STUDIO ENSO, IL RESTAURO COME DIALOGO TRA MEMORIA E FUTURO
Da Varese a Lugano, Milena Maesani racconta oltre vent’anni di cantieri tra conservazione, creatività e competenze specialistiche
Ci sono luoghi che appartengono alla memoria collettiva e che, proprio per questo, richiedono un intervento capace di unire competenza tecnica, rispetto storico e grande sensibilità. Dal pavimento musivo della Galleria Vittorio Emanuele II alla Galleria del Corso di Milano, fino ai palazzi storici del Canton Ticino, il percorso di Studio ENSO attraversa luoghi simbolici e interventi complessi, dove il restauro diventa equilibrio tra tutela, tecnica e visione.
Nato nel 2003 a Vedano Olona e guidato da Milena Maesani, lo studio opera da oltre vent’anni nel restauro conservativo, nella decorazione e nel recupero architettonico. Uno dei cantieri più significativi resta quello della Galleria Vittorio Emanuele II: trentacinque persone impegnate per nove mesi, con squadre al lavoro giorno e notte, per restaurare uno dei luoghi più iconici di Milano senza interromperne la vita quotidiana.
Accanto agli interventi pubblici, lo studio lavora anche per committenze private, su edifici storici, quadri, sculture ed elementi lignei. Negli ultimi anni ha aperto una sede a Lugano, consolidando un ponte operativo e culturale tra Varese e il Canton Ticino.

Milena, qual è l’impronta distintiva che rende un intervento di Studio ENSO riconoscibile?
In un restauro conservativo, l’impronta dello Studio Enso si manifesta esclusivamente attraverso l’empatia verso l’opera e l’ambiente. Rispettiamo rigorosamente i dogmi del restauro: qui non c’è spazio per l’interpretazione soggettiva o per un marchio d’autore riconoscibile; l’obiettivo è la tutela del bene. Il nostro marchio distintivo emerge invece nella fase di progettazione e nell’analisi tecnica. Interveniamo personalizzando i computi esistenti con il nostro know-how, integrando soluzioni tecniche d’avanguardia che supportano la visione d’insieme.
Quando il progetto riguarda il recupero creativo, l’elaborazione di ambienti ex novo o l’inserimento di materiali moderni, come per esempio i cementi, la nostra firma risiede nel dialogo armonico tra l’esistente e le nuove realizzazioni. L’essenza del nostro lavoro nasce dall’empatia con il cliente e da una visione d’insieme capace di esaltare l’identità architettonica del luogo.
Valorizziamo ogni elemento originale attraverso scelte stilistiche armoniose, mantenendo sempre al centro il massimo rispetto per l’opera.

C’è un progetto che la emoziona ancora oggi?
Siamo orgogliosi di condividere un’emozione che segna un traguardo importante per il nostro studio: la nascita della nostra seconda sede in Canton Ticino. Questo passo è legato a una splendida avventura architettonica nel cuore di Carona, pittoresco borgo affacciato sul lago di Lugano. Qui, in Piazza Montà, abbiamo curato il restauro della storica ‘Ca’ Bianca’.
L’intervento ha riportato alla luce un apparato decorativo prezioso, celato per decenni da strati di scialbo, restituendo leggibilità e valore cromatico alle facciate con affreschi dai colori naturali. All’interno, il dialogo con la storia continua: abbiamo restaurato le volte in mattoni faccia a vista, recuperato le pietre naturali di ballatoi e terrazzini e valorizzato i soffitti lignei. L’uso di pitture alla calce assicura oggi un risultato perfettamente coevo alla nobile identità dell’edificio.

