COLLINI ROOMS, L’OSPITALITÀ CHE OSA
Con Roberto Frau entriamo in un mondo dove design, arte e accoglienza si fondono in un’esperienza fuori dagli schemi.
A Milano c’è un luogo che sfida i codici dell’hotellerie tradizionale e trasforma il soggiorno in un’esperienza visiva, emotiva e narrativa. Collini Rooms è molto più di un hotel: è un manifesto di stile, un hub creativo dove design, arte e accoglienza convivono con un’identità precisa e coraggiosa.

Ne parliamo con Roberto Frau, Responsabile dello Sviluppo di Collini Rooms, che ci accompagna dentro una visione di ospitalità fuori dagli schemi. Cagliaritano, laureato in Economia, Roberto Frau si è formato nell’hôtellerie d’eccellenza tra Londra, Forte Village, Four Seasons Milano, San Domenico Palace Taormina e Baglioni Hotels. Nel 2024 è entrato in Collini, dove unisce sviluppo, visione commerciale e rappresentanza del brand nel mondo.
La mia carriera è un viaggio tra sogni d’infanzia e numeri. Ancora oggi, l’ospitalità mi emoziona. Un hotel non è solo un luogo dove dormire, ma uno spazio dove scorre la vita. Che si viaggi per affari o per piacere, ogni soggiorno deve avere qualcosa di speciale: l’hotel è il posto magico in cui tutto questo accade.
Roberto, ci racconta la nascita di Collini Rooms?
La nascita di Collini Rooms rappresenta una risposta decisa alla ricerca di originalità nel panorama dell’accoglienza milanese. Il progetto non è frutto di una semplice operazione di mercato, ma scaturisce dalla volontà di superare i canoni della ricettività tradizionale per dare vita a un’opera che fosse, prima di tutto, un’esplosione di creatività e identità. L’idea portante è stata quella di smettere di concepire l’hotel come una sequenza di spazi funzionali, trasformandolo in un lifestyle hub vibrante, capace di generare contenuti ed emozioni costanti.
Il cuore di questa evoluzione è rappresentato dall’intuizione di Carmine Rotondaro, l’imprenditore che ha saputo guardare oltre gli schemi consolidati per scommettere su un nuovo concetto di lusso: un’esperienza accessibile, eclettica e dichiaratamente pop. Sotto la sua spinta creativa, l’hotel è stato progettato come un esperimento estetico dove il colore e il design d’avanguardia non sono semplici elementi d’arredo, ma veri e propri asset strategici di posizionamento.

La scelta del distretto di Via Mecenate è stata il pilastro della strategia di sviluppo. Incastonato nel cuore dell’East End milanese, tra i quartier generali della moda internazionale e i grandi studi televisivi, l’hotel ha trovato il proprio terreno ideale in un contesto di archeologia urbana in piena metamorfosi.
Quanto è importante oggi costruire un concept identitario nel settore hospitality?
Costruire un concept identitario oggi non è più un’opzione estetica, ma una necessità strategica fondamentale. In un mercato globale sempre più saturo, dove l’offerta tecnica rischia la standardizzazione, l’identità è ciò che trasforma una struttura da semplice luogo di passaggio a destinazione. Creare un’anima definita significa parlare un linguaggio chiaro al proprio target: chi sceglie noi non cerca solo un letto, ma un’estetica e un’atmosfera che riflettano il proprio lifestyle e la propria voglia di stupirsi.

Nel lusso moderno, il vero valore aggiunto non è più solo il servizio impeccabile, ma la capacità di creare un immaginario.
Quali emozioni e ricordi desiderate lasciare ai vostri ospiti?
L’obiettivo di Collini Rooms è offrire una cornice memorabile, stimolando una meraviglia costante. Vogliamo che l’ospite si senta immerso in una narrazione eclettica, dove il gioco dialoga con la grande arte. Desideriamo che portino con sé non solo un ricordo, ma un’emozione visiva potente.

