IMMOBILI: GESTIONE STRATEGICA CON L’AFFIANCAMENTO DI CONSULENTI
Il tutto per un’oculata valorizzazione delle strutture, case o capannoni. Ne parla Emanuele Barbera, presidente di Fiabci Italia, la federazione internazionale degli agenti immobiliari
Casa dolce casa. Per chi ce l’ha, anche se affidarsi a una progressiva valorizzazione dell’immobile, come fanno ancora la maggior parte dei proprietari, non sembra essere una soluzione oculata. Parliamo del mercato immobiliare con Emanuele Barbera, presidente di Fiabci Italia, la federazione internazionale degli agenti immobiliari.
Dottor Barbera, come si è modificato il mercato immobiliare?
“Negli ultimi anni il settore immobiliare ha vissuto profonde trasformazioni. L’aumento dei costi di gestione, l’evoluzione delle esigenze abitative, le nuove normative energetiche e una maggiore selettività della domanda hanno modificato radicalmente il concetto stesso di investimento immobiliare.
Oggi la differenza non la fa tanto il possesso dell’immobile, quanto la sua gestione strategica”.
In cosa consiste la gestione strategica?
“Per decenni l’approccio prevalente è stato quello conservativo: acquistare un immobile e mantenerlo nel tempo confidando nell’aumento naturale dei valori di mercato. Oggi questa strategia non sempre produce i risultati attesi.
Un patrimonio immobiliare necessita di una gestione attiva e professionale, capace di individuare opportunità di valorizzazione, miglioramento della redditività e ottimizzazione fiscale.
Interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazioni mirate, frazionamenti, cambi di destinazione d’uso o semplicemente una diversa strategia di locazione possono incidere significativamente sia sul valore dell’immobile sia sul rendimento generato”.
Quindi non è una semplice “occhiata” al valore dell’immobile?
“No, è qualcosa di più. Molti proprietari valutano il proprio patrimonio esclusivamente sulla base del valore commerciale degli immobili.
In realtà un indicatore sempre più importante è rappresentato dalla capacità di produrre reddito.
Un appartamento sottoutilizzato, una seconda casa lasciata vuota per lunghi periodi o un immobile commerciale con canoni non aggiornati rappresentano spesso opportunità inesplorate”.
E quindi…
“La risposta è la gestione immobiliare moderna con una visione che va oltre la semplice compravendita. Ogni immobile dovrebbe essere inserito all’interno di una strategia patrimoniale più ampia, capace di considerare obiettivi familiari, successione, fiscalità, redditività e prospettive future del mercato. La consulenza di esperti, e ce ne sono, diviene fondamentale”.
Può fare qualche esempio?
“Certo. Un caso frequente riguarda gli appartamenti di ampia metratura ricevuti in eredità o detenuti da tempo, per i quali può essere valutata, con il supporto, come dicevo, di professionisti specializzati, l’ipotesi di un frazionamento. In determinate condizioni, questa operazione può aumentare il valore complessivo dell’investimento e generare più flussi reddituali distinti attraverso la locazione.
Situazioni analoghe riguardano immobili obsoleti che, dopo interventi di riqualificazione, riescono a intercettare una domanda più qualificata e a ottenere valori di mercato superiori rispetto alle aspettative iniziali”.

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