Mozart, Beethoven, Verdi: tre grandi a Milano

Dopo l’appuntamento del 5 dicembre, il 14 febbraio e il 18 aprile musiche memorabili alla chiesa di San Marco. La direzione affidata al maestro Aldo Bernardi
Mozart, Beethoven, Verdi: tre grandi a Milano

di MATTIA RIGODANZA

 

La sempre tanto attesa stagione dell’opera e del teatro di Milano sta ormai entrando nel vivo. Tra le varie iniziative che accompagneranno le notti milanesi durante l’inverno 2017-’18 non si può fare a meno che menzionare “Mozart, Beethoven e… Verdi!”, percorso di spettacoli musicali composto da tre appuntamenti durante i quali il maestro Aldo Bernardi riporterà in vita le più celebri e importanti opere dei tre giganti della musica classica. Tutto questo nell’affascinante cornice della storica chiesa di San Marco. Il 5 dicembre è andato in scena il primo episodio della serie, riscuotendo un successo clamoroso e confermando la passione che il capoluogo lombardo riserva da sempre a questo tipo di concerti. Dedicato al genio indiscusso di Wolfgang Amadeus Mozart, precoce leggenda della musica austriaca e fondatore della cosiddetta scuola di Vienna, lo spettacolo si è articolato in due momenti principali: il primo dedicato alla famosa “Piccola serenata notturna” (“Eine kleine nachtmusik”), mentre il secondo consacrato alla realizzazione dell’epica “Messa di Requiem K626”, opera monumentale commissionatagli nel 1791 da un certo conte Walsegg e rimasta incompiuta a causa della sua morte. Entrambe le esecuzioni hanno rispettato le formazioni originali, avvalendosi degli strumenti previste dall’artista viennese. Gli archi, due violini, una viola, un violoncello e un contrabbasso, hanno aperto le danze facendo calare il pubblico in un’atmosfera mistica e rinascimentale, per poi lasciare spazio anche ai fiati, due corni di bassetto, due fagotti, due trombe e tre tromboni, che hanno subito dato profondità e sacralità all’interpretazione. I timpani e l’organo, poi, hanno contribuito alla rotondezza dell’opera. Un intreccio di melodie e sonorità perfettamente amalgamate che però non avrebbero prodotto lo stesso risultato senza il fondamentale apporto del Coro Bach di Milano, diretto da Sandro Rodeghiero, e dei solisti David Astorga, tenore, Laura Verrecchia, mezzo soprano, Paolo Battaglia, basso, e la sempre splendente Nina Almark, soprano dalla voce scintillante come il magnifico vestito che ha indossato per l’occasione. Circa un’ora e mezza di leggerezza e potenza, di paradiso e inferno, dai toni talvolta allegri della serenata a quelli sacri e inquisitori del requiem. Un’esperienza che le migliaia di persone che hanno letteralmente preso d’assalto le tre navate della caratteristica chiesa di Brera certamente non dimenticheranno. Ma il percorso è appena iniziato e le sorprese non mancheranno ad arrivare. Mercoledì 14 febbraio, infatti, sarà la volta della “Sinfonia n°38 in Re maggiore” di Mozart e della “Sinfonia n°7 Opera 92 in La maggiore” di quelli che molti considerano il naturale successore del compositore austriaco: Ludwig van Beethoven. Nonostante la maestosità dell’evento, l’apice della stagione si potrà raggiungere solo il 18 di aprile con l’esecuzione della “Messa di Requiem” di Giovanni Verdi, capolavoro che il compositore originario di Le Roncole ma milanese di adozione eseguì per la prima volta proprio sotto gli affreschi della navata principale di San Marco nel 1874, a un anno dalla scomparsa dello scrittore Alessandro Manzoni a cui l’opera è dedicata. Insomma, come ogni anno Milano si assume il compito di portare la musica classica nelle notti invernali d’Italia, e siamo sicuri che non ne resteremo delusi.

 

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