EDITORIALE

 

Quel velo da sollevare per (ri)scoprire il reale

Arthur-Schopenhauer-fotoritratto

di Paolo Corticelli

Questo giornale telematico nasce con l’intento di offrire una possibilità di scambio di idee, informazioni, notizie, nonché dei loro approfondimenti. Si dirà: nulla di nuovo, molti si propongono così. Vero, ma fino a un certo punto. Innanzitutto saranno ospitati messaggi, siano essi articoli, inchieste o semplici pareri, che non risultino offensivi e lesivi dell’altrui reputazione, scevri da qualsiasi volgarità o espressione ingiuriosa: di questo tipo di “letteratura” ve n’è in abbondanza. Senz’altro è totale la facoltà di critica, per un’autentica libera espressione di idee quale è sancita anche dalla nostra carta costituzionale.

Ci si rivolge pertanto a chi è stanco, deluso, annoiato, contrariato dalla volgarità e dalle contumelie che affollano non soltanto blog e media in generale, ma anche i dibattiti televisivi, “salotti” che talora si trasformano in veri e propri ring senza esclusione di colpi. Da notare, per altro, che in televisione compare una sorta di compagnia di giro composta da qualche decina di persone in media – politici, avvocati, giornalisti, criminologi, belloccia (o belloccio) di turno, qualche docente universitario, artisti, uomini e donne in cerca dell’anima gemella, e via dicendo – che praticamente è sempre la stessa, anche cambiando canale o emittente. Un tema questo che sarà oggetto di una nostra indagine. Fra l’altro, è stato già sottolineato come in talune trasmissioni vi sia un florilegio di insulsaggini in un crescendo delle voci che divengono urla e strepiti, così non si comprende più nulla con persone (personaggi) che danno solo spettacolo di loro stessi.

Veniamo al nome di questo blog. Il velo di Maya deriva dalla cultura induista, ripresa da Arthur Schopenhauer, grande filosofo idealista del XIX secolo, uno dei pensatori di maggiore evidenza nel panorama filosofico occidentale moderno.
L’uso che ne fa Schopenhauer è però molto diverso dal significato originale della cultura induista. Per Schopenhauer il velo di Maya rappresenta ciò che nasconde la realtà delle cose. Schopenhauer afferma che bisogna strappare quel velo. Solo in questo modo l’uomo potrà conoscere il mondo. Il velo va strappato tramite le tre vie di redenzione dal dolore. Si tratta delle tre strade che possono sconfiggere il dolore e l’ignoranza dell’uomo. Esse sono l’arte, la pietà e l’ascesi. Secondo Schopenhauer la vita dell’uomo è infatti come un pendolo che oscilla tra la noia e il dolore.

Ecco, anche noi, grazie agli scritti che compariranno di volta in volta, cercheremo di sollevare questo velo che nasconde la realtà anche nei suoi risvolti più negativi, la menzogna, l’inganno, il sopruso.
Ma c’è da sottolineare anche un altro aspetto. Nel mondo intermediatico in cui viviamo si ha l’impressione di comprendere tutto, immediatamente, in quanto si ha la sensazione di trovarsi di fronte a disvelamenti del reale che così diviene apodittico, inconfutabile, mentre una volta di più a tradirci è la superficialità dell’osservazione, la mancata rielaborazione di ciò che vediamo, sentiamo… Il velo di Maya ci è calato sugli occhi.

Con questo spirito iniziamo il nostro percorso, affinché sia foriero di informazioni, commenti, consigli interessanti, appropriati, e senz’altro talvolta critici. L’invito a contribuire con scritti e immagini è rivolto a tutti. In un aiuto solidale a sollevare quel velo.