ANTONELLO DA MESSINA, RITRATTISTA SUPERLATIVO

A Milano una mostra dedicata al pittore rinascimentale
ANTONELLO DA MESSINA, RITRATTISTA SUPERLATIVO


DUE VOLTI
– A sinistra, “Vergine annunciata” (particolare), a destra “Ritratto Trivulzio.

 

di PAOLA TADINI

 

A Milano in mostra le opere di Antonello da Messina (Antonio di Giovanni de Antonio, Messina 1430 – 1479) a partire dalla celeberrima Annunciata di Palazzo Abatellis. Un capolavoro non solo rappresentativo di tutta l’opera ritrattistica di Antonello ma di tutta la ritrattistica della sua epoca.

La mostra è curata da Giovanni Carlo Federico Villa e beneficia della collaborazione tra la regione Sicilia e il Comune di Milano. Nel centralissimo Palazzo Reale si possono ammirare 19 opere dell’artista delle 35 considerate autografe.

 

Dal 21 febbraio al 2 giugno Palazzo Reale ospita una esclusiva raccolta dedicata a uno dei più grandi pittori del Rinascimento. Si deve allo storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle la ricostruzione di tutto il percorso artistico del grande pittore. Egli per primo ha ricostruito la produzione dell’artista messinese realizzando anche il primo catalogo delle sue opere. Usufruendo della profonda ricerca e testimonianza di questo storico i visitatori avranno l’occasione di comprendere l’estrema versatilità e maestria di questo grande artista italiano che ha subito influenze varie.

 

La felice scelta dell’utilizzo della pittura ad olio, che vede in Antonello uno dei primi sperimentatori, permise la realizzazione di ritratti nei quali questa tecnica e questo materiale favoriscono la creazione di velature dai toni cromatici morbidi producendo l’effetto di un realismo stupefacente. A distanza di così tanti secoli i ritratti di Antonello da Messina sono da annoverare tra i più belli mai realizzati in Europa.

 

La “Vergine annunciata” (1476-1477 – olio su tavola, cm 45,5 x 34,5 – Galleria Nazionale della Sicilia, Palermo), presente a Palazzo Reale, uno dei massimi capolavori del pittore, unisce il tipico razionalismo della forma dello stile italiano con l’attenzione ai particolari tipici della pittura fiamminga. La scelta dello sfondo nero, di un nero profondo, permette di evidenziare il ritratto della Madonna che si staglia in maniera molto netta. La Vergine è perfettamente modellata in modo tale da assumere un aspetto quasi monumentale. Questa caratteristica viene amplificata dal punto di vista di chi osserva, lievemente ribassato. Chi osserva il ritratto, infatti, mantiene lo sguardo all’altezza del leggio presente nell’opera. La tavola venne dipinta dal maestro mentre soggiornava a Venezia e in seguito ritornando nella propria città.

 

La scelta di porre in primo piano un leggio crea un certo senso di profondità poiché esso è posizionato in diagonale. Nella riproduzione della mano destra si può interpretare sia lo stupore che il timore che la donna sta provando al cospetto dell’Angelo in procinto di annunciare l’imminente sua maternità. Tutto il quadro permea dello stato psicologico della vergine, intimo e molto commovente. Anche le mani denotano lo specifico stato d’animo di Maria in quell’attimo. La composizione è strutturata a forma triangolare.

 

Il gioco di luci che l’autore sapientemente realizza dona un aspetto morbido al volume del volto, ovale e decisamente liscio. Il viso della Madonna è bellissimo, leggermente sorridente e manifesta la grande tranquillità interiore. La mano destra che è tesa in avanti porta in sé una innovazione rappresentativa in quanto lo spazio sembra quasi voler uscire dal quadro anziché attirare lo sguardo verso di esso.

 

La presenza dell’Angelo Gabriele, assente nel dipinto, la si percepisce ugualmente. Questa scelta dell’autore palesa una rivoluzionaria interpretazione dell’Annunciazione, generalmente rappresentata anche con la figura dell’Angelo. La mano sinistra denota visibilmente la pudicizia della donna che repentinamente cerca di celare le sue membra con il velo. La donna manifesta un’eleganza esemplare. Sono gli attimi precedenti un incontro nel quale avverrà un dialogo estremamente significativo.

 

L’opera è decisamente coinvolgente, si è quasi spinti a immedesimarsi nell’angelo annunciatore, anche grazie alla posizione che la donna assume nel quadro e questo crea un particolare legame tra lo spettatore e l’opera, un coinvolgimento inconsueto e inaspettato. La speciale maestria nell’utilizzo della luce darà avvio ad una grande tradizione in questo senso, soprattutto nell’area geografica intorno a Venezia dove l’artista soggiornò per qualche tempo.

 

In mostra anche altre opere di Antonello, tra le quali: il San Girolamo della National Gallery di Londra, il Ritratto d’uomo, la Crocifissione di Sibiu, il famoso Ritratto Trivulzio del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama a Torino.

 

Fino al 2 giugno ogni visitatore potrà vivere un’esperienza intima e particolarmente suggestiva, ma soprattutto coinvolgente. Una serie di ritratti antichi, ma ugualmente attuali, affascinanti e raffinati dove l’attenzione ai particolari e la maestria della realizzazione vanno oltre, esplorano l’animo umano nell’attimo in cui l’artista ferma l’immagine per l’eternità.

 

PALAZZO REALE, MILANO

Antonello da Messina. Dentro la pittura.

21 febbraio – 2 giugno 2019

 

Leave a reply

Comments