LA LEADERSHIP CONDIVISA
NELLE IMPRESE DI SUCCESSO

La figura del leader ha trovato molte definizioni e suscitato molti dibattiti, ma solo oggi si è compreso, nei nuovi contesti di economia collaborativa, che tale figura non è esclusiva ma condivisa

Da quando ho compreso che tutte le professioni, anche quella di avvocato, si fondano, per eccellere nella persona che le esercita, su una buona comunicazione, ho sempre dato spazio, nei miei studi e nei miei scritti, ai modi di comunicare. Ho anche scoperto che la comunicazione ha le sue mode, che dipendono dal contesto, dal territorio e dall’epoca di riferimento. È con questa consapevolezza che nasce la rubrica “Modi e mode della comunicazione”, in omaggio al giornalista e scrittore Paolo Corticelli, ora editore di questa rivista, protagonista di una serata del mio salotto Candide della serie “incontri con l’autore”, con il quale mi sentii subito in sintonia per la comune impostazione analitica del linguaggio e la ricerca dei migliori stili espressivi, in sostanza dei buoni usi della lingua italiana.

Del resto, sia l’esempio stilistico dell’illustre padre (Aldo Bonomo) nella redazione degli atti, sia l’amore della cultura trasmessomi dalla – da poco compianta – madre (Lorenza Franco), erano i motivi fondanti e ispiratori del mio Centro Culturale Candide, intitolato alla Creatività, alla Condivisione e alla Conoscenza, un trinomio che reputo inscindibile per la stessa evoluzione del genere umano. Da qui poi i miei studi sull’Intelligenza Collettiva e da ultimo sulla Intelligenza Artificiale, approdo necessario dei miei studi nella allora neonata (poco prima della mia laurea in giurisprudenza) materia universitaria del “diritto dell’informazione e dell’informatica”, soprattutto quando si ha un approccio e una visione che vanno oltre il diritto.

Uno dei temi che, di conseguenza, ho dovuto affrontare sia da blogger che da promotore culturale, è quello della leadership, un tema obbligato per chi, come lo scrivente, osserva i fenomeni politici e studia la nuova imprenditoria digitale, ponendo lo sguardo sia all’interno che all’esterno delle aziende. Mi sono accorto che i modelli di riferimento, sia nel governo delle nazioni sia nel buon operare delle aziende, sono sempre uomini con un forte carisma, i quali possono contare sulla moltitudine che li vota o li segue. Ma “forte carisma” non vuol dire necessariamente valore intellettuale né morale, se osserviamo fenomeni di leadership, sia in campo politico che imprenditoriale, in capo a personaggi di ben poco spessore mentale e culturale.

Non autorità ma autorevolezza

Va da sé che la figura del leader va assolutamente esaminata e studiata, non solo dal punto di vista antropologico, ma anche sotto il profilo sociologico: si tratta infatti di un concetto relazionale, si diventa cioè leader solo per il riconoscimento dei più.

Leader e leadership sono termini molto utilizzati ma difficili da definire, anche perché assumono significati diversi a seconda di chi li usa e del contesto. La traduzione in italiano come “guida” e “comando” è alquanto riduttiva. Si tratta infatti di una caratteristica che va oltre al semplice comando e all’esercizio dell’autorità: il leader riesce a far lavorare insieme più persone, influenzandone il comportamento, verso un obiettivo comune. Si appalesano dunque superate le definizioni e i modelli di inizio del secolo scorso, incentrati sulle qualità della persona, secondo un approccio di tipo soggettivo e non relazionale. Vero è che oggi si dà più importanza ai modi per creare processi di leadership piuttosto che alle descrizioni di che cosa sia o non sia il leader.

Soprattutto in ambito imprenditoriale la leadership assume un valore decisivo per la crescita non solo dell’azienda per la quale si lavora, ma anche e prima ancora di quella personale dei membri di una squadra. Il leader è colui che crede molto in se stesso e nei suoi collaboratori, motivandoli per potarli verso una meta condivisa.

Allora sì che, in un contesto di relazioni, sono determinanti le caratteristiche che, nella più diffusa vulgata, vengono attribuite al leader:

  1. capacità di essere riconosciuto come punto di riferimento;
  2. capacità di ascolto;
  3. capacità di affascinare;
  4. capacità di attirare;
  5. capacità di farsi seguire,

essendo poi corollari di queste cinque caratteristiche la capacità decisionale, la capacità di sintesi, di organizzare, di assumersi le responsabilità, di aiutare a trovare le soluzioni nel confronto, di difendere la squadra.

In sostanza, il vero leader possiede la giusta esperienza per farsi rispettare e ascoltare, agendo in modo professionale e fermo ma allo stesso tempo cordiale e mai autoritario, assumendo un atteggiamento esemplare per chi lo segue. Per mantenere la leadership egli ha un codice di condotta e regole chiare da far rispettare in vista degli obiettivi da raggiungere in sintonia con le aspettative dei componenti la squadra.

Un obiettivo condiviso

In poche parole, il leader è colui che ispira e motiva gli altri per portarli ad agire con successo verso un obiettivo comune e condiviso.

Da ultimo, nei processi decisionali del digital marketing e della economia collaborativa (sharing economy), emerge una nuova concezione del leader. Anche il dibattito sulle caratteristiche innate oppure da acquisire della leadership ha contribuito all’emersione di tale nuova concezione: si tratta della leadership come processo di gruppo.

In questa leadership condivisa si sottolinea l’aspetto empatico, umanistico, emozionale, integrando le diverse qualità, competenze e conoscenze dei componenti della squadra in un approccio olistico. Crolla così la concezione statica delle qualità del leader, che agisce in modo sempre uguale, ma si presta invece attenzione al contesto, per trovare la giusta azione in relazione alla specifica situazione.

Sono insomma più le competenze e le azioni di una sola persona a conferirgli le capacità di leader, perché tali azioni e competenze possono essere imparate e sviluppate. Con questo approccio dinamico e situazionale il ruolo del leader è di facilitare la squadra affinché emerga un processo di leadership distribuita nel gruppo, in modo che, quando emerga la necessità che qualcuno della squadra, per le sue competenze, prenda in mano la situazione, è giusto che questi assuma il ruolo di leader.

 

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Avvocato di imprese editoriali e televisive, ricercatore in diritto dell’informazione e dell’informatica. Responsabile dell’Osservatorio sul diritto d’autore de Il Sole 24Ore. Chief Innovation Officer del circuito nazione di avvocati associazione A.L. Assistenza Legale. Promotore culturale, giornalista pubblicista, blogger, attivo sulle tematiche ambientali. [ View all posts ]

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