Frida Kahlo, nella pittura la sua drammatica esistenza L’arte interpretata con forza, intimità e anticonformismo

Al Mudec di Milano una mostra per celebrare l’artista spagnola. Per la prima volta al mondo esposto il quadro Nina con collar. Una vita condizionata da eventi drammatici
Frida Kahlo, nella pittura la sua drammatica esistenza L’arte interpretata con forza, intimità e anticonformismo

UNA VITA DIFFICILE – A sinistra “Autoritratto con scimmia”, a destra “Nina con collar”. L’attività dell’artista condizionata da avvenimenti drammatici.

 
di PAOLA TADINI
 

Dal 1° febbraio  il Mudec,  Museo delle culture di Milano, celebra Frida Kahlo, pittrice messicana, con una mostra a cura di Diego Sileo, teorico e storico dell’arte. Una mostra che svela la straordinaria artista, autodidatta e anticipatrice dei tempi. Grazie anche all’archivio ritrovato nel 2007 a Casa Azul (casa natia dell’artista o ora museo in un sobborgo di Città del Messico), rimasto nascosto nelle stanze da bagno, sono stati ritrovati scritti, documenti, disegni e oggetti personali. Sono esposte al Mudec tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo. La preparazione della mostra ha richiesto sei anni di lavoro. La mostra raccoglie più di cento opere di Frida Kahlo tra quadri, fotografie e disegni.

Tra le opere presenti vanno segnalate LAutoritratto con scimmia  che arriva per la prima volta in Italia e Nina con collar  opera che viene esposta per la prima volta al mondo. Oltre il mito significa che l’esposizione vuole essere una retrospettiva che permetta la comprensione e l’apprezzamento da parte del pubblico soprattutto per le capacità artistiche e tecniche della pittrice. Il successo di Frida Kahlo è correlato con la sua esistenza drammaticamente vissuta a causa di eventi decisamente significativi: il suo corpo imperfetto dalla nascita a causa della spina bifida, il terribile incidente a 18 anni di età mentre viaggiava su un bus che l’ha costretta a lunghi periodi di immobilità, i dolori per tutta la vita conseguenti all’episodio, i trentadue interventi chirurgici e  le terapie seguite e subite per vari periodi della sua breve esistenza, l’impossibilità di avere figli come ulteriore conseguenza dell’incidente. L’artista morì a 47 anni, nel 1954. Nonostante un’esistenza segnata da vicende di grande sofferenza,  la sua arte si manifesta con una forza, un’intimità e uno stile quasi inimmaginabili. A questi eventi, già di per sé particolari, si aggiunge anche la sofferta relazione con il marito Diego Rivera, illustre pittore dell’epoca, con il quale si sposò una prima volta e dopo la separazione, una seconda volta.

La vita di Frida Kahlo, innegabilmente tormentata e movimentata, ha contribuito a realizzare opere tanto apprezzate e ammirate dalle folle. Uno degli eventi che le permise la prosecuzione della sua carriera fu il regalo che ricevette del letto a baldacchino con installato uno specchio sul soffitto che le permise, nonostante la sua immobilità prolungata e forzata, a realizzare numerosi autoritratti che saranno uno dei temi ricorrenti delle sue opere. Frida non trascura nei suoi dipinti anche aspetti del Messico e soprattutto del folclore tipico. Ritraeva spesso soggetti della civiltà messicana e sosteneva e affermava la propria identità messicana anche nel modo di vestire: trovava ispirazione dal costume delle donne del proprio paese dove esisteva una società matriarcale nelle quali le donne dirigevano i mercati locali, fulcro della vita messicana.

La mostra al Mudec  vede  la partecipazione di autorevoli musei internazionali che hanno prestato alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese. L’esposizione continua nelle conferenze e nei numerosi eventi che saranno proposti durante tutto il periodo della mostra, in particolare il Festival della cultura messicana.

La mostra riesce a svelare alcuni temi che fino ad ora erano stati meno valorizzati e che caratterizzeranno le quattro sezioni in cui è divisa l’esposizione: Donna, Terra, Politica, Dolore. Senza scindere la profonda relazione tra la vita e l’opera dell’artista, l’intento del curatore della mostra è quello di valorizzare e comprendere  la poetica della pittrice svelando l’essenzialità di un’arte così intensa, passionale e dalle sfaccettature imprevedibili e originali, al di là del mito, al di là dell’icona femminista che ne è scaturita, al di là delle tradizionali interpretazioni della sua opera.

Una mostra da scoprire a piccoli passi, senza condizionamenti di alcun genere, con reverenza e curiosità, apprezzando le opere di una ragazza ribelle, anticonformista e vivace che affascina e colpisce a prima vista.

 

FRIDA. OLTRE IL MITO.

1 febbraio – 3 giugno 2018

MUDEC – Museo delle Culture di Milano, via Tortona 56.

www.mudec.it

 

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