PLEVEN – IL CUORE DELL’EREDITÀ VINICOLA BULGARA
Dalla prima cantina sperimentale al festival “Time for Wine”, la città scrive la storia dell’enoturismo bulgaro
Pleven non è solo un centro storico, ma anche scientifico della viticoltura e dell’enologia bulgara. Qui, nel 1902, fu fondata la prima istituzione scientifica di ricerca in Bulgaria dedicata alla viticoltura e all’enologia – la quinta al mondo dopo Russia, Italia, Francia e Ungheria. “Si può dire che da qui parta tutta la scienza viticola del Paese”, sottolinea il prof. associato Emil Tsvetanov, direttore dell’Istituto di Viticoltura ed Enologia.
La viva tradizione della cantina sperimentale
Nel 1892 a Pleven fu creata la prima cantina sperimentale in Bulgaria, collegata alla scuola di viticoltura ed enologia (aperta nel 1890), tuttora esistente. La cantina, costruita secondo un modello francese, è scavata nel pendio e si trova sottoterra, con mura spesse un metro. La temperatura si mantiene naturalmente tutto l’anno tra i 15 e i 17 gradi. Il soffitto è interamente violaceo: si tratta di una muffa nobile, importata dalle cantine di Tokaj, che contribuisce all’invecchiamento dei vini.
”Nella cantina è conservata la più grande collezione di vini antichi di valore storico; la bottiglia più vecchia risale all’anno stesso della fondazione”, racconta Tsvetanov. “Da due anni è aperta a visite più regolari e suscita grande interesse anche dall’estero. Le visite avvengono su prenotazione. La cantina è un monumento culturale funzionante, vi vinifichiamo l’uva frutto del lavoro scientifico dell’Istituto. Qui conserviamo anche vini donatici nel tempo da altre città e Paesi.” La cantina offre anche degustazioni – un’opportunità per assaggiare i vini prodotti dall’Istituto, le sue selezioni o antichi vitigni locali.

Il turismo che genera economia
Oltre all’attività scientifica, alla creazione e conservazione di vitigni e allo sviluppo di tecnologie, l’Istituto lavora attivamente per lo sviluppo dell’enoturismo – una nicchia che unisce tradizione e imprenditorialità. Le strade del vino, le degustazioni e i percorsi enoturistici diventano uno strumento di promozione della regione e di creazione di un modello di business sostenibile, in cui traggono beneficio contemporaneamente produttori, tour operator ed economia locale.
La regione intorno a Pleven ospita cantine rinomate come Ahinora, Burgozone, Gorun, Villa Grivitsa, Tipchenitsa e Haralambievi. Ma la sua forza risiede anche nelle numerose piccole cantine familiari. «La Bulgaria settentrionale e centrale è una ricca area vinicola, dove si possono scoprire sapori e aromi diversi», sottolinea Tsvetanov. Per gli imprenditori questo significa potenziale per partnership, sviluppo di prodotti boutique e servizi turistici integrati.
“Time for Wine” – un festival con dimensione economica
Il festival “Time for Wine” a Pleven è un esempio di come un evento possa diventare un catalizzatore economico; principale organizzatore è il Comune di Pleven. “Il primo anno è stato interamente un evento dedicato al vino, poi si è trasformato in Festival del Vino e delle Delizie Contadine con lo slogan ‘Pleven, dove il vino racconta storie e il cibo le completa’.”, spiega Tsvetanov. “Quest’anno, a fine agosto, si è tenuta la terza edizione del festival. Parallelamente organizziamo una giornata aperta all’Istituto, dedicata a un vitigno: quest’anno il Gamza, presentato da otto cantine diverse. Contemporaneamente allestiamo una mostra di uva – vitigni da vino e da tavola, antichi e nuove selezioni. Quest’anno abbiamo presentato oltre 50 varietà.”

Il vino bulgaro – un riconoscimento globale
“Ogni vino è unico e definito dal terroir – clima, suolo, rilievo, tradizioni. Quello che potete assaggiare in Bulgaria non si trova in nessun altro luogo”, afferma con certezza Tsvetanov. Oggi il Paese conta oltre 300 cantine, che hanno portato più di 150 premi internazionali in un solo anno. “I vini bulgari sono di livello mondiale”, conclude. Per gli imprenditori bulgari e italiani ciò significa una base solida per investimenti, partnership ed esportazione di prodotti di qualità comprovata.
Il vino non è semplicemente un prodotto – è un ambasciatore culturale, e l’enoturismo si trasforma in un modello di business sostenibile che unisce persone, sapori e tradizioni.
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