L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA RIPARTE DAI CLASSICI

I gestori della trasmissione dati impegnati in uno sviluppo epocale. E veloce

di PAOLO GILA

Nel nostro Paese dal 2010 al 2017 sono stati investiti nello sviluppo delle applicazioni Fintech circa 100 milioni di euro. Di questi, una trentina solo l’anno scorso. Possiamo affermare che il 2017 è stato l’anno del decollo in Italia di questo nuovo mondo di innovazioni?

Per Accenture, che ha curato e presentato uno studio, il 2017 è stato davvero un anno di svolta. Ma la corsa è appena cominciata, perché la Penisola si trova solo al 12esimo posto nella classifica europea degli investimenti in questo settore, dopo Belgio, Finlandia e Spagna. Tra le nazioni più evolute troviamo la Germania, la Svezia, la Svizzera e la Gran Bretagna. I dati sono rilevanti di per sé, ma vale anche una riflessione sul contesto in cui si gioca questo salto evolutivo, perché le applicazioni tecnologiche applicate alla finanza sono tanto più efficaci quanto più è rispondente l’architettura infrastrutturale che le supporta. Bene, il futuro dell’ambiente di servizio nelle telecomunicazioni sarà basato sulla tecnologia 5G, dove si sta consumando una sfida diretta tra società statunitensi e imprese cinesi per il dominio degli standard.

Il Fintech ha bisogno di prodotti e servizi informatici basati sulla grande capacità di calcolo, sulla ingente memoria e sulla velocità della comunicazione. Quest’ultimo aspetto, nel nostro Paese, determinerà il valore aggiunto. I gestori della trasmissione dati saranno quindi chiamati a un salto tecnologico epocale, non solo per vincere la concorrenza, ma anche per poter garantire al nuovo mondo dei pagamenti digitali, della banca on line e della gestione remota degli acquisti, della fatturazione e dell’archiviazione elettronica quella linearità e velocità che ora in alcuni casi ancora manca.

La lotta tra Vivendi e il Fondo Elliott per la conquista della plancia di comando in Telecom Italia si spiega anche così, dal momento che l’Unione Europea ha disposto che entro il prossimo biennio la tecnologia 5G diventi il riferimento riconosciuto per l’intero continente. In quest’ottica esistono banche d’affari e investitori che già puntano lo sguardo oltre i prossimi mesi. E che vedono possibili e auspicabili fusioni e acquisizioni all’orizzonte per dare vita a un colosso europee delle tlc. Il risiko potrebbe essere dunque solo agli inizi.

 

Potete scaricare gratuitamente il report da questo link.

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