Pmi, con le nuove tecnologie contro le difficoltà della pandemia

Nuove applicazioni e interventi suggeriti nel sito www.pmi.it

A tutt’oggi si contano circa 5,2 milioni di Piccole e medie imprese, in Italia, pari al 92% delle imprese attive. Sono l’asse portante della struttura economica del Paese, una galassia di aziende in difficoltà a causa della pandemia.

Ma le Pmi si stanno muovendo con decisione verso un utilizzo più ampio delle nuove tecnologie. Un esplicito invito in tal senso scaturisce da una serie di proposte innovative che diverse società di information technology offrono, visualizzabili sul sito www.pmi.it .

Applicazione – Ecco allora che il server Aruba Cloud propone Jitsi Meet, un’applicazione open source scalabile che permette di realizzare videoconferenze gratuitamente e in modo sicuro. Risorsa utile per tutti colori che hanno necessità di lavorare in smart working, permette di organizzare videoconferenze in totale autonomia e non prevede limiti nel numero dei partecipanti connessi. I vantaggi sono numerosi, dalla possibilità di integrare funzionalità live streaming per trasmettere la videoconferenza tramite YouTube alla condivisione del proprio schermo o di un’applicazione specifica con un semplice click senza dover interrompere il video della webcam, funzione utile durante le presentazioni.

Piano quinquennale – Microsoft, dal canto suo, ha presentato “Ambizione Italia #DigitalRestart”, un piano quinquennale di investimenti per l’Italia, confermando l’impegno per supportare l’innovazione e la trasformazione digitale. Il programma si basa anche sulla creazione della prima Regione Data Center di Microsoft in Italia, a Milano.

Il piano di investimenti permetterà di creare nuove opportunità per far crescere persone e organizzazioni, migliorando l’accesso ai servizi Cloud grazie anche alla rinnovata partnership con Poste Italiane. Le due aziende lanceranno un piano congiunto per sviluppare una nuova serie di servizi Cloud per soddisfare le esigenze digitali emergenti delle aziende e del settore pubblico.

Governo – Il sito delle Pmi ricorda anche il via libera alla rimodulazione del piano banda ultralarga del Governo per incentivare la connettività di imprese, famiglie e scuole alle prese con l’emergenza Covid-19.  Tra le novità spiccano i voucher per circa 2,2 milioni di famiglie e 450mila imprese in tutta Italia.

Per le imprese individuate vengono previsti 500 euro per la connettività ad almeno 30 mega e 2.000 euro per quella a 1 giga. Per le famiglie, invece, per dotarsi di connessione veloce o acquistare tablet o pc, sono previsti:

  • contributi pari a 500 euro con ISEE sotto i 20mila euro.
  • contributi di 200 euro negli altri casi.

Privacy – Sui pericoli per la privacy pmi.it presenta uno studio di Shoshana Zuboff che focalizza l’attenzione sui rischi legati allo sfruttamento dei dati personali a beneficio di pochi per motivi economici. Nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri (Luiss). Il comportamento umano è continuamente sotto osservazione – si kegge nella nota di presentazione – e l’obiettivo è fare gli interessi di poche persone, i quali beneficiano delle informazioni personali e delle predizioni sui comportamenti futuri. Le esperienze personali sono quindi sfruttate come dati, una materia prima che permette di avviare e gestire pratiche commerciali segrete. È una strategia che permette di arricchirsi e di acquisire un potere notevole, tanto da essere percepita come il “capitalismo della sorveglianza”. Ma quali sono le conseguenze per la libertà individuale? Quali le ripercussioni sulla privacy? Shoshana Zuboff, dopo anni di ricerca, ha messo nero su bianco la potenziale pericolosità di questo sistema, mettendo in guardia su un aspetto molto sottovalutato: stiamo pagando per farci controllare e dominare.

 

Sicurezza – Le nuove tecnologie offrono risorse innovative per l’accesso a informazioni e dati aziendali. Tale accesso può divenire pericoloso, se utilizzato fraudolentemente. L’importanza di proteggere questo genere di dati, quindi, diventa prioritario. Secondo Check Point –  un’azienda israeliana produttrice di dispositivi di rete e software, specializzata in prodotti relativi alla sicurezza -, ad esempio, le aziende dovrebbero implementare una strategia di sicurezza informatica, si legge sempre su pmi.it, basata su alcuni pilastri basilari:

  • segmentare l’accesso alle informazioni, evitando un’eccessiva “libertà” di consultazione dei dati aziendali che rappresenta un rischio soprattutto se si considera l’accesso non centralizzato, ma attuato da diverse sedi e attraverso molteplici dispositivi;
  • proteggere i dispositivi mobile, tenendo conto del fatto che il lavoro a distanza comporta una situazione multi-dispositivo che impone misure di protezione contro qualsiasi minaccia informatica anche per i dispositivi portatili;
  • insegnare ai dipendenti a prevenire gli attacchi informatici, investendo nella formazione e facendo capire ai collaboratori che azioni quotidiane come l’apertura di un’e-mail o il click su un link possono favorire l’accesso di un cybercriminale;
  • utilizzare sistemi di comunicazione sicuri, ad esempio rendendo sicure le applicazioni di videoconferenza anche implementando un sistema di password per accedere alla riunione;
  • ottimizzare gli strumenti di sicurezza, tenendo conto di minacce informatiche di tipo Gen V ma anche di una nuova generazione di attacchi che si distinguono per essere sempre più sofisticati e in grado di evitare qualsiasi misura di sicurezza.

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