BREVE SGUARDO SULLA STORIA DELLE ACQUE MINERALI NELLE TERRE BULGARE

La Bulgaria, uno dei Paesi più ricchi al mondo di sorgenti minerali: dalle origini geologiche all’epoca romano-bizantina

Questa rubrica è realizzata con il sostegno della Camera nazionale delle acque minerali nella Repubblica di Bulgaria.

 

La straordinaria varietà della natura bulgara testimonia il ricco passato geologico del nostro Paese. Ogni periodo, era ed epoca nella dinamica storia della crosta terrestre ha lasciato profonde tracce sul suo territorio. Per milioni di anni, esso è stato più volte sommerso da antichi mari. Una serie di successive deformazioni tettoniche della crosta terrestre è stata accompagnata da potenti eruzioni di magma proveniente dal nucleo terrestre. Tutto ciò, insieme all’azione dei fiumi e dell’atmosfera, ha gradualmente modellato l’attuale e importantissimo rilievo del Paese, da cui deriva la grande varietà di clima, vegetazione, fauna, acque minerali, giacimenti di fango terapeutico e altro ancora.

Le testimonianze sull’utilizzo delle acque minerali in Bulgaria risalgono alla più remota antichità. Sono esistiti insediamenti preistorici sorti nel periodo neolitico, così come durante l’età del bronzo e del ferro. Il massimo sviluppo nell’uso delle sorgenti minerali tiepide e calde si ebbe nel periodo tracio-romano. Numerosi antichi insediamenti traci furono trasformati in centri balneologici ben attrezzati per l’epoca. Di quel tempo restano molte tracce di edificazioni termali: ninfei e asclepiei, opere di captazione e acquedotti, edifici termali con piscine e locali destinati a varie cure fisiche, al riposo e alle conversazioni.

In questo modo sorsero le antiche città di Serdica (Sofia), Augusta (Hissarya), Pautalia (Kyustendil), Germania (Sapareva Banya), Tonzos (Bagni minerali di Sliven), Thermopolis (Bagni minerali di Burgas) e molte altre.

La grande venerazione per le qualità curative e igienico-sanitarie delle acque minerali è testimoniata dal ritrovamento di numerose monete votive, tavolette di offerta e raffigurazioni delle tre ninfe, di Apollo come dio guaritore, di Esculapio, Igea e Telesforo – divinità della salute – nonché della fontana dell’antica Serdica con quattro teste di leone in bronzo, dalle cui bocche sgorgava acqua minerale.

È interessante notare che le terme pubbliche dell’epoca non venivano utilizzate soltanto per la cura, l’irrobustimento e l’igiene. La permanenza vi durava diverse ore e comprendeva bagni, massaggi e altre terapie fisiche; nei momenti di pausa si svolgevano conversazioni, attività nella biblioteca, nella sala musicale e si organizzavano incontri amichevoli, culturali e d’affari.

I grandi centri balneari nel periodo romano-bizantino di massima fioritura attiravano visitatori provenienti dall’intera penisola balcanica, dalle isole dell’Egeo, dall’Asia Minore, dal Vicino Oriente e perfino dall’Egitto. Ciò vale soprattutto per Hissarya, Kyustendil, Serdica e i Bagni minerali di Burgas, frequentati anche da imperatori romani e bizantini e da alti dignitari, che vi disponevano di sontuosi palazzi e ville.

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