Veder Milano dalla parte delle radici

Un gruppo di speleologi, un’associazione, una serie di incontri e pubblicazioni. Un crescendo per un’idea, un sogno divenuto realtà: mostrare la città sotterranea
Veder Milano dalla parte delle radici

C’è un gruppo di persone che ha in comune una passione: scoprire la città “dalla parte delle radici”. Sono speleologi “urbani”, per così dire, che si occupano di “Speleologia in Cavità Artificiali”, riuniti in un’associazione che proprio negli ultimi due lustri ha realizzato e promosso quello che per molti era un sogno: rendere visitabile Milano sotterranea, osservare e far conoscere la città sottosulo. Il progetto di studiare il patrimonio sotterraneo della città nasce per volere di Gianluca Padovan, presidente e fondatore dell’Associazione Scam (Speleologia Cavità Artificiali Milano), speleologo, scrittore e giornalista, che dopo l’esperienza dello studio e del rilievo dei sotterranei del Castello Sforzesco decide di concentrare le sue ricerche unicamente anche sul capoluogo milanese.
“Le mie prime indagini le ho condotte nel Lazio e in Toscana tra il 1988 e il 2007. Gli acquedotti di Roma imperiale erano numerosi, più di una decina, per uno sviluppo di circa 430 chilometri, calcolato dagli archeologi che se ne sono occupati. Io con lo Scam ne ho studiato solo alcuni chilometri, sotterranei” spiega Padovan, veronese di origine, una vita dedicata a questa attività “ipogea”, sotterranea. “Nel 1984 viene costituita l’associazione Sca, che poi diventa Scam con uno specifico riferimento al capoluogo lombardo”. Scam si autofinanzia, i soci sono una decina. Si nota la totale assenza della mano pubblica, ma non solo: le ricerche, di carattere storico e architettonico, il materiale fotografico, i documenti sono presenti in una pubblicazione. La collana? Inglese. Hypogean Archaeology (Research and Documentation of Underground Structures), pubblicata dal British Archaeological Reports International Series, Oxford. Qualche responsabile editoriale prenda nota. Fa eccezione, dal 2012, la casa editrice Lo Scarabeo, con cinque pubblicazioni sui rifugi antiaerei nella collana Architettura. In 30 anni di attività Scam ha pubblicato circa 150 titoli, tra articoli, contributi a convegni e congressi, monografie scientifiche.

Le opere recuperate

“Nel 1988 l’allora vice sindaco Luigi Corbani decise di rimuovere i parcheggi dall’interno del Castello Sforzesco. Il Comune, grazie a lui, ci concede le autorizzazioni per iniziare gli studi in sotterraneo: ecco che si possono studiare e rilevare la galleria di controscarpa – opera situata lungo il perimetro esterno del fossato -, realizzata nella prima metà del XV secolo, e le sue diramazioni che la connettono ai sotterranei della Ghirlanda. Queste opere sono successivamente studiate da Leonardo da Vinci. Il Maestro chiama la galleria di controscarpa: “Strada segreta di dentro”. Queste gallerie, una decina per una lunghezza totale di circa un chilometro e mezzo, consentivano ai soldati di muoversi, non visti, per portarsi per esempio alla Ghirlanda, cinta difensiva esterna al Castello, di cui oggi rimangono visibili in superficie due torri e la Porta del Soccorso.
Da lì è iniziata l’attività che, a oggi, ha recuperato indagato opere idrauliche, opere militari antiche, i vecchi rifugi del tempo di guerra. “Lo sa che il più grande rifugio antiaereo, di cemento armato, di Milano si trova sotto Piazza del Duomo? Aveva due ingressi: quello verso la Galleria è stato completamente modificato, ma quello verso l’Arengario si è conservato. Quanti milanesi lo sanno? Perché non collocare qualche pannello, con foto, in italiano e in inglese per far conoscere questo sito?”. Già, perché?
La passione, la tenacia, il desiderio di scoprire e far conoscere: questo anima questo gruppo di volontari, di cui fa parte un architetto e  docente a contratto del Politecnico di Milano, Maria Antonietta Breda.
“Grazie all’incontro con Gianluca mi si è aperto un mondo, una nuova visione della città, e mi si è riaccesa la passione per la storia di Milano – afferma uno di loro, Ippolito Ferrario, milanese doc -. Così gli ho proposto di scrivere un libro che raccogliesse alcune sue esplorazioni condotte nel sottosuolo di Milano. Da lì è nato più di un libro, un’amicizia e ho iniziato a partecipare saltuariamente alle esplorazioni speleologiche. In questo periodo le esplorazioni ormai hanno cadenza settimanale. Il nostro obbiettivo, come speleologi e divulgatori, è quello di far conoscere il patrimonio della Milano sotterranea. Non tutti i luoghi sono facilmente accessibili, ma con il nostro lavoro di minuziosa documentazione cerchiamo di renderli fruibili al grande pubblico”.

I siti aperti al pubblico

“In questi anni lentamente anche a Milano si è diffuso un interesse crescente per il mondo sotterraneo. Già ci sono siti pubblici visitabili – sottolinea Ferrario – e qualcuno se ne sta aggiungendo. Uno degli ultimi è il rifugio antiaereo n° 87 presente sotto la scuola primaria di viale Bodio 22, dove nell’ultimo anno sono state organizzate mostre sull’argomento e spettacoli teatrali abbinati a visite guidate. Un altro ricovero antiaereo è stato ristrutturato dal Comune di Milano e inaugurato di recente, quello presente in piazza Grandi. In futuro verrà sicuramente aperto e reso fruibile per visite. Metropolitana Milanese, ad esempio, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, apre al pubblico alcuni siti, tra cui i bellissimi e monumentali collettori fognari presenti in alcuni punti della città, mettendo a disposizione visite guidate gratuite. Il sito più grande visitabile, come già ricordato – conclude Ferrario – è la Strada segreta coperta che fa parte degli impianti di difesa del Castello Sforzesco”.
L’associazione proprio in tempi recenti ha realizzato un sito, www.milanounderground.it, in cui vengono pubblicati con cadenza settimanale articoli riguardanti la Milano sotterranea, foto e i video delle esplorazioni. Anche questo è un modo per far conoscere e valorizzare il mondo sotterraneo di Milano. Così ricco. Così intrigante.

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