QUANDO IL DESIGN D’ARREDO
PORTA IL MADE IN ITALY NEL MONDO
Rossi di Albizzate è un’azienda storica nel settore grazie all’innovazione tecnica, alla visione progettuale e alla collaborazione con grandi architetti e designer. Giovanni Sforza, general manager, ci accompagna nel percorso evolutivo della ditta nata a Milano
Non c’è che dire, l’Italia vanta una tripla A che è difficile da scalfire. Non si tratta dell’area finanziaria tout court, bensì di Arredamento, Alimentazione, Abbigliamento (moda).
E nell’ambito dell’arredamento uno dei nomi di spicco per la ricerca del design raffinato è l’azienda Rossi di Albizzate, storica ditta con sede principale a Milano, dove è sorta, conosciuta nel mondo da estimatori del buon gusto made in Italy. Ripercorriamo il cammino storico dell’azienda con il general manager attuale, Giovanni Sforza.
Come è nata Rossi di Albizzate e quali sono i momenti chiave della vostra storia?
Rossi di Albizzate nasce nel 1923 come piccolo laboratorio artigianale fondato da Giuseppe Rossi, specializzato nella produzione di imbottiti realizzati interamente a mano. Nel corso dei decenni, l’azienda si è trasformata in una realtà pionieristica del design italiano, distinguendosi per innovazione tecnica, visione progettuale e collaborazioni con grandi architetti e designer. Tra i momenti chiave ricordiamo:
Il primo brevetto dedicato alla poltrona-letto nel 1939 all’avvio della collaborazione con importanti Architetti (G. Vitelli, T. Ammannati)
L’ ingresso in musei di livello internazionale (collezione Permanente Triennale – G. Vitelli, T. Ammannati) e il contributo, quale socio fondatore, al Salone del Mobile di Milano.
I progetti di Hans Von Klier, entrambi selezionati per il Compasso d’Oro
L’apertura degli Showroom a Milano – 13 vetrine, design C. Bartoli – e a Roma.
Negli anni ’80 si intensifica la cooperazione con architetti e designer molto influenti e si promuove l’interazione con il mondo della moda e dell’arte. Poi il cambio generazionale. La gestione è dei fratelli Luigi e Piero – cambia la direzione creativa – si abbracciano forme più ludico/organiche.
Dal 2023 Luxur IT guida la nuova era di Rossi di Albizzate con l’apertura del nuovo concept store a Milano e un progetto che la vede partner di HIGHLINE-Milano per la valorizzazione culturale dello SKYWALK della Galleria Vittorio Emanuele II e il recupero della Sala dell’Orologio (ARTSPACE).
Oggi, dopo più di un secolo, Rossi di Albizzate è un punto di riferimento del Made in Italy nel mondo.

Qual è il bilanciamento tra produttività e industrializzazione nella vostra produzione?
Il nostro modello produttivo si fonda su un equilibrio molto preciso: industrializziamo i processi che garantiscono efficienza, precisione e continuità, ma preserviamo la manualità dove fa la differenza, ovvero nella tappezzeria, nelle cuciture, nelle finiture e nella personalizzazione di ogni pezzo.
Ogni prodotto nasce da un’idea di design che viene tradotta in prototipi, test, innovazioni tecniche e produzione industriale, ma la fase finale resta affidata ai nostri maestri artigiani. È questo binomio a garantire qualità, comfort e identità estetica inconfondibile.
E il design ha margini di sviluppo?
C’è ancora tanto spazio per il design nel mondo, basti pensare che in valore questo mercato non supera il miliardo e mezzo di euro. La nostra strategia per conquistare i mercati si basa, sostanzialmente su tre pilastri:
identità storica e culturale (valorizziamo un patrimonio progettuale unico, oggi presente anche nel Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano), design come linguaggio internazionale, alta qualità e servizio su misura.
Il posizionamento non è solo estetico: è una questione di valori, cultura e coerenza.

Quali mercati ritenete più strategici?
L’Italia resta un mercato importante per la nostra identità, ma la crescita più significativa avviene a livello internazionale, in particolare Cina e India (Paesi molto sensibili alla nostra di un marchio e, in particolare, alla storia di Rossi di Albizzate), Medio Oriente (UAE, Arabia Saudita, Qatar), Stati Uniti, Sud Est Asiatico. Queste aree riconoscono e apprezzano il Made in Italy, l’artigianalità di fascia alta e il design contemporaneo. Inoltre, rappresentano mercati ad alto sviluppo nel settore hospitality, residenziale luxury e architettura d’interni—segmenti perfettamente in linea con la nostra proposta.
Qual è la vostra tipologia distributiva?
Abbiamo una strategia multicanale orientata alla qualità: Store fisici selezionati e il nostro Concept Store di Milano, che è anche spazio museale e luogo di incontro per designer e partner. Contract e progetti su misura, un’area in forte crescita che valorizza la nostra capacità produttiva e la flessibilità artigianale. Collaborazioni con showroom internazionali di fascia alta. L’online, pur non essendo il nostro canale primario, rappresenta un’importante vetrina istituzionale, mirata alla comunicazione e al contatto diretto con gli studi di architettura. Nel futuro vediamo una distribuzione sempre più ibrida: fisica, digitale e esperienziale.

Come si evolverà il design d’arredo nei prossimi 5-10 anni?
Il design d’arredo si muoverà verso:
• sostenibilità reale, non solo nei materiali ma nell’intero ciclo produttivo;
• personalizzazione come valore aggiunto;
• comfort evoluto, basato su ricerca ergonomica e materiali innovativi;
• ibridazione degli spazi (lavoro, casa, hospitality) con arredi versatili e modulari.
Rossi di Albizzate si sta preparando attraverso investimenti in materiali innovativi, collaborazioni con designer che interpretano il futuro, e continui aggiornamenti delle competenze artigianali. La nostra forza è la capacità di unire heritage e innovazione, rimanendo autentici mentre evolviamo.

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