SPETTACOLI SENZA CONFINI
Il regista e attore Guglielmo Papa racconta il suo percorso tra musica e teatro, i progetti internazionali e il desiderio di portare spettacoli e laboratori anche ai bambini più fragili
Attore, regista, musicista e pedagogo teatrale, Guglielmo Papa ha costruito negli anni un percorso artistico che attraversa generazioni, linguaggi e Paesi. Nato ad Avellino e formatosi a Bologna, dove si laurea al DAMS – la storica facoltà fondata da Umberto Eco sull’incontro tra arti, musica e spettacolo presso l’Università di Bologna – Papa sviluppa fin da subito una ricerca personale.
Dalla formazione all’École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq di Parigi alle collaborazioni con importanti compagnie e maestri della scena internazionale, il suo lavoro si distingue per un approccio trasversale in cui la dimensione musicale diventa parte integrante della narrazione.
Fondatore e direttore artistico de La Società della Civetta, Papa sviluppa un teatro sperimentale senza etichette capace di arrivare a tutti, spesso attraverso spettacoli senza parole, dove gesto, ritmo e suono costruiscono la narrazione. Ha realizzato spettacoli, installazioni performative ed eventi site-specific presentati in Italia e in numerosi Paesi, tra cui Svizzera, Finlandia, Irlanda, Turchia, Romania, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Polonia, Malta, Montenegro, Bulgaria, Israele, Russia, Corea, Canada, Stati Uniti d’America e Iran. Il suo lavoro lo porta a collaborazioni inattese, come quella nata in Iran.
“Iran mi ha stupito per la qualità delle relazioni umane, la loro capacità di analisi, la loro intelligenza e le radici culturali molto profonde.”
Proprio in questo Paese realizza uno degli spettacoli che più lo rappresentano: “1+1”, creato e interpretato da Guglielmo Papa insieme all’attore iraniano Omid Niaz, con musica e sound design di Tiziano Popoli. La prima mondiale è avvenuta al Fajr Festival di Teheran nel 2013 come coproduzione italo-iraniana tra La Società della Civetta e la compagnia Nano & Aroosak di Esfahan.
“È la storia di due uomini che si incontrano sulla stessa terra, combattono e poi, nel contrasto, si scoprono complementari. Ci fa riflettere su quanto siano importanti le relazioni umane e su come siamo tutti di passaggio e un giorno lasceremo la terra a chi verrà dopo.”

Tra i suoi lavori più significativi anche la drammaturgia di Pinokyo, realizzata per il Teatro di Stato di Ankara e successivamente tradotta e pubblicata in Bulgaria.
Negli ultimi anni il legame con la Bulgaria è diventato sempre più forte, anche grazie alla sua compagna, la dramaturga Tsvetanka Pochekanska, e ai progetti educativi nelle scuole dove si insegna italiano, realizzati su richiesta dell’Istituto Italiano di Cultura di Sofia. Papa guarda con attenzione alle nuove generazioni e alle possibilità che il teatro può offrire come strumento di crescita.
“Credo molto nella potenzialità delle nuove generazioni bulgare. Mi piacerebbe anche andare negli orfanotrofi.”
Un desiderio che riassume la sua visione: un teatro capace di uscire dagli spazi tradizionali, raggiungere contesti fragili e creare luoghi di relazione, immaginazione e comunità.

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