FOTO: Carlo Speroni

APOCAL-CRYPTO, BITCOIN
VERSO IL CROLLO?

Intervista con Carlo Speroni, imprenditore attivo a livello internazionale e che in passato ha rivestito importanti ruoli in primari gruppi bancari

La notizia è stata riportata dai giornali di tutto il mondo perché la frode, nata nel nostro Paese, ha coinvolto 230 mila risparmiatori sparsi in ogni continente. Sotto certi aspetti, come ha riportato Il messaggero del 21 dicembre 2020, “è stato il più grande attacco cyber-finanziario in Italia e uno dei principali a livello internazionale nel settore delle cryptovalute, secondo la Polizia di Stato. Una maxi-truffa che ha prodotto un «buco» di 120 milioni di euro sulla piattaforma informatica hackerata «Bitgrail». Ora la procura di Firenze e la Polizia postale con un’indagine ritenuta «unica nel suo genere, ad alto impatto tecnologico», alla quale ha dato supporto anche l’Fbi, ha identificato il presunto responsabile. Si tratta di un fiorentino di 34 anni, amministratore unico di una società italiana che gestisce una piattaforma di scambi di cripto valute”.

L’episodio non è l’unico e forse neanche il più importante, ma riporta l’attenzione su due aspetti che non si possono tralasciare. Il mondo delle criptovalute non è regolamentato e non si conoscono gli autori e i creatori delle stesse monete elettroniche. Al mondo esistono attualmente circa 7 mila cripto valute, un numero enorme, che dovrebbe sollevare dubbi e perplessità. Invece si assiste a un fenomeno diametralmente inverso. Le quotazioni di Bitcoin e similari stanno marciando verso nuovi record storici, attirando come una calamita i nuovi clienti alla ricerca avida di guadagno facile.

Secondo alcuni esperti, la diffusione, la vendita e il furto stesso di Bitcoin diventerà ancora più presente quando molte nazioni rischieranno la povertà a causa della pandemia. E con il crollo delle economie e il calo delle valute locali, un numero maggiore di persone potrebbe interessarsi al mondo della criminalità informatica, con un conseguente aumento dei casi. E così, grazie al successo delle loro operazioni, i responsabili degli attacchi ransomware alzeranno le somme di denaro richieste alle vittime, con la promessa di non pubblicare le informazioni rubate.

Frodi, riciclaggio, crimini informatici sono impastati nella rete che propone e diffonde l’utilizzo di monete alternative. Ed è anche sbagliato paragonare le cripto valute a beni rifugio come l’oro. Il prezioso metallo giallo infatti esiste da migliaia di anni. Le monete virtuali da poco più di un decennio. L’anonimo creatore dell’asset Bitcoin, Satoshi Nakamoto, ha pubblicato il primo documento scritto relativo a BTC nel 2008, e l’asset è andato ufficialmente online nel 2009.

L’analista ed esperto Dennis Gartman è un contrarian per eccellenza. In un’intervista a Bloomberg agli inizi di dicembre ha dichiarato: “Bitcoin è l’oro dei millennials. Questo lo capisco. Ciò che non capirò mai è come sia possibile comprarlo a 10.000, 15.000, 20.000 dollari. Lascio questo investimento a persone più sagge, più intelligenti o più coraggiose di me”.

E sono diversi gli osservatori che condividono un’opinione che sta prendendo sempre più piede. E cioè che in un futuro non troppo lontano le autorità monetarie, le varie banche centrali di tutto il mondo, si rifiuteranno di rinunciare al loro monopolio sulla politica monetaria e decideranno di portare Bitcoin a zero. Sarà la vittoria del mondo che viaggia secondo regole e che punisce chi non si allinea alla correttezza.

Ne parliamo con Carlo Speroni, un imprenditore attivo a livello internazionale e che in passato ha rivestito importanti ruoli in primari gruppi bancari.

Speroni, come esperto di tesoreria bancaria e di pagamenti digitali, cosa ci può dire delle criptovalute? Sono da considerarsi un vero asset alternativo su cui diversificare investimenti e risparmi o è l’ennesima rete per catturare e frodare la clientela?

