SARAJEVO: LA GERUSALEMME EUROPEA LA RINASCITA DOPO LA GUERRA CIVILE

Città cosmopolita fin dalla fondazione: grazie alle quattro religioni presenti, la capitale della Bosnia Erzegovina presenta una nuova civiltà multiculturale
SARAJEVO: LA GERUSALEMME EUROPEA   LA RINASCITA DOPO LA GUERRA CIVILE

CITTA’ MULTICULTURALE – Due immagini, una capitale ricca di campanili.

di OLGA GEORGIEVA

 

Ogni città ha un proprio destino. Il destino di Sarajevo è di essere per sempre ricordata con l’omicidio del principe ereditario austro-ungarico Franz Ferdinand nel 1914, l’avvenimento che provocò lo scoppio della prima guerra mondiale, dopo la quale la città visse un periodo come parte della Jugoslavia. Sarajevo sta ancora curando le ferite dalla guerra civile, durata dal 1992 al 1995. Per 1425 giorni la città ha subito il più lungo assedio di una capitale nella storia della guerra moderna. Questa città conosce gli alti e i bassi, il dolore e l’amore, il sucesso e la perdita. E sa cos’è il perdono.

Sarajevo ebbe origine all’inizio del XV secolo al crocevia delle strade romane, dove la gente viveva sin dall’età della pietra. La città fu fondata al tempo dell’invasione degli ottomani nei Balcani da parte di Yitzhak Bey Yitzakovich. Qui il dominio ottomano costruisce molti edifici, che rappresentano oggi eccellenti esempi dell’architettura ottomana del periodo.

Alla fine del XIX secolo, con l’istituzione del dominio austro-ungarico sulla Bosnia ed Erzegovina, la città di Sarajevo entrò nell’Europa occidentale.Vengono costruite fabbriche moderne, vengono aperte scuole su un modello europeo. La città viene arricchita dalla cultura e dall’architettura dell’Europa occidentale: il Museo Zhemal è una delle più grandi istituzioni culturali dei Balcani.

Ma dopo la prima guerra mondiale, che iniziò qui, la città ritarda nel proprio sviluppo. Dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, l’industria, l’economia, la cultura e molte altre istituzioni pubbliche si sono evolute, rendendo Sarajevo la più grande città della Bosnia ed Erzegovina. Durante questo periodo furono fondate l’università di Sarajevo, il teatro dell’opera, molti musei e gallerie, istituti scientifici ecc. Sarajevo ospita i Giochi Olimpici Invernali XIV, che si sono svolti nel 1984 con grande successo.

E di nuovo: i cambiamenti sociali e politici nei Balcani dopo il 1991 hanno provocato una sanguinosa guerra civile che ha portato alla creazione di uno stato indipendente e sovrano della Bosnia ed Erzegovina, la cui capitale è Sarajevo.

Sin dalla sua nascita, Sarajevo è stata una città cosmopolita: qui gli ebrei spaniel sfrattati hanno costruito la loro sinagoga, sono state realizzate anche chiese ortodosse e cattedrali cattoliche. Sarajevo ha quattro religioni e culture mondiali e la loro coabitazione secolare crea una nuova civiltà che ha resistito a tutte le vicende storiche. Ecco perché alcuni la chiamano la Gerusalemme europea. E questo si vede anche per strada osservando come si vestono le persone, con abiti molto diversi fra di loro.

Situata in una valle e circondata dalle montagne, la città è divisa in quattro comuni: Città Vecchia, Centro, Nuovo Sarajevo e Città Nuova. Sfortunatamente, la nuova guerra ha diviso la città, la gente e le religioni. Stanno iniziando solo ora a comunicare di nuovo, ad andare nella “altra” città, a chiudere le vecchie ferite. E le ferite si vedono ancora: sui volti delle persone, sulle facciate di molti edifici…

Nonostante tutto, oggi Sarajevo è una città moderna, con molti eventi culturali, musei e gallerie, ristoranti tradizionalli e moderni, posti di shopping e una vivace vita notturna. La capitale bosniaca è nota per due tipi di negozi di alimentari: panetteria (pekara) che vende deliziose banitza, hamburger, muffin e pane. E le pasticcerie, il regno delle lokum, la halva e il baklava. Il centro storico è una serie infinita di ristoranti: tradizionali che offrono i burek, bar e grill, cucina moderna internazionale, caffè funky.

Il cuore della Città vecchia è la piazza Bascharshia con la belissima fontagna Sebij. Qui la vita corre lentamente, come 100 anni fa. Nei locali sulla piazza puoi prendere un caffè turco con limonata, puoi vedere con calma i numerosi negozi intorno al bazar. Qui vicino c’è il fiume Miljacka e il Ponte Latino. I gioielli del centro storico sono la bellissima libreria in stile pseudo-moresco, la sinagoga  Ashkenazi, la cattedrale del Sacro Cuore, la vecchia chiesa ortodossa, la moschea di Gazi Husrev Bey.

Non sorprendetevi se, mentre prenotate un albergo, la valuta è BAM, e poi, nei negozi, vedete il KM. La valuta è denominata marka convertibile (KM), ma la sua abbreviazione internazionale è BAM e solo le persone del luogo utilizzano KM. È fissata all’euro a 1,95 BAM = 1 EUR.

Nel 2011 la città è stata nominata Capitale europea della cultura nel 2014 e ospiterà il Festival olimpico della gioventù europea nel 2019.

 

Leave a reply

Comments