QUATTRO PASSI IN LIBRERIA

di DARIO PERICOLOSI

Il prete e il medico di Georges Minois

di ALESSANDRO CAMPARI

“La malattia è immagine del peccato…” (Antico Testamento). Già questa affermazione, apodittica, senza possibilità di obiezioni, ben ci fa comprendere come nel Medioevo fosse considerata la persona malata, un essere umano colpito da un morbo perché afflitto da pene e colpe da espiare.

Di scientifico, nella cosiddetta medicina ippocratica, non c’era nulla. Georges Minois, studioso francese di alto profilo, docente di storia, ci accompagna dal medioevo fino al periodo post rinascimentale in questo viaggio alla scoperta dei metodi di cura praticati più dai sacerdoti che dai medici. Questi ultimi sproloquiavano con termini pseudo scientifici, incapaci spesso di comprendere quale malattia avesse colpito il poveretto che avrebbero dovuto curare.

Nell’età dei Lumi le cose cominciano a cambiare: “spirito critico, esigenze della ragione, progressi scientifici incarnati da Newton spalancano nuove prospettive e lasciano intravedere la possibilità di un miglioramento delle condizioni di vita”. Finalmente la scienza, quella autentica, credibile, comincia ad affermarsi grazie a una figura del medico più affidabile: nel XVIII secolo sono molti i medici e i chirurghi che si affermano per le loro capacità e competenze. I sacerdoti sono meno visibili.

Il titolo del capitolo tredicesimo è, per noi, di incredibile attualità: “La battaglia dell’inoculazione e della vaccinazione (XVIII-XIX secolo)”.

Scritto con chiarezza, il testo è ricco anche di riferimenti statistici, che ben accompagnano i riferimenti storici.

Georges Minois, Il prete e il medico Edizioni Dedalo, pagine 324 – Euro 27,00

LIBRI DA RILEGGERE

di DARIO PERICOLOSI

Storia di una ladra di libri di Markus Zusak

Durante uno dei sinistri “roghi dei libri” attuati dai nazisti nelle piazze, una bambina analfabeta di nome Liesel, che vive con i genitori adottivi, “ruba” un libro dal mucchio fumante, ma forse è più giusto dire “salva” dalla follia distruttiva. Il libro salvato dal rogo sarà per lei motivo di crescita.

Durante la guerra, la bambina impara a leggere e scrivere grazie all’abbecedario improvvisato sui muri della cantina e all’aiuto di Max, un giovane ebreo amico di famiglia tenuto nascosto in casa per salvarlo dai campi di sterminio. “La memoria è lo scriba dell’anima”, celebre aforisma di Aristotele, viene pronunciato da Max in risposta a una domanda di Liesel. Molto toccante. Storia di una ladra di libri è un film che comunica e insegna allo stesso tempo. Sono rimasto impressionato dalla solarità di Liesel malgrado la tragedia dell’evento bellico.

Bravo il regista Brian Percival che ha reso “magico” sullo schermo quello che ha fatto Markus Zusak come autore.

Markus Zusak, Storia di una ladra di libri, Frassinelli Editore, anno di pubblicazione 2014.