KAZAN, CITTÀ MULTIETNICA
“CALDERONE” DI OPERATORI

Durante la crisi dell’ultimo decennio molti hanno cercato opportunità nell’Europa occidentale, ma c’è anche chi ha rivolto il proprio sguardo verso est. La capitale poco conosciuta di Tatarstan, una delle repubbliche russe, ha attratto molti operatori nei settori meccanico e petrolchimico
KAZAN, CITTÀ MULTIETNICA<br> “CALDERONE” DI OPERATORI

KAZAN – La moschea Kul Sharif, la via pedonale Baumana, la Casa della famiglia.

di OLGA GEORGIEVA

A Kazan e Naberezhniye Chelny (240 km da Kazan) vivono e lavorano molti stranieri, sopratutto tedeschi e turchi. Il famoso “Kamaz” – autocarro russo – si produce a Naberezhniye Chelny, qui vengono trasferite le fabbriche di gran parte delle case automobilistiche dell’Europa occidentale.

 A Kazan si trovano la grande società petrolifere Tatneft е uno dei più grandi impianti di elicotteri in Russia. Qui vengono prodotti anche i famosi orologi russi “Vostok”.

Tatarstan è attraente per gli investitori esteri per via degli incentivi fiscali (molto ridotte l’imposta fondiaria e l’imposta sul reddito), con un alto potenziale di crescita dei consumi, le misure speciali a sostegno di grandi progetti da parte del governo, le condizioni economiche favorevoli, compresi bassi costi di produzione, basso costo dei progetti di investimento, elevato ritorno sull’investimento. Due terzi delle imprese a Kazan hanno investimenti esteri.

Nel 2005, è stato celebrato il 1000° anniversario di Kazan. Oggi, Kazan è una capitale moderna, una delle tredici città più grandi della Russia, con popolazione di oltre 1 milione di persone. È particolarmente bella di notte, splendidamente illuminata, spaziosa, con due grandi fiumi, Volga e Kazanka, con edifici moderni e storici, grandi complessi sportivi e stadi. Ma le luci del Cremlino di Kazan, gli enormi minareti fiabeschi blu turchese di Kul Sharif e la Casa della Famiglia di colori giallo e viola con forma di tino sono le più impressionanti.

“Sono un musulmano tartaro e mia moglie è cristiana. I nostri figli sceglieranno la propria religione quando cresceranno”, dice il tassista biondo e dagli occhi azzurri che mi sta guidando  verso la via pedonale Baumana e l’Orologio degli innamorati. Kazan è buon esempio di convivenza tra musulmani e cristiani di oltre 101 nazionalità: i principali gruppi etnici sono tartari, russi, chuvashi, udmurti, ucraini, baschiri. I tartari predominano, ma i loro antenati sono le antiche tribù bulgare.

Il cuore della città è il centro storico con la via Baumana, che inizia dalla collina del Cremlino di Kazan (il simbolo della città) e termina presso la piazza con l’Orologio degli innamorati. La via pedonale ospita case private e edifici pubblici con una ricca storia, piacevoli caffè e negozi di souvenir. L’architettura è una miscela caotica di stili, ma proprio questa conferisce un fascino unico alla zona. Qui si trova una piramide particolare di pietra, che la gente chiama “l’ombelico della terra tartara, il chilometro zero di Kazan. Ci sono anche strane statue e fontane con personaggi storici o fiabeschi, е vicino alla piazza un campanile bellissimo, l’edificio più alto nell centro storico.

Costruito in pietra e mattoni, il Cremlino di Kazan sul fiume Kazanka era una delle fortezze più inaccessibili in Russia. Le sue mura e torri furono costruite per ordine di Ivan Grozny dal 1556 fino al 1562. Nel complesso architettonico circondato da mura della fortezza ci sono memoriali di due grandi religioni: l’islam e il cristianesimo. Sono ben conservati la Cattedrale Blagoveshchensk e la chiesa del Palazzo, la moschea Kul Sharif restaurata nel 1997-2005. Qui troviamo anche il Palazzo del Governatore e numerosi musei. La moschea intitolata al teologo musulmano ed educatore Kul Sharif è incredibilmente bella sia all’esterno che all’interno. Ricrea la moschea Al Kabir, che è stata demolita molti secoli fa, nella vecchia città Bulgar. La sua forma architettonica è anche associata al cappello di Kazan, la corona degli chan, portata a Mosca dopo la caduta di Kazan. Nel layout dell’edificio dominano i motivi dei tulipani, un antico simbolo bulgaro di rinascita e prosperità.

Le lingue ufficiali di Kazan e di tutto il Tatarstan sono il russo e il tartaro, ma a poco a poco il tartaro viene dimenticato dalle nuove generazioni, il tartaro si parla solo a casa con gli anziani. Non è obbligatorio nemmeno a scuola, ma lo si vede scritto ovunque insieme al russo.

La cucina tatara si basa sulle tradizioni etniche degli antichi bulgari, ma è influenzata dai russi e dalle cucine delle nazioni dell’Asia centrale. Però i piatti  tipici tatari sono i prodotti da forno, di solito ripieni di ingredienti dolci o salati. Per esempio:  purea di patatе. Oppure riso bollito, frutta secca, formaggio, uova sode e carne arrostita. A volte anche il miele.

E come in quasi tutto il mondo, ci sono tantissimi ristoranti e pizzerie italiani, molto apprezzati per la qualità della cucina.

Ci sono molte leggende sull’origine e il nome della città. La leggenda più comune deriva il suo nome dalla parola bulgara Kazan (calderone). La leggenda racconta che il figlio maggiore di uno dei capi bulgari, Khan Altynbek, per sfuggire alla persecuzione dei Mongoli, era sulle rive di un fiume sconosciuto. Ordinò al servitore di portare l’acqua in un calderone d’oro. La riva era molto ripida, e il servo, attingendo l’acqua, lasciò cadere casualmente il calderone nel fiume. Questa perdita fu percepita come un segno per stabilirsi qui. Il fiume fu chiamato Kazan e anche la città che fu costruita sulle sue rive.

Con la forma di calderone è stata costruita la Casa della famiglia. Il colore di Kazan è il blu turchese, ma questa è una città molto colorata e particolare e non assomiglia a nessun’altra in Russia.

A Kazan si trova ancora uno complesso architettonico unico: il tempio di tutte le religioni. Le sue cupole splendide e luminose si stagliano sullo sfondo del fiume Volga, alla periferia della città. La costruzione è iniziata nel 1994 da un’idea e con il finanziamento dell’artista Ildar Mansaveevich Hanov. Il complesso include una chiesa ortodossa, una cattolica, una moschea musulmana, una sinagoga ebraica, un tempio buddista, una pagoda cinese e una serie di elementi simbolici di diverse religioni del mondo, tra cui le civiltà estinte. Sono solo monumenti architettonici, non svolgono servizi e riti religiosi. Ma il messaggio del progetto originale è chiaro: possiamo tutti vivere insieme in pace.

 

 

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