{"id":8117,"date":"2020-05-08T12:59:53","date_gmt":"2020-05-08T10:59:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/?p=8117"},"modified":"2020-06-19T13:36:35","modified_gmt":"2020-06-19T11:36:35","slug":"paolo-taveggia-quando-conquistai-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvelodimaya.eu\/bulgaria\/paolo-taveggia-quando-conquistai-gli-usa\/","title":{"rendered":"PAOLO TAVEGGIA: QUANDO \u201cCONQUISTAI\u201d GLI USA"},"content":{"rendered":"<p>Lo sport ce l\u2019ha nel sangue. A 27 anni era gi\u00e0 responsabile dei programmi sportivi di Mediaset. Poi\u2026 poi il Milan: dal 1986 al 1993 direttore organizzativo. Si \u00e8 seduto in panchina a fianco di Niels Liedholm, Arrigo Sacchi, Fabio Capello. Ha conosciuto i fasti del Milan del trio degli olandesi: Van Basten, Rijkaard, Gullit.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 un capitolo fondamentale nella carriera professionale di Paolo Taveggia che molti, troppi, hanno dimenticato: fra il 1993 e la fine del 1994 ha fornito un apporto decisivo nell\u2019organizzazione della Major Soccer League, dopo essersi fatto conoscere e apprezzare come responsabile media ai mondiali di calcio Usa del \u2018 94 <\/strong>\u00a0(Fifa Media Delegate World Cup Usa \u201894).<\/p>\n<p>Lasciamo al diretto interessato aneddoti e ricordi di chi si \u00e8 fatto conoscere e apprezzare per la propria professionalit\u00e0 e per la correttezza. Gi\u00e0, la correttezza\u2026 quella che manca anche a certi attori del calcio.<\/p>\n<p><strong>\u201cAvevo dieci anni, si svolgevano i mondiali di calcio in Cile e l\u2019Italia incontr\u00f2 proprio i padroni di casa. Arbitrava un certo Ken Aston, scozzese. Ne combin\u00f2 di tutti i colori: i cileni picchiavano e noi reagendo subivamo le espulsioni. Fin\u00ec 2 a 0 per i cileni, ma segnarono la prima rete solo a un quarto d\u2019ora dalla fine con l\u2019Italia in nove. Quella notte non dormii, continuavo a chiedermi com\u2019era possibile che in un campionato del mondo si potesse assistere a uno spettacolo cos\u00ec indecoroso\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMa veniamo a ricordi lieti. Nel 1993 ero gi\u00e0 negli Stati Uniti, la mia idea era quella di far svolgere la finale di Supercoppa italiana all\u2019estero (la partita vede di fronte la squadra che ha vinto il campionato e quella che si \u00e8 aggiudicata la Coppa Italia, <em>ndr<\/em>), cominciando proprio dagli Stati Uniti, che l\u2019anno dopo avrebbero ospitato i mondiali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMi furono di grande aiuto, in questa prima fase, <strong>Charlie Stillitano<\/strong>, dirigente sportivo, direttore all\u2019epoca della sede del Giants Stadium ai Mondiali del 1994, e <strong>Tony Renis<\/strong>, proprio lui, il cantante: svolse un\u2019attivit\u00e0 di pubbliche relazioni di grande efficacia. <strong>Perch\u00e9 a me non interessavano i soldi, bens\u00ec essere strategico e portare qualcosa di significativo dall\u2019Italia negli Usa,<\/strong> a Washington. Riuscimmo a suscitare l\u2019interesse di giornalisti, dirigenti sportivi, osservatori. Devo dire che all\u2019inizio gli americani ci guardavano se non con sospetto con un po\u2019 di sussiego, poi nel giro di due mesi tutto si chiar\u00ec e compresero la validit\u00e0 del progetto, proprio in vista dei Mondiali \u201994\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPotei noleggiare un 747. Giocatori, giornalisti, gli esponenti della Lega calcio e della Federazione, con rispettivi coniugi\u2026 tutti imbarcati. <strong>A Washington affittai quattro alberghi e tre ristoranti.<\/strong> Sempre con il prezioso affiancamento di Tony Renis<strong>: si occupava anche di chi volesse andare a visitare la Casa Bianca oppure lo Smithsonian Institute. E di chi voleva semplicemente fare un giro in citt\u00e0, anche per lo shopping\u2026<\/strong> Insomma, gli americani videro cosa eravamo in grado di organizzare e ci conquistammo le simpatie. Avevamo accolto la proposta che arbitro e guardalinee fossero americani. La partita si disput\u00f2 il 21 agosto\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1993\">1993<\/a>\u00a0al\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Robert_F._Kennedy_Memorial_Stadium\">Robert F. Kennedy Memorial Stadium<\/a>\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Washington\">Washington<\/a>\u00a0tra Milan e Torino. Il Milan vinse per 1 a zero, segn\u00f2 Marco Simone. Fra sponsor, diritti televisivi, merchandising, spettatori paganti (furono 38mila) \u2013 c\u2019erano 10mila bambini non paganti \u2013 furono incassati 2,2 milioni di dollari. Al Milan and\u00f2 un miliardo di lire, al Torino 800 milioni. L\u2019anno prima, in tutto, si era arrivati a 600 milioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cFu un successo. Ricevetti una lettera di complimenti anche dal presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPoi, finiti i mondiali, mi fermai negli Stati Uniti e, forte di questa esperienza e di tutti i contatti ormai consolidati, <strong>li aiutai a organizzare quella che divenne la Major Soccer League, il campionato di calcio americano della loro serie A. Una grande soddisfazione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLasciai gli States nel dicembre 1994. E intrapresi nuove avventure\u2026 ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. Il Milan? Lo porto sempre nel cuore. Il giocatore preferito? Marco Van Basten: mai visto un fuoriclasse cos\u00ec\u201d. Gi\u00e0\u2026 e chiss\u00e0 quando se ne rivedr\u00e0 un altro, al Milan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sport ce l\u2019ha nel sangue. A 27 anni era gi\u00e0 responsabile dei programmi sportivi di Mediaset. Poi\u2026 poi il Milan: dal 1986 al 1993 direttore organizzativo. 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