Governo: quando ci si occupa di cose che non ci competono

Governo: quando ci si occupa di cose che non ci competono

PROTAGONISTI – Dall’alto e da sinistra, in senso orario: Luigi Di Maio (M5S); Matteo Salvini (Lega); il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; Paolo Savona, ministro per le politiche UE.

di NINO ODDO

 

Quando mi sono fatto tentare dal commentare i recenti avvenimenti politici mai mi sarei immaginato di entrare a confrontarmi con un labirinto dal quale noi (Noi=Paese) siamo ancor lontani dall’aver trovato la via di uscita.

Per ciò che mi riguarda tutto è cominciato quando, da uomo della strada curioso delle situazioni politiche del mio Paese ho letto delle prime difficoltà incontrate dal professor Conte, incaricato di formare un (a mio avviso) improbabile governo Lega-M5S.

Qualcuno si era accorto che il Curriculum del professore non era totalmente genuino per alcune specializzazioni all’estero che profumavano più di gite organizzate che di approfondimenti accademici.

Dato che la scoperta era attribuita ai soliti solerti giornalisti e rischiava di travolgere la candidatura, mi sono chiesto come mai il furbo e solerte Salvini non avesse provveduto a fa svolgere qualche indagine sull’uomo, prima di accettarlo in dono da Di Maio.

Subito dopo, mi sono chiesto, in  modo cinico, se la posizione di Salvini non fosse, in realtà, strumentale per cominciare a trovare qualche motivo adatto a far saltare il tavolo.

 

Un’ingombrante figura

 

Le ore successive al primo trambusto sembravano darmi torto, anche perché Salvini non sembrava affondare troppo il coltello; ma, subito dopo, l’ingombrante figura del professor Paolo Savona cominciava a fare ombra sul Governo in gestazione. E che ombra…

Le voci: Savona è un euroscettico, Savona vuole farci uscire dall’Euro, Savona non vuole trattare con l’Europa……e così via fino alla ciliegina sulla torta della citazione dall’ultimo libro del Professore:

«La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l’idea di imporla militarmente. Per tre volte l’Italia ha subito il fascino della cultura tedesca che ha condizionato la sua storia, non solo economica, con la Triplice alleanza del 1882, il Patto d’acciaio del 1939 e l’Unione europea del 1992. È pur vero che ogni volta fu una nostra scelta. Possibile che non impariamo mai dagli errori?»

Ovvero si passava, in un baleno, dalla posizione ‘’euroscettica’’ a vibrare sonori ceffoni sul viso degli economisti tedeschi.

A questo punto il ‘’povero’’ Mattarella, che si era già digerito un presidente del Consiglio non eletto , un programma presentato prima ai giornali e poi fatto approvare alla piattaforma Rousseau ed ai gazebi leghisti prima che a lui e che sicuramente aveva qualche riserva sui nomi di alcuni prossimi ministri, quando vide il nome di Savona scritto in inchiostro indelebile, pur da uomo mite non riuscì a trattenersi e sbottò: <<No, Savona no, questo non ve lo faccio passare >>

Così facendo, Mattarella innescava la più inusuale crisi istituzionale alla già pesante crisi politica.

<<Io sto con Mattarella >>, <<Mattarella ha difeso le sue prerogative e la Costituzione !>>, <<Il Presidente è un irresponsabile !>>, <<Il Presidente va processato !>>, <<Impeachment per Mattarella (con molti errori di stampa)!>>

Queste solo alcune delle reazioni su stampa, media, social evitando di citare gli insulti più volgari. Alcuni sindaci leghisti della Brianza si sono poi buttati nel rimuovere la foto del Presidente dal loro ufficio, qui seguiti anche dal sindaco della mia cittadina (non in Brianza), che, smesso il proprio ‘’aplomb’’ di persona seria ed amministratore capace, si faceva riprendere nell’atto irriverente. Considerato che tra pochi giorni andremo ad elezioni amministrative, mi sono sbilanciato nell’inviargli un messaggi: <<Attento E*****che rischi di fare autogol >>

 

Voci sincere o sonore

 

Ovviamente le voci più squillanti sono state quelle dei due leader politici: ma mentre quella di Di Maio mi è sembrata più sincera e convinta, anche perché, per lui si trattava dell’ultima spiaggia, quella di Salvini era sonora, ma mi sembra molto decisa sul fatto che lui è lì pronto con o senza elezioni…..

Devo dire che in questi ultimi giorni di mia presenza sui social ho avuto la possibilità di misurare un campionario di umanità politica e civile assolutamente variegato, mentre i dibattiti televisivi mi hanno mostrato una classe politica tendenzialmente imbarazzata dall’evolversi degli eventi.

Mentre scrivo, la situazione è ancora ‘’aperta’’. Tutti aspettano qualcosa, ma non saprei che cosa. L’unico che ha chiaro come la sua funzione diventi, ora dopo ora, sostanzialmente insostenibile è il ‘’povero’’ Cottarelli.

Prelevato con trolley e zainetto e trascinato al Quirinale, probabilmente non trova nessun ‘’tecnico esperto’’ disponibile ad accettare l’incarico di ministro e disposto a farsi ‘’impallinare’’ da un Parlamento ostile almeno per 4/5 dei suoi componenti. Lui è aperto ad ogni ‘’mission impossible’’ visto che, a suo tempo, ha addirittura accettato la responsabilità della ‘’spending review’’ ed i pallini li ha già ricevuti da Renzi.

E quindi…? Ho detto che avrei commentato non certo che avrei fornito delle ricette. Sicuramente la situazione del nostro Paese non è rosea, ma, personalmente, ritengo nemmeno drammatica. Oggi lo spread, stanco di salire, è già ridisceso un poco a dimostrazione che tra questi parametri macroeconomici e la situazione politica non sempre esiste una correlazione diretta. Quindi, contiamo sulle nostre forze ed ognuno di noi agisca nel suo microcosmo personale senza farsi troppo condizionare e dimostrando (oggi come ieri) che noi Italiani siamo migliori di chi ci governa.

 

P.S. In queste ultime ore (non giorni) la situazione si + evoluta in modi molto contrastanti, tali da farci  capire ancora meno sul nostro prossimo futuro.   Al momento di ‘’andare in macchina’’ (un tempo si diceva così) sembra che un governo giallo-verde riesca a formarsi anche se non senza alcuni giochi di prestigio degni del mago Silvan. Al momento non commento, ma mi riprometto di tornare sull’argomento a breve perché (mi sia dato credito) il teatro non è ancora finito…

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