In che modo le nuove tecnologie stanno cambiando il restauro?
Anche il restauro si evolve, accogliendo le scoperte tecnologiche come alleate. Le nuove tecnologie hanno trasformato il restauro da un’attività puramente artigianale a una disciplina che si fa supportare da scientifica di precisione. Alcuni pilastri di questo cambiamento sono per esempio la diagnostica non invasiva con strumenti come la termografia, i raggi X e la fluorescenza UV permettono di “leggere” cosa c’è sotto gli strati di vernice o dentro le mura senza intaccare l’opera, individuando umidità o affreschi nascosti, oppure il rilievo 3D grazie ai droni e agli scanner laser, si creano modelli digitali identici all’originale. Questi servono per monitorare i dissesti strutturali nel tempo o per ricostruire parti mancanti con estrema precisione. La stampa 3D permette di riprodurre lacune decorative complesse, mentre le nanotecnologie offrono nuovi consolidanti che penetrano meglio nei materiali antichi consentendoci di operare a livello intrinseco grazie alle nano molecole, che permettono interventi conservativi più profondi e duraturi.
Tuttavia, l’innovazione non sostituisce il passato: le tecniche antiche rimangono per noi un dogma imprescindibile, sono il fondamento.
Quali errori l’esperienza le ha insegnato a evitare?
Il più grande errore è pensare che i cantieri siano tutti uguali. Ogni intervento è un mondo a sé, con una propria anima e richiede un approccio sartoriale. Abbiamo imparato che la chiave del successo risiede nel saper comunicare correttamente al cliente il valore del nostro approccio metodologico. Una percezione errata del lavoro può creare aspettative distanti dal rigore conservativo che ci prefiggiamo. Per questo, oggi puntiamo tutto sulla trasparenza del processo e su una supervisione costante, step-by-step, che garantisca la massima tutela della nostra professionalità e del risultato finale
Spesso ciò che appare semplice nasconde una dinamica complessa di analisi e competenze specialistiche.
L’esperienza ci ha insegnato a proteggere il valore del nostro lavoro comunicandolo meglio: se il cliente non comprende l’iter scientifico o conservativo che seguiamo, si rischiano malintesi sul risultato finale. Oggi evitiamo questo rischio attraverso una supervisione perpetua e un dialogo costante, assicurandoci che ogni fase sia compresa e condivisa.

La presenza tra Varese e Lugano rappresenta anche un ponte culturale e operativo: quali differenze riscontri nei diversi contesti?
Lavorare tra Varese e Lugano significa muoversi in un ecosistema dove la vicinanza geografica è senza dubbio logisticamente vantaggiosa, e ci permette di esplorare una realtà straniera a 20 minuti di distanza dal nostro laboratorio.
Senza dubbio nonostante siamo “gente di confine” si notano subito alcune differenze tra i due Paesi come, per esempio, dal punto di vista operativo la Svizzera offre una snellezza burocratica, la riservatezza e una precisione normativa che facilitano gli scambi internazionali, a differenza della complessità legislativa italiana, che però è senza dubbio compensata da una densità di maestranze artigiane e competenze tecniche di altissimo livello ancora radicate anche nel territorio varesino.
Pur operando in un contesto internazionale, abbiamo saputo fondere la nostra visione culturale con l’eccellenza del sistema svizzero. Il risultato è una sintesi perfetta dove il valore della tradizione italiana arricchisce l’efficienza e il rigore metodologico elvetico.
Mentre a Varese, ma in generale in Italia, prevale spesso una dimensione legata alla tradizione, al restauro e a un collezionismo “emozionale” o storico, a Lugano per esempio il contesto è più internazionale e l’arte o il patrimonio immobiliare sono più orientati come asset d’investimento, Lugano agisce come vetrina globale e hub finanziario. Questo “ponte” permette di unire la capacità produttiva italiana con la solidità e la proiezione verso l’esterno del mercato elvetico.
Quale visione guida oggi le sue scelte e i progetti futuri dello studio?
I nostri progetti futuri nascono da una volontà precisa: consolidare la nostra presenza nel Canton Ticino, portando oltre confine l’esperienza di una realtà che in Italia è già punto di riferimento da oltre 25 anni. Il nostro legame con questa terra non è solo professionale, ma affettivo e culturale. Ci sentiamo parte integrante dell’Insubria, quella regione transfrontaliera che unisce Varese e il Ticino. Per noi, Lugano e il suo territorio non sono “estero”, ma le porte di casa, un tessuto urbanistico unico composto da corti storiche, palazzi del 500, stabili di immenso valore architettonico che attendono solo di essere riscoperti e valorizzati.
Nella nostra visione c’è anche quella di un’officina creativa che esporta l’anima delle Belle Arti italiane. Per offrire un servizio davvero di eccellenza ai nostri clienti svizzeri e internazionali, infatti ci piacerebbe stabilire in Ticino anche un laboratorio operativo permanente come quello che abbiamo già a Varese. Uno spazio vivo dove la nostra specializzazione prende forma diretta su opere mobili, quadri, statue, elementi d’ arredo d’epoca, recupero conservativo di pezzi unici.

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