Perché la Russia non partecipa all’Eurovision Song Contest

di (M.C.)

Ieri sera, durante la prima serata dell’Eurovision Song contest, i due conduttori italiani di Rai 4 hanno avuto un’evidente difficoltà nello spiegare ai telespettatori perché la Russia non partecipa al festival, perdendosi in frasi anche vaghe, una per tutte: perché ai russi non era piaciuto il testo della canzone “1944” cantata da Jamala, vincitrice del Contest 2016.
Sono giunte parecchie richieste dai lettori ucraini, su questo fatto, sul diniego della Russia a partecipare. Vediamo di chiarire.
Nel marzo di quest’anno, più tardi di qualsiasi altra partecipazione nazionale, la Russia ha annunciato la propria candidata per l’Eurovision Song Contest a Kiev, Yulia Samoilova. Dato che in Russia nessuna piuma si muove senza l’accordo con il Cremlino, la candidata risultava subito inaccettabile per Kiev come cittadina, e non come cantante, in quanto nel 2015 aveva visitato, con diversi concerti, la Crimea occupata e annessa dalla Russia nel marzo dello stesso anno, con un finto “referendum”.
Secondo la Legge Ucraina, gli artisti, politici, giornalisti e altre persone pubbliche che entrano in Crimea e svolgono le diverse attività non dal territorio nazionale ucraino e non concordate con Kiev, si proclamano persone “non grate” per tre anni. Quindi, a Mosca sapevano bene di mettere nelle mani di Kiev questa patata bollente. Infatti, poco dopo il Servizio della Sicurezza dell’Ucraina ha ufficialmente confermato il divieto di entrare in Ucraina alla cittadina russa Samoilova, chiedendo una candidata alternativa accettabile. Ma dato che lo scopo del Cremlino non era questo, bensì quello di sollevare uno scandalo mediatico nei media russi. Con alcuni echi anche in Europa sulle sanzioni contro l’Ucraina, definita antidemocratica.
Ma signori miei, se la legge deve essere uguale per tutti, lo sarà anche per Samoilova, che forse, pensando bene, si è salvata in questo modo da un ruolo di bambola usata come strumento dei servizi russi.

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