Gli abiti non contano nelle violenze sessuali sulle donne

Gli abiti non contano nelle violenze sessuali sulle donne

MOSTRA – In quasi tutti i casi, si tratta di jeans, T-shirt, pigiami o pantaloni neri.

What were you wearing – “Che cosa indossavi?”

 

Gli abiti non contano. Nelle violenze sessuali sulle donne, non è mai il vestito a importare. L’ennesima conferma a questo dato viene dalla mostra controversa, What were you wearing?, ovvero “Che cosa indossavi?”: è stata un’esposizione con 18 completi femminili indossati da vittime durante altrettanti stupri e mostrati al Centre Communautaire Maritime a Molenbeek-Saint-Jean in Belgio dal’8 al 20 gennaio 2018.

La mostra è stata creata inizialmente nel 2013 da Jen Brockman e Mary Wyandt-Hiebert ed esposta nell’Università dell’Arkansas.

Arrivata per la prima volta in Europa, la mostra sta facendo molto discutere entrando nel vivo di uno dei pregiudizi più maschilisti in fatto di violenza sulle donne, ovvero quello dell’appropriatezza degli abiti indossati, questione che toglie ogni libertà di espressione di sé attraverso i vestiti e che nulla centra con gli stupri.

 

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