Biotestamento: la dignità dell’uomo tutelata fino all’ultimo respiro

Il Parlamento ha votato con una buona maggioranza la nuova disposizione in materia di fine vita, ma la questione sarà al centro di dibattiti e polemiche in futuro
Biotestamento: la dignità dell’uomo tutelata fino all’ultimo respiro

SOFFERENZA – La legge approvata prevede il non accanimento terapeutico per volontà del paziente.

di DARIO FRANCESCO PERICOLOSI

 

Con l’approvazione della legge sul testamento biologico, ogni cittadino maggiorenne residente sul territorio italiano, nel pieno delle proprie facoltà mentali, avrà il diritto di esprimere tramite un documento denominato Dat, acronimo di Disposizione anticipate di trattamento, la propria scelta

di interrompere l’accanimento terapeutico nel caso di malattia cronica e che rende la vita un calvario senza via di uscita per il paziente e i familiari.

 

In Senato, dopo la votazione nominale con 180 voti favorevoli e 71 contrari, c’è stato uno scroscio di applausi da parte dei senatori che hanno votato a favore. Grande soddisfazione da parte di Emma Bonino, Mina Welby (il caso Welby, fece molto scalpore, anche perché la Chiesa rifiutò il funerale religioso) e altri presenti.

 

Leggendo il testo della nuova legge, le Dat possono essere revocate, perché viene lasciata libertà ai cittadini italiani di modificare il testamento in qualsiasi momento o cambiamento di idea.

Comunque, il 14 dicembre 2017 è un’altra data storica da ricordare negli annali come è stato a suo tempo la legge per il divorzio e quella sull’aborto.

 

Se sarà una buona legge bisogna aspettare un po’, quando si presenteranno i casi dei familiari dei malati terminali e dei medici che li hanno in cura con opposizioni di coscienza di non facile soluzione.

 

La vita è un dono prezioso e così anche la libertà, e ogni uomo su questa terra, e non lo Stato per lui, deve avere il diritto di poter esprimere le proprie scelte senza impedimenti. Anche nell’ipotesi che il malato con grave patologia scelga di essere curato fino alla fine. Fin che c’è speranza c’è vita. E soprattutto c’è un principio di autodeterminazione che non va ignorato, anche se già si alzano le voci, talora stonate, in un dibattitto in crescendo ricco di polemiche.

 

Come è nella natura di ogni legge approvata dallo Stato, anche il testamento biologico sarà in futuro sottoposto a proposte di modifica o miglioramento ma per il momento l’approvazione in Senato dà a ogni cittadino la consapevolezza di poter scegliere di morire con dignità nell’ipotesi che la battaglia per la vita sia persa.

 

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