Al centro, il Console generale di Bulgaria a Milano, Tanya Dimitrova, a sinistra Palazzo della Cultura a Sofia, a destra il Duomo di Milano

BULGARIA: NUOVE OPPORTUNITÀ PER L’IMPRENDITORIA ITALIANA

Italia Bulgaria, un dialogo fra Paesi che stanno affrontando un periodo molto difficile, a causa del Coronavirus, ma che mostrano potenzialità di sicuro interesse, con imprenditori, soprattutto in Italia, che guardano al di là delle diatribe talora futili e insulse, del nostro mondo politico. In Bulgaria, vi sono opportunità di sviluppo di sicuro interesse per le aziende italiane, non per delocalizzare o trasferire in toto la produzione, ma per verificare le possibilità di investimento in un Paese che ha un tasso di crescita annuo prossimo al 4%.

Ne parliamo con Tanya Dimitrova, Console generale a Milano della Repubblica di Bulgaria

Dottoressa Dimitrova, esiste un crescente interesse da parte di alcune aziende italiane ad ampliare la propria attività in Bulgaria, e ciò costituisce un’opportunità di lavoro per la vostra popolazione. Ma a causa del Coronavirus quasi tutti i settori sono in difficoltà. Qual è la situazione economica attuale della Bulgaria?

Premettendo che è ancora presto per tirare le somme di questo 2020, secondo i dati in nostro possesso il Pil della Bulgaria è cresciuto considerevolmente negli ultimi anni; l’anno 2019 infatti segna un aumento del 3,6%. Per l’anno corrente le previsioni economiche indicano una decrescita del Pil pari allo -6,9%. Nonostante ciò, se contestualizziamo tale cifra nell’ambito dell’emergenza sanitaria, la Bulgaria non ha bisogno di preoccuparsi, poiché i dati chiariscono la situazione economica nel resto d’Europa: infatti in Italia si prevede un calo del -13,6%, in Francia del -11,6% e in Germania del -7,2%, solo per citarne alcuni.

Se si guarda al Pil pro capite, si osserva una crescita continua negli ultimi anni. L’inflazione è in calo dal 2018, così come il debito pubblico, attestato tra i più bassi dell’Unione Europea.

A confermare la tendenza in positivo degli ultimi anni è la crescita del volume degli scambi commerciali tra la Bulgaria e gli altri Stati Membri dell’Unione Europea, che ricopre un ruolo ad oggi importantissimo nell’economia

 

Sempre alla luce di ciò che sta provocando la pandemia, come sono oggi i rapporti economici tra la Bulgaria e l’Italia?

In merito all’interscambio commerciale con l’Italia, quest’ultima si attesta come il terzo partner più importante per la Bulgaria, subito dopo la Germania e la Romania, quest’ultima essendo più vicina da un punto di vista geografico. A livello di scambi commerciali il primo trimestre del 2020, se comparato a quello del 2019, presenta una lieve decrescita, dovuta in special modo all’emergenza sanitaria e la conseguente impossibilità di dialogo commerciale per via delle restrizioni sui trasporti per via aerea e terrestre. Nel dettaglio, le esportazioni verso l’Italia raggiungono i 2,19 miliardi di euro, mentre il valore delle importazioni è salito di 3,4% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 2,5 miliardi di euro. Nel 2019, quindi, l’interscambio ha raggiunto una cifra tra le più alte mai registrate, pari a 4,69 miliardi di euro. Se non si prendono in considerazioni le pesanti conseguenze della pandemia sui rapporti economici tra Bulgaria e Italia, va sottolineata una tendenza positiva alla crescita economica fruttuosa e senza interruzioni tra i due Paesi. 

 

Quali sono i settori della Bulgaria che attraggono più investimenti? In Italia si stanno attivando le Piccole e medie imprese (Pmi), soprattutto nell’ambito dell’information technology e del digitale: cosa è in grado di offrire la Bulgaria in questi settori?

 

Nel settore digitale e dell’information technology la Bulgaria offre un eccellente sistema di infrastrutture in continuo miglioramento, così come un alto livello di qualificazione delle risorse umane, entrambi, questi, fattori chiave per lo sviluppo delle scienze tecnologiche. A riprova di ciò, il nostro Paese è stato scelto come meta dei propri investimenti da importanti compagnie internazionali come HP, IBM, Microsoft, Cisco e Oracle. In Europa, la Bulgaria si classifica al 3° posto per presenza di professionisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con oltre 220 istituti superiori e 15 università improntate all’information technology. In aggiunta, la Bulgaria dispone di una delle reti Internet a banda larga più veloci dell’UE, elemento cruciale per la crescita del Pil, dell’occupazione e per la competitività con gli altri stati membri.

 

Anche il settore agroalimentare ricopre un ruolo tutt’ora importante, data oltretutto la varietà e l’alta qualità dei prodotti bulgari. Non fa eccezione il turismo che, indipendentemente dalla crisi sanitaria, continua a essere al centro dell’attenzione sia della Bulgaria sia di diversi Paesi. Si nota un crescente interesse anche verso l’industria chimica e quella meccanica.

Inoltre, va menzionato che il tasso di cambio è molto favorevole, infatti 1.95 Bgn sono pari a circa 1 euro. Le imprese, oltretutto, trovano molto agevole produrre nel nostro Paese poiché i costi di produzione sono molto bassi, la manodopera è tra le meno esose nell’Unione Europea e le spese come bollette di gas e luce, manutenzione, acquisto o affitto di terreni e beni immobiliari risultano indiscutibilmente vantaggiose. Aggiungiamo anche il fatto che, sotto il profilo burocratico, c’è molto rigore, ma percorsi più agevoli, diversificati da settore a settore.

Senz’altro c’è da sottolineare una tassazione molto bassa, che si attesta intorno al 10%. Una difficoltà è rappresentata dalla lingua: chi si reca in Bulgaria ha spesso bisogno di un interprete. Ma è un problema di facile soluzione, grazie a molti giovani bulgari che studiano l’italiano. Qui amiamo l’Italia, non c’è dubbio.

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