Antoneta Genova

AHINORA: VINO CON PROFUMO DI VIOLETTE

Antoneta Genova, enologa e proprietaria della cantina di famiglia, racconta la filosofia dei vini puri che esprimono l’identità del terroir bulgaro

“Il primo ricordo nitido che ho è una mia foto: avrò avuto forse 9 anni, tenevo in mano un enorme bicchiere di vino rosso e ci avevo infilato il naso dentro. Ricordo che intingevo il dito nel bicchiere di mio padre per assaggiare. Non sopportavo i vini bianchi, solo i rossi. Oggi è tutt’altro. Negli anni più consapevoli della mia vita ho iniziato il mio percorso a Bordeaux, in Francia, dove mi sono laureata in Biochimica, per poi specializzarmi in Enologia – la scienza del vino. Mi sono diplomata nel 2018. Da allora fino a oggi il vino è una parte inseparabile della mia vita.”

Questa è la storia di Antoneta Genova, l’anima della cantina Ahinora. Dopo la laurea ha lavorato come rappresentante commerciale e consulente nel Sud della Francia e in Georgia. Nel 2020 rientra in Bulgaria e si unisce all’azienda di famiglia. Oggi il suo sogno è rivelare il potenziale della Bulgaria nord-occidentale, espresso soprattutto attraverso vini bianchi e rosati.

Tra i filari nasce l’identità di Ahinora: ascolto del territorio e rispetto dei ritmi naturali.

Qual è la storia della nascita della cantina Ahinora?

La cantina Ahinora inizia la sua attività nel 2008. I miei genitori, entrambi ingegneri civili, decidono di investire piantando vigneti nei terreni del villaggio di Selanovtsi, nella pianura danubiana nord-occidentale, molto vicino al fiume Danubio. Il loro desiderio era quello di far rinascere un vitigno aromatico locale: il Misket Vratchanski. Nel 2012 viene costruita la cantina. Dal 2020, quando sono rientrata dalla Francia, possiamo dire di avere una filosofia chiara sui vini che vogliamo creare. La cantina porta il nome della moglie del khan bulgaro Asparuh. Ahinora significa “profumo di violette”. Uno degli aromi distintivi del Misket Vratchanski è proprio la violetta.

Che tipo di vini desidera sviluppare e cosa distingue le vostre bottiglie sul mercato?

Il mio obiettivo è creare vini in purezza, da vitigni autoctoni della regione. Attualmente lavoro con Misket Vratchanski, Misket Kaylashki e Storgozia. Gli ultimi due sono piuttosto rari, persino per la Bulgaria. Cerco di ottenere vini a minima intervento, affidandomi ai processi naturali. Lavoro esclusivamente con fermentazioni spontanee. Ho anche una linea di vini completamente naturali, senza nulla di aggiunto e nulla di tolto. Inoltre, utilizzo dosi molto basse di solfiti. Voglio offrire vini puliti, gustosi, con identità e carattere.

La Bulgaria nord-occidentale è una regione vinicola con profonde tradizioni, cantine familiari boutique e il forte supporto dell’Istituto di Viticoltura ed Enologia di Pleven. Come questa sinergia rende la regione un ambasciatore sempre più riconoscibile del vino bulgaro nel mondo?

È vero che negli ultimi anni la nostra regione si sta affermando soprattutto per ottimi vini bianchi. Anche con i rossi otteniamo buoni risultati, poiché il clima qui è ancora più fresco rispetto alla Bulgaria meridionale. Molti colleghi lavorano allo sviluppo dei vitigni bulgari, che secondo me è fondamentale per il posizionamento della Bulgaria sul mercato internazionale. Inoltre, la collaborazione con lIstituto di Viticoltura ed Enologia ci offre un punto di riferimento solido: possiamo confrontarci, fare ricerca e andare avanti insieme per un vino bulgaro sempre migliore.

Dalla vendemmia manuale alla cantina: ogni fase è seguita personalmente, con attenzione e rispetto per la materia prima.

Quali mercati sono oggi più importanti per voi: quello bulgaro o quelli internazionali?

Attualmente la nostra cantina produce quantità limitate, circa 15.000 bottiglie. Ogni serie varia tra 300 e 2.000 bottiglie, che per ora vengono commercializzate principalmente sul mercato bulgaro. Abbiamo però richieste potenziali dall’estero, soprattutto in Europa.

Quali storie ama raccontare più spesso ai suoi clienti?

Di ogni tipo. Condivido soprattutto storie legate al processo stesso: dalla cura dei vigneti alla creazione del vino. Durante il lavoro succedono sempre situazioni divertenti. Al momento stiamo costruendo anche camere per gli ospiti, e lì non mancano nuove storie da raccontare. In generale sono una persona aperta e racconto tutto in modo che le persone possano percepire l’atmosfera che circonda la nascita del vino e le persone che lo creano, perché tutto è energia e questo si sente.

Il momento dell’assaggio, dove il lavoro in vigna e in cantina si traduce in esperienza sensoriale.

Qual è il suo vino preferito nei momenti speciali?

È una domanda molto difficile. Non ho un vino preferito. Amo provare cose nuove e tutto dipende dall’umore del momento. Non è importante il vino, ma la compagnia!

 

www.ahinorawines.com

 

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