzione dove il cliente non ha pi\u00f9 problemi di manutenzione, tagliandi, parcheggi e quant\u2019altro.<\/p>\n<h3><em>Le banche e il processo di trasformazione<\/em><\/h3>\n<p>Come rispondere a tutte queste nuove sfide se aziende, banche, costruttori e imprenditori non hanno le risposte interne? \u00c8 semplice. C\u2019\u00e8 la consulenza. E le grandi case di <em>consulting<\/em> lo hanno capito da tempo e si sono attrezzate. Il tessuto produttivo italiano \u00e8 caratterizzato da una miriade sterminata di piccole e medie imprese che sono o saranno nella necessit\u00e0 di cambiare struttura organizzativa e mentalit\u00e0. Non solo, ci sono banche che devono gestire un processo di trasformazione delicatissimo <strong>(si pensi a Banca Intesa che sta pianificando la migrazione verso un modello fintech e che ha messo a budget risorse per 2,1 miliardi di euro al fine di soddisfare questo passaggio).<\/strong><\/p>\n<p>In quest\u2019ottica hanno rinforzato le loro strutture in Italia realt\u00e0 come McKinsey, Boston Consulting Group, Accenture. Sull\u2019aspetto contabile e finanziario non sono state da meno realt\u00e0 come Deloitte, Ernst &amp; Young, Price Waterhouse Coopers. Queste realt\u00e0 hanno fiutato da tempo il nuovo vento di tendenze e di affari. A Milano hanno assunto nuovo personale, cercando ingegneri, matematici, informatici, economisti, contabili, ma anche filosofi della scienza e del linguaggio. Lo stesso ha fatto un gruppo come Ibm, che ora punta anche sulla sanit\u00e0 e sulla ricerca genomica: anche queste nuove frontiere dove la ricerca e l\u2019industria trovano un naturale connubio.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della presenza delle grandi multinazionali sono nate e si sono sviluppate anche novit\u00e0 nostrane, consulenti esperti di tradizione italiana. Si pensi a realt\u00e0 come Be, societ\u00e0 quotata in borsa e che oggi vanta presenze in quasi tutti gli altri Paesi europei, o a Bip, una societ\u00e0 di consulenza fondata da un gruppo di connazionali e che nel giro di pochi anni \u00e8 arrivata ad assumere duemila persone. Poi ci sono le boutique della consulenza, piccole realt\u00e0 ma efficacissime, orientate all\u2019alta direzione, come la Osculati &amp; Partners.<\/p>\n<p>Questi nomi sono sempre pi\u00f9 robusti e significativi in Italia, insieme a tante altre realt\u00e0 di consulenza, medie e minori, sensibili al cambiamento e desiderose di dare risposte adeguate. Siamo certi che nascer\u00e0 anche una filiera di nuovi formatori, che avranno come target sia gli industriali, i bancari, ma anche gli stessi consulenti, perch\u00e9 sar\u00e0 condivisa o circolare non solo l\u2019economia, ma prima di tutto la conoscenza.<\/p>\n<p>E in questo quadro Milano sta giocando un ruolo rilevantissimo. \u00c8 la citt\u00e0 dove si concentra il maggior numero di societ\u00e0 di consulenza e di consulenti. La metropoli meneghina \u00e8 la capitale di questo rinnovamento e se sapr\u00e0 sfruttare questo momento cos\u00ec estrinsecamente rischioso quanto intrinsecamente magico, diventer\u00e0 un faro per l\u2019intero Paese. Ora il mini-boom economico \u00e8 solo per Milano, ma in futuro potrebbe allargarsi a macchia d\u2019olio. L\u2019Italia \u00e8 un parco tecnologico vivente dove si trovano imprese d\u2019eccellenza di ogni ordine e grado in diversificati settori. Queste realt\u00e0 gi\u00e0 esistenti sono le vere start-up da far crescere. Il mondo della consulenza forse lo ha capito da tempo e silenziosamente e sottilmente agisce con lungimiranza e circospezione. Basta leggere la realt\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 in profondit\u00e0 e, come nel mare, si comprende che la forza non \u00e8 nell\u2019effimera cresta dell\u2019onda, ma nelle correnti pi\u00f9 profonde, dalla perdurante portata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/2-2019-Report-Ifiit-febbraio-2019-nr-136-Copia.pdf\"><strong>Continua a leggere gli altri articoli<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anno in corso potrebbe essere ricordato come l\u2019anno della consulenza. E Milano potrebbe diventare un punto di riferimento europeo per lo sviluppo dei nuovi modelli di business. Tutto ci\u00f2 nonostante il rallentamento dell\u2019economia. 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