La nostra soddisfazione nasce dai contrasti che rompono la monotonia. Ci dà gioia vedere il sorriso di chi entra in una camera con Batman o Kung-fu Panda, o chi resta incantato davanti alla “Pumpkin” di Yayoi Kusama, che porta negli spazi il concetto di infinito. Questo spirito ludico convive con pezzi di estrema solennità, come il maestoso altare spagnolo del 1700 che domina la sala da pranzo con il suo rigore barocco, o la giraffa d’epoca che conferisce grazia naturale e un senso di scala agli ambienti. Il nostro design è una sfida agli schemi: dalle banconote giganti in plexiglass di Paul Rousso, che trasformano il quotidiano in arte tattile, alle iconiche sedie “Her” di Fabio Novembre, che celebrano la forma umana con audacia. Persino il realismo dei calchi di Harry Allen aggiunge una nota di umanità profonda agli spazi.
Questa collezione curata crea un’affezione estetica reale: i nostri ospiti più fedeli ci chiedono spesso le stesse camere o lo stesso piano perché affascinati dal colore di un corridoio, dalla particolarità di una carta da parati o dalla presenza di un’opera specifica.

Vogliamo che ogni soggiorno sia un’esperienza sensoriale unica, capace di arricchire il tempo di vita di chi sceglie di passarlo con noi.
Quanto incide il rapporto con il territorio nella progettazione di una struttura contemporanea?
Per una struttura contemporanea, il rapporto con il territorio è la base stessa della sua identità. Via Mecenate è un caso emblematico: un quartiere in trasformazione che oggi rappresenta uno dei poli più dinamici di Milano per la moda, la produzione creativa e l’intrattenimento su scala internazionale.
La nostra posizione è strategica e ci permette di dialogare con realtà di primissimo piano. Siamo a pochi passi dal Fabrique, un punto di riferimento assoluto per la musica live e i grandi eventi serali: la nostra struttura diventa il rifugio naturale per chi cerca un’esperienza che unisca il divertimento di un concerto a un soggiorno di design e comfort. Ancora più significativa è la nostra vicinanza alla Unipol Dome di Santa Giulia. Dopo essere stata protagonista delle Olimpiadi Invernali con le emozionanti sfide di hockey sul ghiaccio, quest’area continua a essere il cuore dei grandi eventi di Milano.

Ma il nostro legame con il territorio va oltre l’intrattenimento. È fondamentale per noi il rapporto quotidiano con tutte le aziende e le realtà produttive vicine. Fare sistema con le imprese locali significa creare valore condiviso: offriamo servizi su misura per il mondo corporate, permettendo ai professionisti di vivere una Milano autentica e d’avanguardia. Non siamo una struttura isolata, ma una realtà che cresce insieme al quartiere.
Sono previste nuove aperture o nuovi concept?
Oggi gestiamo tre gemme a Milano, Mykonos e Ibiza, ma il piano è ambizioso: raddoppieremo entro 24 mesi con nuove aperture a Montecatini, Marrakech e ancora Mykonos. Perché ci piace essere nei “place to be”. Ma la nostra ambizione va oltre le mappe già tracciate. Stiamo per ufficializzare nuovi, straordinari progetti di recupero di aree meravigliose sparse per l’Italia, da Nord a Sud. Si tratta di operazioni di riqualificazione in luoghi dal potenziale immenso di cui ancora non possiamo svelare i nomi, ma che rappresentano il nostro impegno nel valorizzare la bellezza autentica del nostro Paese attraverso il design e l’innovazione.

Vogliamo allargare i nostri orizzonti e specializzarci nel mondo degli eventi a 360 gradi: dai matrimoni esclusivi agli eventi speciali, fino ai DJ set di respiro internazionale. Parallelamente, stiamo puntando molto sui retreat dedicati al benessere, con attività come lo yoga e percorsi rigeneranti che permettano ai nostri ospiti di staccare davvero la spina.
Non vogliamo solo offrire una camera, vogliamo creare un palcoscenico di esperienze indimenticabili: un ecosistema vibrante dove l’ospitalità incontra la musica, l’amore, il benessere e la creatività.

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