DIFENDERE I PROPRI PORTAFOGLI PAROLA D’ORDINE: “PRUDENZA”

Titoli di Stato, Pir, oro: tre percorsi che possono soddisfare le esigenze di molti piccoli e medi risparmiatori. Nessuna minaccia di recessione, secondo gli economisti

C’è una diffusa preoccupazione fra i piccoli e medi risparmiatori per cercare di porre un argine ai propri soldi. Come scrive Pmi.it, si delinea all’orizzonte una tempesta perfetta, ovvero: “volatilità dei mercati dovuta alla guerra russo-ucraina e alle crescenti tensioni geo-politiche, speculazioni dovute alla fiammata dei rincari energetici e delle materie prime, incertezza economica dovuta al freno alle esportazioni e alla mancata ripartenza post-Covid, freno agli investimenti dovuti all’impennata dell’inflazione e dei prezzi al consumo”.

Sorge in molti la domanda: che fare? Come difendersi, in termini economici da tutto ciò?

“Con l’aumento dei prezzi ed il galoppante timore di una nuova crisi economica all’orizzonte – si legge nel sito delle piccole e medie imprese -, il primo segnale d’allarme è il calo dei consumi di imprese e famiglie, così come quello degli investimenti. Una situazione che tende in genere ad incrementare le riserve nei conti deposito (pronti contro termine, vincolati, rimborsabili) e nei conti correnti, senza movimentare i capitali. Minore rigidità, invece, su fondi pensione e assicurazioni”.

Già nel 2014 la congiuntura sfavorevole alimentava i discorsi di innalzamento dello spread, del calo delle borse, dei rischi di default. Oggi la situazione è ben diversa, ma gli scenari bellici allarmano i risparmiatori, alla ricerca di opportunità per difendere il proprio capitale.

Gestire i risparmi in tempo di crisi

I suggerimenti di Pmi.it sono molto perentori: “puntare su strumenti finanziari considerati più sicuri, ad esempio investendo in Titoli di Stato e Piani individuali di risparmio (PIR). Ancora: puntare su investimenti dentro e fuori area Euro (anche azionari) e privilegiare i settori meno influenzati dalla crisi”.

Per i piccoli risparmiatori il consiglio è di puntare su strumenti come il BTP Italia con scadenze a lungo termine – il decennale segnala un rendimento attuale del 2,17% -, in modo da assicurarsi un rendimento sicuro. Analogamente, si può puntare su azioni europee con profili di rischio adeguati. “Gli investimenti in oro (ETC)  vengono ancora ritenuti tra i più sicuri – prosegue il giornale – mentre quelli sul mercato azionario hanno una buona capacità di generare rendimenti non penalizzati dall’inflazione”.

 

Come investire in periodi di volatilità

Il primo consiglio è sempre quello di diversificare il portafoglio. Per chi ha risorse che vuole investire in titoli, bisogna muoversi con cautela per non vanificare l’investimento nel lungo periodo, magari con un effetto cumulativo subito, ma con una particolare attenzione a una riduzione del valore del portafoglio nel tempo.

Un orizzonte temporale troppo limitato è infatti un’arma a doppio taglio, che finisce per esporre al rischio di penalizzare il valore del portafoglio durante un periodo di volatilità a breve termine. La volatilità del mercato tuttavia sembra essere persistente: il conflitto tra Russia e Ucraina è sfociato in una guerra “non lampo”, con le conseguenze del caso. Molti economisti  – conclude Pmi.it – non prevedono una reale minaccia di recessione, allo stesso tempo la parola d’ordine resta “prudenza“.

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