DEEVA: LA BELLEZZA PROFESSIONALE DIRETTAMENTE A CASA
Intervista a Irene Giani, co-fondatrice della piattaforma che porta hair, make-up e nails a domicilio
Nata per rendere i servizi beauty più accessibili, Deeva unisce professionalità, innovazione e comodità, offrendo un’esperienza personalizzata direttamente a casa del cliente. Il team è guidato da Irene Giani, CEO, e Yan Cataldo, Beauty Director. Come e quando è nato questo progetto e perché funziona? Ce lo racconta Irene Giani.
L’idea è nata due anni e mezzo fa. Io e mio socio Yan abbiamo deciso di aprire ad aprile 2023, ispirandoci ai modelli e alle realtà che esistevano già in altri Paesi. Sullo scenario europeo il Paese più sviluppato per questi servizi è la Gran Bretagna: ci sono servizi beauty professionali a domicilio da diversi anni, alcuni dei quali sono molto grandi. Negli Stati Uniti esistono ormai da 10–15 anni. Ci ha aiutato nella fase iniziale a validare l’idea uno startup studio di Torino che si chiama Mamazen. Insieme a noi ha cercato di capire se ci fosse un mercato per questa idea.
Come funziona il servizio? È una piattaforma di prenotazione a domicilio? Collaborate con saloni o con liberi professionisti?
Sono liberi professionisti indipendenti che noi selezioniamo e formiamo, a cui diamo tutti i materiali necessari e che collaborano con noi decidendo quante ore lavorare e dandoci la possibilità di gestire il loro calendario e la loro agenda. Noi lavoriamo “dietro le quinte” per trovare clienti, gestire le agende, formarli, fornire i materiali e tutto quanto serve. Si prenota tramite il sito Deeva.it, dove il cliente finale può indicare quale servizio vuole e dove, e noi organizziamo l’appuntamento. Si può anche scegliere sempre lo stesso professionista: succede già.

Chi sono stati i vostri primi clienti?
I primissimi clienti sono stati a Torino, perché abbiamo aperto proprio lì come prima città. Inizialmente abbiamo avuto persone con difficoltà fisiche o psicologiche, che non riuscivano più ad accedere al salone tradizionale a causa delle loro condizioni personali. Successivamente abbiamo incontrato clienti che avevano soprattutto la necessità di risparmiare tempo. I pionieri del servizio sono stati proprio i torinesi, quando il progetto non si chiamava ancora Deeva.
Dove siete presenti oggi?
Siamo presenti a Torino, Milano, Varese e la provincia di Monza e Brianza.
La ricerca dei professionisti come è avvenuta?
I professionisti sono un grande capitolo: non è facile né trovarli, né formarli, né soprattutto individuare quelli giusti per il nostro modello, in cui il professionista fa molta differenza e costruisce da solo direttamente con il cliente un rapporto di fiducia e lealtà. Principalmente li abbiamo acquisiti tramite campagne sui social e collaborazioni con accademie e scuole di formazione. Da quando abbiamo aperto abbiamo ricevuto più di 2.000 candidature.

I servizi sarebbero molto utili anche per le RSA. Avete già provato?
Sì, per ora solo a Milano e Torino. Dopo aver lavorato a lungo sul servizio, abbiamo brevettato un lavatesta portatile e sviluppato diverse strumentazioni molto più professionali rispetto a quelle normalmente utilizzate nel servizio domiciliare tradizionale. Le persone hanno riscontrato una qualità del servizio molto diversa rispetto a quella a cui erano abituate. Spesso le RSA hanno un parrucchiere o un’estetista di appoggio che lavorano solo in alcune giornate, ma non sempre dispongono dell’attrezzatura adeguata per il lavaggio. Inoltre, un singolo professionista fa fatica a gestire i numeri elevati tipici di una casa di riposo.
I vostri prezzi sono uguali a quelli dei saloni. Riuscite ad avere un risultato economico soddisfacente?
Abbiamo deciso di non far ricadere sul cliente finale il costo dello spostamento — che rappresenta una delle nostre principali sfide — perché crediamo fortemente che mantenere prezzi simili a quelli di un salone tradizionale permetta al servizio di essere accessibile a una fascia molto ampia di persone che ne hanno bisogno, e che non potrebbero permettersi un servizio posizionato su una fascia di lusso.
Avete anche barbieri e servizi per uomini?
Non abbiamo ancora aperto il settore della barberia e svolgiamo pochissimi servizi per uomini. Attualmente la piattaforma è concentrata principalmente sulle donne, ma non escludiamo in futuro di ampliare anche la parte maschile.

Che consiglio darebbe a chi volesse aprire un servizio simile in Bulgaria? Avete pensato anche all’espansione all’estero?
Noi abbiamo sempre tenuto in considerazione la possibilità di aprire anche fuori dall’Italia, visto che è un servizio che non esiste in diversi Paesi d’Europa, però al momento vogliamo concentrarci sull’Italia per essere in grado di far funzionare bene il modello qui prima di espanderci. Dopo due anni e mezzo, il consiglio che darei è, da una parte, imparare ad ascoltare il cliente finale: capire quali sono davvero le motivazioni per cui ha bisogno di questo servizio e vuole prenotarlo, capire chi è realmente il tuo cliente e di conseguenza definire una strategia per trovarlo, acquisirlo e convincerlo a provare quello che è un servizio innovativo.
Il più grande scoglio alla prenotazione è la fiducia, ovvero aprire la porta di casa a una persona che non si conosce. Per questo è molto importante capire cosa si può fare per rassicurare il cliente.
Dall’altra parte, noi ci siamo concentrati fin da subito sul capire cosa potesse soddisfare il professionista. Nel nostro caso abbiamo scelto di non offrire soltanto clienti tramite la piattaforma, ma un supporto più ampio a 360 gradi.

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