2018: il “Safari Brain”, ovvero il trend tralasciato

La Cina investe miliardi di dollari per “catturare” cervelli negli altri Paesi. E l’Occidente resta a guardare

 

di PAOLO GILA

In questo inizio d’anno abbiamo letto e ascoltato previsioni e scenari per i prossimi dodici mesi. Così ora sappiamo tutto di internet delle cose, di intelligenza artificiale, di Industria 4.0 e di blockchain. Per carità, tutte valutazioni utili e necessarie. Ci pare però che un importantissimo trend sia stato tralasciato. E forse è quello più strategico di tutti: il furto dei cervelli altrui per diventare ancora più intelligenti. Come sappiamo l’innovazione tecnologica vive di idee e di finanziamenti. C’è dunque, a monte, la ricerca, e, a valle, il know-how che consente di unire i brevetti alle applicazioni e allo sviluppo industriale. Per tutta questa filiera le risorse finanziarie sono fondamentali. Nel quadro della competizione internazionale i Paesi più avanzati in passato giocavano la carta dello spionaggio per saltare alcuni costi intermedi e impossessarsi dell’idea finale (carta che forse si gioca ancora alla grande). Ma si è passati anche al “recruitment diretto”. Ebbene la Cina ha deciso di implementare il suo progetto dei “1000 talenti” con l’iniezione di 2 nuovi miliardi di dollari.
Facciamo qualche passo a ritroso per capire di cosa si tratta. Nel 2008 il governo di Pechino aveva avviato un piano per catturare 1000 scienziati da altri Paesi, ospitandoli nelle prestigiose università cinesi e offrendo loro soldi, reputazione, qualità di vita. In cambio avrebbero dovuto garantire lo sviluppo di idee innovative al sistema. Chiuso il primo ciclo, il progetto è stato implementato nelle scorse settimane con ulteriori risorse, al fine di catturare altri fisici, chimici, ingegneri, economisti, astronomi e via discorrendo. Obiettivo neanche tanto nascosto: diventare il primo Paese al mondo per attrazione di cervelloni e, conseguentemente, di innovazione a tutti i livelli. Il target tipico del “safari brain” è costituito dai vincitori del premio Nobel delle varie discipline. E poi a scendere, verso i livelli leggermente – ma solo leggermente – inferiori. Con i 2 nuovi miliardi di dollari la Cina punta a raddoppiare i Mille Talenti. Ma soprattutto mira a diventare il laboratorio di idee più importante sul pianeta. Altro che cineserie! Il governo di Pechino ha una visione strategica di lungo respiro, per riconquistare un ruolo centrale nel futuro del pianeta. Implicitamente i cinesi – che sorridono sempre – sembrano dirci: bene, voi occidentali occupatevi pure dei trend e delle tecnologie. Poi verremo a prendervi i migliori scienziati e le loro idee diventeranno nostre.
Sia detto per inciso, tra poche settimane partirà un road show delle delegazioni delle università cinesi che faranno tappa negli Stati Uniti, in Canada, in Europa. Scienziati e ricercatori occidentali potranno così farsi conoscere di persona ai funzionari universitari e candidarsi a una cattedra in qualche accademia cinese. Per chi sa pensare e ha qualcosa da dire le porte dell’Oriente sono aperte: questo è il trend più importante che vale la pena di studiare in questo 2018 così ricco di premesse e di tendenze.

Potete scaricare gratuitamente il report da questo link.

 

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