IL LICEO ITALIANO DI SOFIA – UN PONTE TRA CULTURE E PAESI
Biliana Ivanova, direttrice del Complesso Scolastico Nazionale di Cultura con Liceo Italiano, condivide la storia, la missione e le prospettive future di una scuola senza eguali in Bulgaria
Ai piedi del monte Vitosha, nel verde quartiere di Gorna Bania a Sofia, si trova una scuola dallo spirito straordinario. Da quasi mezzo secolo, il Complesso Scolastico Nazionale di Cultura con Liceo Italiano combina sapere e creatività, disciplina e libertà, tradizione bulgara e cultura italiana. Ecco cosa ha condiviso in esclusiva per Il Velo di Maya MAGAZINE la sua direttrice, Biliana Ivanova.
Dottoressa Ivanova, quando e come è nata l’idea per il Complesso Scolastico Nazionale di Cultura e quale ruolo ha avuto la Repubblica Italiana in questo processo?
L’inizio del Complesso Scolastico Nazionale di Cultura risale al 1976, quando, su iniziativa di Lyudmila Zhivkova, nasce il progetto di una scuola completamente nuova, una scuola che pone l’arte e la cultura al centro dell’educazione. Zhivkova, allora ministro della cultura, credeva che l’arte trasformasse il pensiero delle persone e dovesse far parte della vita dei bambini fin dalla più tenera età. Il concetto trae ispirazione anche dai principi pedagogici di Maria Montessori: rispetto della personalità, libertà di espressione creativa e sviluppo dei talenti individuali. La scuola iniziò con una materna, la prima e la quinta classe, ma si sviluppò rapidamente e, entro la fine degli anni ’80, formava già centinaia di bambini. Nel periodo turbolento dopo il 1989 ci furono cambiamenti, ma lo spirito della scuola sopravvisse. Nel 1992, con il sostegno attivo della Repubblica Italiana, il Consiglio dei Ministri trasformò ufficialmente la scuola in Liceo con insegnamento della lingua e cultura italiana. Così iniziò la nostra duratura collaborazione con l’Italia, un Paese che ancora oggi invia docenti, fornisce materiali didattici e partecipa alle nostre iniziative culturali.

Qual è la missione del liceo oggi e cosa lo distingue dalle altre scuole in Bulgaria?
La nostra missione è formare giovani cittadini del mondo, che combinano conoscenze accademiche, pensiero creativo e sensibilità culturale. I nostri studenti ricevono una solida preparazione sia nelle discipline umanistiche sia in quelle scientifiche, acquisendo così una cultura ampia e multilivello e la flessibilità necessaria per le future carriere, un programma che poche scuole in Bulgaria offrono.
Come si combinano la tradizione educativa bulgara e quella italiana nel programma scolastico?
Il nostro programma è un esempio di armonia tra due culture. Da un lato, seguiamo gli standard statali bulgari, garantendo una solida base accademica. Dall’altro, il programma è arricchito con letteratura italiana, storia dell’arte, teatro, musica e persino elementi culinari che immergono i ragazzi nel modo di pensare italiano.
Cosa attrae di più gli studenti nello studio della lingua e della cultura italiana?
L’Italia è un Paese simbolo di arte e stile: dalla pittura rinascimentale al design moderno, dall’opera alla moda e alla cucina. Per molti studenti, lo studio della lingua italiana è un passo naturale verso questo mondo di bellezza ed estetica. Non meno importante è l’aspetto pratico: la conoscenza dell’italiano apre le porte a università, borse di studio e carriere in settori come turismo, moda, management culturale e business internazionale. I giovani percepiscono l’italiano come una lingua che dona ispirazione e opportunità concrete.
Quali possibilità si aprono ai diplomati – prosecuzione degli studi in Italia, prospettive di carriera, progetti culturali?
I nostri diplomati tradizionalmente si orientano verso prestigiose università italiane – da Roma e Milano a Bologna e Firenze. Quest’anno, ad esempio, ospiteremo per la seconda volta rappresentanti dell’Università di Padova, che presenteranno personalmente i loro programmi agli studenti maturandi. I nostri ragazzi usufruiscono di borse di studio, programmi di scambio e partenariati che facilitano l’ammissione in Italia. Le carriere possibili sono varie: management culturale, traduzione, turismo, lavoro in aziende internazionali o nel settore italo-bulgaro. Molti dei diplomati partecipano a progetti culturali e iniziative europee che collegano arte e imprenditorialità.
Quali partenariati avete con istituzioni, università o organizzazioni culturali italiane?
Negli anni abbiamo costruito una vasta rete di partner. Collaboriamo attivamente con l’Ambasciata della Repubblica Italiana, l’Agenzia ICE in Bulgaria e l’Istituto Italiano di Cultura, che sostengono eventi culturali, docenti ospiti e progetti comuni. Abbiamo contatti di lunga data con l’Istituto tecnico Mazzotti di Treviso e recentemente abbiamo avviato collaborazioni con scuole di Roma e Palermo, con le quali pianifichiamo scambi e iniziative congiunte. Tali legami danno ai nostri studenti un senso di comunità europea e un accesso diretto alla cultura e all’istruzione italiana.
Come sostiene la Repubblica Italiana il liceo – nei programmi, nei docenti, negli eventi culturali?
L’Italia è un partner affidabile sin dall’inizio del liceo. L’Ambasciata della Repubblica Italiana e l’Istituto Italiano di Cultura ci assistono nell’organizzazione di festival, mostre e spettacoli teatrali, mentre l’Agenzia ICE favorisce il legame tra istruzione e impresa. L’Italia invia regolarmente docenti qualificati e fornisce materiali didattici, permettendoci di mantenere una presenza autenticamente italiana nelle aule. Questa collaborazione ispira gli studenti e li motiva a crescere come veri cittadini d’Europa.
Qual è il ruolo dell’insegnamento della lingua e cultura italiana nello sviluppo dei rapporti economici tra Italia e Bulgaria?
L’Italia è uno dei principali partner commerciali della Bulgaria e una buona conoscenza della lingua italiana è un grande vantaggio in molti settori – dalla moda e dal design al turismo e all’ingegneria. I nostri diplomati, che parlano fluentemente la lingua e comprendono la cultura italiana, diventano specialisti preziosi per le aziende impegnate negli scambi italo-bulgari. Fin dai primi anni, la scuola coltiva pensiero creativo e capacità comunicative, che sono fondamentali per il commercio internazionale e l’imprenditorialità. Così i nostri diplomati diventano mediatori naturali nelle relazioni economiche tra i due Paesi.
Vede il potenziale che i vostri studenti diventino futuri “imprenditori culturali” – persone che collegano arte, cultura e business?
Assolutamente sì. Molti dei nostri ex studenti già organizzano concerti, mostre e iniziative sociali proprie, in cui uniscono arte e imprenditorialità. Crescono in un ambiente che offre loro non solo conoscenze accademiche, ma anche fiducia nel trasformare le idee in progetti concreti. Credo che proprio questi giovani – ispirati dalla tradizione culturale italiana e aperti al mondo – saranno il ponte tra arte, cultura e business in Bulgaria e in Europa.
Commenti