EMOZIONE, TERRITORIO E IDENTITÀ NEL MONDO DEL VINO

La strategia di Roberta Marchese Ragona per valorizzare il vino italiano sui mercati internazionali

Il vino non è soltanto un prodotto: è cultura, identità e visione imprenditoriale. In un mercato globale sempre più competitivo, valorizzare un’etichetta significa saper raccontare il territorio da cui nasce, trasformando ogni bottiglia in un’esperienza capace di generare connessioni e opportunità.

Roberta Marchese Ragona, Wine Ambassador siciliana, promuove le eccellenze vitivinicole italiane tra Italia e Spagna, creando ponti strategici tra produttori, buyer e distributori. Attraverso masterclass ed eventi di respiro internazionale, sviluppa relazioni qualificate e opportunità concrete di business ed export. Valorizza ogni realtà aziendale con uno storytelling professionale e una comunicazione mirata nel canale Ho.Re.Ca.

Qual è stato il momento o l’esperienza che l’ha spinta a trasformare la passione per il vino in una carriera professionale?

Il momento decisivo è arrivato intorno al 2011. Raccontando la mia provenienza – sono siciliana con sangue toscano e vivo a Roma – mi sono resa conto di quanto fosse potente narrare l’identità di un territorio attraverso il vino. Parlando dell’appartenenza di un’azienda, della mano dell’uomo dietro un prodotto, ho capito che potevo trasformare quella passione in un progetto professionale. È così che è nato il format “I Segreti In Un Calice”.

Fino a quel momento avevo dedicato la mia vita principalmente alla famiglia, facendo la mamma e trasmettendo ai miei figli l’amore per le mie radici, portandoli spesso nella mia terra per farla vivere e conoscere. A un certo punto ho compreso che quello stesso racconto poteva diventare uno strumento professionale: raccontare un vino significa raccontare una storia, un territorio, un’identità.

Territorio nel piatto, identità nel calice: quando la degustazione diventa racconto, emozione e connessione tra eccellenze italiane.

Nel suo ruolo di Wine Ambassador, quali strategie utilizza per valorizzare l’identità territoriale e distinguere un brand vinicolo nel mercato internazionale?

Oggi viviamo in un mondo in cui tutto cambia rapidamente. Per emergere, un prodotto deve avere un’identità forte, capace di creare curiosità ed emozione. Credo molto nella comunicazione emozionale: bisogna trasmettere ciò che si è provato vivendo un’esperienza, degustando un vino, visitando un territorio. Quando racconti ciò che hai realmente vissuto, il prodotto diventa un’opera d’arte unica, differenziata per qualità, terroir e sostenibilità – elemento oggi fondamentale nel rispetto dell’ambiente.

È essenziale curare ogni dettaglio e lavorare non solo sul prodotto in sé, ma soprattutto sul suo posizionamento nel mercato. Nei mercati esteri è fondamentale collaborare con distributori e importatori che conoscano bene il territorio in cui operano, così da promuovere nel tempo prodotti di eccellenza, raccontando il brand e il territorio attraverso Wine & Food Experience sensoriali.

Il networking è fondamentale nel settore enogastronomico. Come costruisce e mantiene relazioni efficaci con produttori, distributori e operatori Ho.Re.Ca.?

Il networking è una parola molto utilizzata, ma è davvero centrale in un mercato in continua evoluzione. Fare network significa mettere in relazione, costruire e soprattutto mantenere i rapporti. La parte più delicata è proprio il mantenimento: partecipare a fiere di settore, organizzare eventi, utilizzare i social media in modo strategico, creare sinergie e lavorare in squadra, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo. È fondamentale avere un piano operativo e organizzativo chiaro e condividere esperienze e contatti. In sintesi, significa creare legami solidi lungo tutta la filiera, dal produttore fino al consumatore finale.

Quali sono oggi le principali opportunità e sfide per le aziende vinicole italiane che vogliono espandersi all’estero?

Le aziende vinicole italiane stanno vivendo una fase di trasformazione. Le opportunità principali risiedono nella diversificazione dei mercati e nell’attenzione verso mercati emergenti, con un forte focus sul corretto posizionamento. Tra le sfide più importanti troviamo la concorrenza internazionale, in particolare con Paesi come la Francia, il Cile e l’Australia, che spesso propongono prezzi più competitivi o beneficiano di accordi commerciali preferenziali. La chiave del successo sta nel combinare la grande tradizione italiana con strategie moderne, investendo in digitalizzazione, sostenibilità e comunicazione efficace.

Guardando al futuro, quali tendenze vede emergere nel mondo del vino e quale ruolo intende avere nello sviluppo di questo settore?

Credo che il futuro del vino passi attraverso un ritorno alla semplicità. Negli anni si è forse ecceduto nei tecnicismi, rischiando di allontanare soprattutto i giovani. Dobbiamo tornare a un linguaggio più diretto: se un vino è buono, è buono. Non sempre servono descrizioni complesse su botte, tannini o sentori. Serve qualità, autenticità e condivisione. Il mio ruolo sarà quello di continuare a creare non solo esperienze, ma emozioni. Perché, in fondo, un buon prodotto va condiviso con la migliore compagnia del momento. Non solo esperienze, ma emozioni.

Instagram

 

Condividi
Share

Commenti

be the first to comment on this article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai a TOP