Il termine criptovalute non significa niente, di per sé, ed associa al vocabolo moneta la parola cripto, termine che a sua volta esprime l’idea sottintesa di nascondere qualcosa e qualcuno. Si può respirare in ciò anche un forte odore di setta. La Moneta deve essere invece per definizione chiara e trasparente. Dobbiamo sempre ricordarci che per valuta si intende un mezzo di pagamento che sia accettato liberamente da tutti e soprattutto che abbia alla base dei principi di sicurezza, con regole chiare a tutti. Non mi soffermerei sul tema se sia un asset, dal momento che ha molte affinità con le scommesse e con il gioco d’azzardo, dove almeno ci possono essere delle regole condivise dai partecipanti. In tal senso pare abbiano più dignità e regole la morra, le scommesse sul calcio o ai cavalli, il casinò o il bingo. Per altro ci potrebbero essere anche delle frodi, ma questo accade quotidianamente in quanto è di natura nell’essere dell’uomo. La cripto valuta sotto questo aspetto è un nuovo giocattolo.

Perché le autorità politiche e bancarie non hanno ancora preso una posizione sul fenomeno?

Dalla crisi del 2008, che ha colpito non solo le Istituzione Bancarie per i fallimenti (che per altro sono ancora in atto), ma anche le persone e le loro attività imprenditoriali e lavorative, si è sgretolata la fiducia sull’intero sistema finanziario. A farne le spese sono stati sia gli intermediari e sia gli Istituti di Credito. Ne è rimasta indebolita e inficiata la merce di riferimento, ossia i soldi che si ritrovano e si esprimono attraverso i risparmi e gli investimenti. Su questa ondata di progressiva perdita di fiducia e di sicurezza sul sistema, sono apparse queste “valute “veicolate in modo digitale da dare l’illusione  che ognuno di noi fosse libero di coniare, far circolare e utilizzare nuova moneta. Le Banche Centrali si sono trovate in ritardo a seguire gli eventi, pensando che fosse un giochino in grado di spegnersi in breve tempo. I governatori e i dirigenti delle banche centrali capirono un po’ tardi quanto il fenomeno andasse radicandosi. Ben pochi compresero anzitempo che con questo modello si sarebbe potuti giungere  a un ribaltone dell’intera struttura monetaria. Per evitare lo tsunami e l’avanzata di un modello anarchico e/o plutarchico che avrebbe potuto creare delle situazioni pericolosissime, le Banche Centrali hanno istituito  delle cabine di osservazione chiamate a un confronto tra di loro per monitorare il fenomeno e cercare di ricostruire alcune regole sulla Moneta.

Le criptovalute sono spesso ancorate al darkweb, cioè a quella sezione della rete che rimane all’oscuro e attraverso la quale si compiono anche transazioni illecite. La correzione delle attività con monete elettroniche non dovrebbe passare anche attraverso una riforma della trasparenza della rete?

Le cripto valute nascono e restano nel darkweb, altrimenti il gioco finisce. Tutti ben sappiamo che nel darkweb c’è di tutto: è l’anima nera dell’umanità. Certamente la Moneta sarà portata dalla carta al digitale per allinearla così anche al progresso di cambiamenti in atto che però, ricordiamolo per precisione, riguardano i mezzi ma non lo scopo.

John Maynard Keynes sosteneva che il mercato non può restare illogico a lungo. Nel caso delle cripto valute, quanto a suo giudizio questo mercato è privo di fondatezza?

Riprendendo il pensiero di Keynes, non credo che nessuna Università del Mondo  aprirebbe un Corso Universitario inglobato a quelli di Economia e/o di Statistica su questo fenomeno delle cripto valute. Semmai è già in corso da qualche anno l’inserimento del digitale in Scienze bancarie.

Anche lei come altri analisti ed esperti, si aspetta un crollo dei Bitcoin e di tutte le valute virtuali?

Sarò franco: non mi interessa cosa succederà. Sono peraltro abbastanza certo che finirà come è accaduto per il titolo della Tiscali. Grandi fiammate di entusiasmo iniziale che hanno trascinato il valore dell’azione a livelli inverosimili, attirando i risparmiatori verso un investimento speculativo e azzardato. Spero solo che non ci sia della gente che possa perdere tutti i risparmi.

A suo giudizio, comunque, come saranno i pagamenti futuri, visto che alcune Banche Centrali come quella cinese e quella europea stanno mettendo in cantiere la creazione di monete sovrane digitali?

Tutte le Banche Centrali si stanno attrezzando. Al momento cinesi ed europei sono un po’ in vantaggio rispetto agli USA che comunque stanno recuperando. In particolare ci si sta predisponendo al passaggio dalla carta al digitale, non per creare una doppia valuta, bensì per predisporre il traghettamento dalla carta (che in parte minore sarà sempre presente) alle monete digitali. Questo passaggio sarà monitorato con la massima cura proprio per mantenere pesi e misure all’interno del sistema economico mondiale.

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